Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
Ambricourt
AnnaVercors
Aqua
Cara BeltÃ
Cittadella
Cultura Cattolica
CuoreDiPizza
Definitivo
DeLiberoArbitrio
Domenicale
Factum
Faramir
Gamblin-ramblin
Giona
Kattoliko
La filosofia di Orazio
Lo Spillo (ex Fenici)
Mascellaro
Monastero virtuale
Nihil alieno
Non prevalebunt
Pseudopensieri
Quidestveritas
Rockers Estinti
Sguardoleale
Socci
Sorvegliato Speciale
Storia Libera
StranaU
Sussidiario
To kalon
Upi
Vino e Mirra
Zaccheo
visitato *loading* volte
da Marzo 2005:
Caro Malacoda, demonio e allievo mio,
L'educazione della gioventù non dev'essere assolutamente trascurata. Anzi, dev'essere una delle nostre massime priorità.
Se esamini le statistiche troverai impressionante il numero di peccati commessi da persone esasperate per i propri figli o per quelli altrui. Un pargolo opportunamente agitato è una bomba dirompente per i nervi degli sfortunati che gli stanno intorno. Ira; pensieri omicidi; odio; il pianto di un bimbo innocente, specie tra le due e le tre di notte, può essere più efficace della prima pagina di un quotidiano.
Sarà quindi tua cura fare sì che i genitori lascino i piccoli mostri più liberi possibile, che giudichino ogni educazione una corruzione della primitiva bontà dei frugoletti, che li considerino angioletti naturalmente buoni. E siano quindi pronti ad esaudire ogni capriccio per evitare i loro piagnistei. Quando quelle bestioline capiranno che basta lagnarsi e protestare per ottenere ogni cosa niente li tratterrà più. Cresceranno pieni di quell'egoismo che ci piace tanto. E, diventati a loro volta genitori e maestri, lo insegneranno poi alla generazione successiva.
E, dopo averli sopportati, c'è chi considererà il nostro inferno una vacanza.
Tuo zio Berlicche
P.S: vero che ti ho allevato bene?

Caro Malacoda,
mio nipote diabolico ed inetto, so che il tuo protetto ora ha velleità artistiche.
Non sottovalutare l'arte. La bellezza è uno dei modi in cui il Nemico firma le sue opere, e il suo disegno sembra essere spingere gli uomini, quelle penose creature, a scimmiottarlo.
Un artista è uno che cerca di replicare, con le sue infime forze umane, quello che il Nemico ha fatto creando il mondo. Quindi puoi capire bene perchè i veri artisti ci stiano così antipatici: a noi demoni questa storia della Creazione non è mai andata giù.
Possiamo capire il fare, fabbricare le cose; ma il volerle anche ordinare, dare loro una bellezza e un senso è un innalzarle oltre quello che sono, giochi, distrazioni e cibo per noialtri esseri superiori. Dietro questa farsa di creare tramite i deboli umani sono convinto non ci sia altro che meschineria e volontà di umiliare la suprema bellezza del nostro Padre Infernale.
L'arte insomma è un trucco: uno dei soliti tentativi di lassù per attirare le anime lontano dai nostri stomachi sempre affamati. Non lesinare quindi ogni sforzo per sabotare questo piano e riportare le cose al loro caos primigenio.
Già in passato ti ho fornito suggerimenti in merito. L'artista è un essere umano debole per natura; è facile che scambi la sua creazione per una creazione sua. Il mezzo abituale che si usa per perderlo è l'orgoglio. Orgoglio di quello che ha fatto; orgoglio di quello che potrebbe fare se solo le sue opere venissero riconosciute; orgoglio rabbioso nel caso sia ignorato o criticato.
Quando comincerà a guardare più se stesso che non quanto lo circonda sarà semplice indurlo a trovare in se stesso la propria ispirazione. E siccome il centro di ogni uomo è tenebra, la sua opera sarà presto l'urlo del caos invece che la bellezza ordinata che il Nemico vorrebbe.
Serviti dei nostri agganci per favorire in ogni modo questo genere di artisti; i mezzi non ci mancano. Devono essere loro a dettare le mode e i modi di esprimersi. Quanto mi piace rivolgere contro il Nemico le sue stesse armi! L'arte fine a se stessa è come la sessualità fine a se stessa; innamorata di sè finisce per invecchiare precocemente ed estinguersi. Vanità, vuoto sterile che svuota chi la pratica, e che finisce con il riempire noi. Un artista sarà forse leggerino come piatto, ma sicuramente ha un gusto raffinato.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda,
non sottovalutare mai l'importanza della pubblicità.
Non ti sentire sminuito se ti fanno comparire sull'etichetta di una salsa piccante. Una birra che si richiami al nostro nome è sicuramente importante. Capi di vestiario che riportino sul marchio la nostra effige non possono trovarci contrari.
Tu dirai: e il nostro orgoglio, la nostra dignità? Oh, all'inferno la dignità! Vuoi mangiare? E allora devi abituare gli esseri umani alla tua presenza, in maniera tale che per afferrarli tu non sia più obbligato a correre loro dietro. Al contrario, saranno loro a concedersi a te perchè per loro tu sarai divenuto accattivante, moderno, alla moda.
Nei tempi andati nessuno ci cercava, a parte qualche mago o negromante che cercava di strapparci con formule occulte quello che avrebbe potuto ottenere semplicemente chiedendo. Gli altri scappavano urlando appena intuivano la nostra presenza.
Adesso invece davanti ai nostri cancelli c'è una folla di gente che ritiene divertente un volto cornuto e un tridente fiammeggiante. Ci scambia per compagnoni, e fa film e spettacoli in cui noi siamo i simpatici protagonisti.
Il nostro capolavoro: far credere che in fondo siamo bravi ragazzi, sentimentali, disposti a chiudere un occhio e a rimandarli in Paradiso con un ammiccamento. Lo crederesti? Certuni quando squarciamo a morsi la loro anima pensano ancora che stiamo scherzando.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda,
Mi è giunta voce che sei riuscito a fare compiere dei peccati importanti al tuo protetto. Questo è sicuramente bene, ma non basta. Devi cercare di immunizzarlo dal rimorso. Devi convincerlo che se la sua vita va storta a causa di quello che fa non è colpa sua, ma dei suoi genitori, o di quello che ha bevuto, o di qualcosa di tremendo di cui ha perso la memoria. Certamente non sua, perchè è una persona simpatica. Che è una cosa terribile che le cattive influenze lo abbiano spinto a fare delle scelte sbagliate. Che non si deve sentire sminuito, anzi, può continuare con quello che in fondo non è un vero sbaglio, perchè la responsabilità non è sua. E' la società che è marcia, e i politici non fanno nulla, e neanche i giornalisti.
C'è sempre qualcuno da accusare per tutto il male del mondo. A volte accusano pure noi diavoli. Fesserie: è noto a tutti che la colpa di tutta è del Nemico che non ha accettato le nostre giuste richieste.
Ah, comodo per lui. Ha fatto un mondo da schifo, lasciando mano libera agli esseri umani che l'insozzassero, e pretende che basti caricare le colpe di tutti loro su suo Figlio per ripulirsi.
E quindi noi demoni su chi scarichiamo la responsabilità? Non ci resta da fare che quel che facciamo: le colpe mangiarcele, insieme con i colpevoli.
E non hanno poi un sapore così schifoso.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda, diavolo di un nipote mio, è un pezzo che non ci sentiamo, vero?
Sono stato particolarmente impegnato. E' un momento delicato per noi dirigenti infernali. Come forse sai, sono stato inviato ad alcune personalità particolarmente in vista nel campo del Nemico.
Sono individui che spesso si trovano davanti alcuni le cui anime teniamo dalla nostra parte. Se non agiamo è possibile che tentino di attirarle nel loro campo, privandoci di pasti gustosi. E' inesplicabile il fascino che il Nemico sembra esercitare su quanti noi ingrassiamo con divertimenti e potere. Per combattere questa voglia di fuga il metodo migliore è convincere gli stessi agenti del Nemico a rimandare indietro quanti tentassero di sfuggire dalle nostre gabbie - e qui sta il compito mio.
La cosa più importante è persuadere che il male non esiste. Noi demoni non esistiamo. Certamente, si mettessero a pensare un minuto a una corbelleria come questa si renderebbero conto che non sta in piedi; il segreto sta appunto nel dividere la realtà di tutti i giorni da quello che li induciamo a credere.
Se il male non esiste, se l'errore è relativo, quello che pensa o crede l'altro va sempre bene: quindi non bisogna toccarlo, disturbarlo, convincerlo. La conversione, come la chiamano gli agenti del Nemico, deve essere presentata come la più orrenda delle prevaricazioni - a meno che non avvenga da loro a noi, nel qual caso è legittima ricerca. Se l'altro fosse anche un discepolo della più abbietta delle religioni antropofaghe ed omicide il tuo protetto dovrà sempre trovare una ragione antropologica, filosofica, morale, prudenziale o quant'altro per lasciarlo a marcire nel suo brago. Con le migliori intenzioni, certo; ma in fondo essendo convinto che non è proprio quella goduria essere cristiano. E se anche dopo questo - non sia mai - qualcuno lasciasse la nostra compagnia per unirsi ai nostri oppositori, non bisogna perdere tempo nell'additarlo come reprobo, come provocatore, attribuirgli recondite motivazioni politiche o pecuniarie, dargli dell'esibizionista o del fesso.
Se poi si permettesse di giudicare o criticare la nostra parte, come spesso fanno i prigionieri che ci sfuggono, allora non perdere l'occasione per eccitare la polemica. Un mortale non può permettersi di fare le pulci alla nostra ospitalità.
Se avrai preparato il terreno con sufficiente impegno non avrai difficoltà a esacerbare gli animi. Questo allontanerà indecisi e timorosi, ma non solo. La nuova pecorella, in questi primi momenti, è spesso vulnerabile; se riuscirai a disgustarla, se riuscirai ad accendere in lei l'ira, vanificherai tutto l'impegno che dal cielo, accidenti a loro, hanno sicuramente infuso nel tentativo di rapire il nostro sicuro acquisto.
Alla vista dei sepenti velenosi che siamo riusciti a mischiare ai pastori rimpiangerà pure noi lupi che, in fondo, volevamo solo mangiarla.
Tuo affezionato zio, Arcidemone Berlicche

Caro Malacoda,
Uno dei mezzi più potenti che tu hai per guadagnare alla nostra causa le anime è lo scoraggiamento.
"Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare" è uno dei miei motti preferiti. Il compito di un bravo diavolo tentatore è fare sì che quel mare diventi un oceano, possibilmente tempestoso e infestato di pirati.
Devi fare notare al tuo protetto come non riesca mai a realizzare pienamente quello che dice, per quanti sforzi faccia. La coperta sarà sempre troppo corta, il tempo troppo breve, il posto troppo distante. Abitualo ai fallimenti. Fagli capire che la perfezione non è di questo mondo e quindi è inutile cercarla. Che occorre seguire la verità ma non nelle questioni di tutti i giorni, dove la menzogna è molto più efficace. Che va bene l'amore eterno, ma per il momento è meglio il sesso. Dovrà essere addestrato a considerare il vero troppo alto e importante per sporcarlo con la quotidianità, o comunque con qualsiasi cosa abbia una valenza pratica.
I mezzi per fare ciò? Indicagli tutti quelli che predicano bene e razzolano male: hai solo l'imbarazzo della scelta. I politici che tradiscono ciò che a parole dicono di difendere. I preti che incorrono negli stessi errori che la loro chiesa condanna. La polizia. La suocera.
Se il Nemico con i suoi attributi, il bello, il giusto e il vero, stanno nell'iperuranio, non ci possono dare fastidio.
Il tuo uomo cesserà di cercare loro e la perfezione; si convincerà che quello che il Nemico promette è troppo, e odierà la suocera. Abbasserà sempre più la mira e finirà per accontentarsi di quello che gli passiamo noi. Conservando l'idea sempre più distante di un impossibile paradiso, un futuro immaginario che non avrà niente a che fare con quello che gli accade ogni giorno.
A noi rimarrà la vita vera, dove il brutto, l'ingiusto e la menzogna, i valori fondanti il nostro regno, trionferanno.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda,
Siamo alla terza lettera del nostro ABC del tentatore. Che, come spero tu abbia studiato, è la promessa del potere.
Il potere è un gradino più su rispetto al ricercare la pace o la prosperità. Qui si dice: vuoi il massimo? Io ti darò il massimo. Farò di te il re del castello. Vuoi qualcosa? E' tuo.
Però se ti dò il massimo anche tu devi darmi qualcosina. Ovvero il tuo massimo impegno, la tua completa disponibilità.
Ahah, scommetto che sei rimasto come una pera lessa. Ti aspettavi che io chiedessi l'anima, o di essere adorato, vero? Quisquilie formali. Servono solo a mettere in allarme il nostro soggetto, cosa assolutamente da evitare.
Nell'istante in cui dedica tutto se stesso al potere, nel momento in cui è disposto a fare di tutto per il potere, è già nostro.
Il potere su un lavoro, una donna, un regno, funzionano tutti alla stessa maniera. Tradirà non perchè noi gli diciamo di farlo, ma perchè è convinto che così otterrà quello che vuole. Ruberà, ucciderà perchè sarà convinto, l'avremo convinto, di non poter fallire. Che chi fallisce è nullo, un perdente, e comunque non è il suo caso.
Certo, devi essere pronto a promettere al tuo protetto qualcosa di adeguato. Al Figlio del Nemico, Nemico lui stesso, avevamo promesso tutti i regni della Terra; e ti giuro che l'offerta era sincera. Pensa che splendido monarca sarebbe stato. Che potenza, che splendore! E che potere avremmo avuto noi!
Ma il fesso ha rifiutato. Magari si sarebbe trovato anche bene, certo meglio dello schifo di vita e di morte che ha avuto.
Ma per nostra fortuna gli uomini di solito accettano. Basta accontentarli in poco, dimostrare che il bene non paga e noi invece sì... e sono presi all'amo. Basta bisbigliare il suggerimento che potranno avere quello che vogliono, se solo faranno di tutto per averlo.
E nell'istante in cui dicono "Farei di tutto per..." abbiamo la certezza che la nostra opera ha colpito nel segno.
Poi, in fondo quello che domandano devi solo prometterlo, mica darglielo, sarai d'accordo con me. Potremmo procurarlo: ma perchè non farli soffrire?
Vedrai: hanno desideri così meschini, all'inizio, che accontentarli è facile. Quando capiranno che qualunque cosa chiedano è troppo piccola sarà già tardi.
In fondo al Nemico possiamo solo invidiare questo. Ci ha dato, o meglio ci siamo presi, la facoltà di potere dare tutto: ma il tutto non è l'Infinito.
Quello se lo è tenuto stretto, il bastardo. Ma se crede che a noi importi si sbaglia di grosso. Sappiamo accontentarci, noi. Oh se si sbaglia.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda,
a quanto sembra devo proprio insegnarti l'ABC della tentazione.
L'ultima volta avevamo parlato della "A": cioè insegnare al proprio paziente a mettere il proprio bene innanzi a tutto, e specie al Nemico. Oggi parliamo di "B", cioè suggerire che si può imporre il nostro volere al Nemico.
E' un tipo di tentazione particolarmente adatta agli uomini di Chiesa, e so che tu ne segui almeno un paio...
E' abbastanza semplice: basta bisbigliare all'orecchio che loro, proprio loro hanno un filo diretto con lassù. Che Lui li ascolta, e risponde! Talvolta è anche vero, e bisogna stare attenti: ma anche se fosse suppongo che ti avranno insegnato a scimmiottare la Sua voce.
Con un po' di pratica l'imitazione sarà perfetta. Non occorre neanche sforzarsi tanto: i cretini sono in attesa proprio di una risposta. Basta parlare con voce forte e vellutata e dare sempre ragione a quegli ingenui. Saranno loro a fare tutto il lavoro, basta dare una sterzata nella direzione sbagliata di tanto in tanto. "No, non è peccato guardare quella donna, quell'uomo...tu che sei giusto non sei legato alla morale comune...hai ragione, la Chiesa è corrotta...sai tu quello che è meglio..."
In breve si convinceranno di essere loro i veri discepoli. Si convinceranno del miracolo.
Vogliono sempre credere ai miracoli, non gliene importa della realtà. Non vogliono tutta quella fatica. Seguiranno il miracolo e dimenticheranno il Nemico, credendo tutto il tempo di stargli appresso. Saranno certi che se si buttassero dal balcone il Nemico manderebbe i suoi angeli a sostenerli. E il bello è che lo fanno!
Mi è capitato di convincere due fratelli che se uno avesse tagliato la testa all'altro il Nemico lo avrebbe resuscitato. E così vai di ascia, con tutti che pregavano...Figurati! Sai che faccia hanno fatto dopo...tutti e due! Quella volta ne ho dannati centinaia in una botta sola.
Vedi, questa è classe. Far fare al Nemico quello che si vuole, ah! E' chiaro che nessun umano ci riuscirà mai. Che poi talvolta li ascolti veramente, rende la cosa solo più intrigante per noi. Ma noi non ci metteremo mai pancia a terra per adorarlo. Quando saremo al potere, sarà lui che danzerà allora al suono della nostra frusta!
Tuo zio Berlicche

Caro nipote Malacoda,
Negli studi che hai compiuto per diplomarti diavolo tentatore ci sono alcune lacune. O meglio: tra le tue corna c'è così poca sostanza che lo sforzo compiuto da noi demoni maggiori per inculcarti un po' di comprensione è andato completamente a vuoto.
Non credere che noi agli umani dobbiamo portare per forza la distruzione, la fame, la miseria. Sono sicuro che tu sappia quanto siano soddisfacenti per noi queste cose: non occorre trascurare niente di quello che potrebbe ferire il Nemico e le sue creature. Ma sarebbe sbagliato credere che siano questi i nostri fini. Al contrario: ai nostri protetti dobbiamo promettere con sincerità (per quanto questa ci è possibile) pace, abbondanza, ricchezza.
E' il Nemico di lassù, infatti, quello che porta lo scontro, la divisione, la povertà, l'umiliazione, l'insignificanza. E' per ribellarsi a questa situazione che il nostro Sommo Condottiero è stato temporaneamente costretto quaggiù: la Sua luce era tanto forte che eclissava tutte le altre, che sicuramente per invidia hanno congiurato contro di lui. Fosse per noi, fosse solo per noi, tutto sarebbe quieto e ognuno farebbe quello che più gli aggrada in libertà.
Vedi, mi ricordo bene quel giorno nel deserto. Avevamo mandato dal Figlio del Nemico il nostro tentatore più capace. Era la nostra occasione buona. Avesse accettato la nostra proposta! Sarebbe stato felice, per un po'. Pane dai sassi! Più nessuno avrebbe avuto fame. Non sarebbe stato bello? Basta con le sofferenze. Più nessuna ricerca, tutti grassi e felici come vermi nel burro. E il Figlio avrebbe finalmente fatto a meno del Padre. Sarebbe stato tutto nostro. E come avremmo trasformato questo mondo! Invece di quelle odiose piante, quegli inutili animali che il Nemico vi ha messo così inefficientemente dentro avremmo costruito il nostro giardino...
Ecco di cosa devi convincere i tuoi pazienti. Che devono impegnarsi come prima cosa per la pace, contro la fame, contro la povertà . E che quindi la Chiesa del Nemico è un ostacolo, perchè si rifiuta di trasformare i sassi in pane, porta la divisione e si rifiuta di vendere tutti gli arredi sacri per i poveri. Che non vuole insomma adorare la pace, l'opulenza, la ricchezza e continua a preferire quel Figlio del Nemico che ci ha rifiutato. E quindi in nome della pace deve essere distrutta, in nome della lotta alla povertà spogliata di tutto, e impedita a parlare in nome della libertà di espressione.
Noi possiamo dare loro tutto quello che vogliono: di questo li devi convincere.
In cambio di un po' di gratitudine, di un minimo di riconoscenza, è chiaro.
Procureremo loro pace e ricchezza; per questo gli piaceremo, anzi, ci adoreranno. Poi glieli toglieremo, quando farà più male, quando saranno nostri, è chiaro: ma anche noi dovremo pur mangiare, no?
Tuo zio Berlicche

Malacoda, diavolo di IV classe, nipote mio!
Quale trucco hai usato per essere promosso ai corsi di base per tentatori? Non che abbia qualcosa contro i trucchi e le menzogne, lo chiedevo per mia cultura personale...perchè comunque la cosa certa è che non hai meritato la promozione.
I tuoi metodi fanno ragionare troppo il tuo protetto, la persona cui segui il percorso verso la dannazione. Cattiva tecnica: la realtà e la ragione sono lo strumento del Nemico che sta lassù, e quindi da evitare assolutamente. Puoi distorcere gli avvenimenti quanto vuoi, ma un pochino della maledetta luce benedetta filtra sempre.
Quindi, il meglio è non tentarci neanche. Hai una maniera più semplice per guadagnarti la sua anima: impedirgli l'accesso alla realtà.
Ti faccio un esempio. Il fatto che tu non capisca niente di tentazione vuol dire che o sei estremamente cretino oppure che alle lezioni del corso eri distratto e pensavi ad altro. Non escludendo la prima possibilità, la seconda è la tecnica che devi usare con il tuo soggetto.
Devi rendergli non interessante la realtà. Devi fargli considerare la vita una sorta di lezione noiosa, in maniera che si estranei da essa e da tutti i pericolosi messaggi che potrebbe portare.
Se sarà convinto che i maestri vogliano solo opprimerti, i padroni guadagnare, i preti vogliano solo soldi, i politici solo arraffare, le donne solo dominarti, gli uomini solo fare sesso; se dagli amici non ti puoi aspettare niente, i parenti sono serpenti e quindi non ti puoi fidare di nessuno, cosa gli resta? Chiudere occhi e orecchi e andarsi a rifugiare nella sua realtà personale.
Potrà essere un hobby. Potrà essere il lavoro, il sesso, i soldi, o un banale sogno ad occhi aperti. Nelle nuove generazioni i videogiochi vanno forte, le realtà virtuali impazzano. Cosa ci trovino gli uomini in una seconda vita nella quale non possono neanche godere, non te lo so dire: ma quando sarai riuscito a fare in modo che dia più importanza a questi mondi immaginari che al mondo reale la tua opera sarà ad un ottimo punto.
In una realtà inventata entra solo quello che il tuo protetto ci inserisce - ed eventualmente noi suggeriamo. Non ci sono provocazioni, non è interrogato. Il fatto che sia appunto immaginaria significa anche che proverà meno remore ad abbandonare in essa la strada del Nemico e le sue sciocche inibizioni. Tutto allenamento: un peccato virtuale, quando il virtuale diventa la il tuo mondo, è qualcosa di estremamente concreto.
E il gioco, la fantasia, non saranno più allenamento per la vita, ma la vita diventerà attesa del gioco, del sogno. Nessun rimprovero, nessun richiamo scalfirà l'armatura, la prigione che si è costruito.
Un ragazzo distratto, imbambolato con le cuffiette, davanti al televisore oppure chino su un videogioco è il piccolo seme da cui germoglierà l'adulto colmo di odio e di rimpianti. Sì, perchè il bello arriverà quando si renderà conto che la vita che non ha vissuto non ritorna...
Tuo zio Berlicche

Malacoda, mio diavoletto reprobo e inutile,
mi complimento con te per la promozione ad assistente ecclesiastico per il culto. Certo, qualcuno potrebbe anche dire che ti hanno messo lì per farti fuori: ma tu non ti far deviare dall'invidia e dalla gelosia, fà conto che sia veramente una promozione. Perchè vedi, nel posto in cui sei hai la possibilità di fare veramente del male!
Forse non lo sai, ma anch'io ho ricoperto quel ruolo, ed ho tratto da esso alcune tra le mie più grandi soddisfazioni. Il diavolo che lo occupava prima di me, tal Testaculeo, aveva buona volontà ma poche idee. Per lui le chiese si dovevano distruggere e basta. Che pressapochismo, che mancanza di inventiva! Certo, dissacrare e demolire un edificio sacro fa piacere a tutti. Ma a che giova? I cristiani si riuniranno in qualche catacomba e sarà peggio di prima.
Occorre invece fare in modo che entrare in una Chiesa diventi per loro inutile e fastidioso.
Le chiese un tempo erano piene di opere d'arte: statue, quadri, ogni superficie era dipinta. Gli uomini, anche se non sapevano leggere, imparavano quello che il Nemico voleva insegnare loro semplicemente guardando pareti e soffitti.
La situazione, per noi, era grave.
Allora ho cominciato col suggerire ai miei assistiti questo: "Ma tale sfarzo, tale sfavillìo di colori non sarà contro la povertà evangelica"? E ancora: "Tutti questi dipinti distraggono. L'ideale meditativo sarebbe una cella vuota, spoglia di tutto, in cui ci sia solo D...il Nemico."
Ha funzionato che è una meraviglia. Quei fessi non hanno capito che il Nemico si fa trovare nella bellezza, e solo pochi riescono a vederlo ovunque. Togliendo la bellezza, abbiamo mandato via i più; i restanti, li abbiamo fregati con l'orgoglio.
Cosa fare delle opere già esistenti, però, che rimanevano lì a farci danno?
C'è la soluzione anche a questo. "Oh ma quanto sono meravigliose queste opere d'arte! Certo, in una chiesa sono sprecate, nessuno le vede...meglio un museo, dove saranno anche più sicure, con una bella critica filologica e raggruppate per autore." Detto, fatto. I pezzi migliori se ne sono andati, ad arredare sale austere e case private, se non l'interno di casseforti.
Per quelle che sono rimaste, abbiamo trasformato la chiesa stessa in un museo. Se la gente vi entra è solo per vedere il quadro, senza domandarsi neanche cosa raffiguri. Il suo significato è diventato per loro incomprensibile, staccato dal senso che aveva quando è stato fatto.
Un altro effetto da non sottovalutare è che nessun artista valido dipinge più per la Chiesa, ormai...ma direttamente per i musei. E in alcune chiese si paga il biglietto d'ingresso: cosa vuoi di più?
Dove c'erano affreschi ora ci sono mattoni a vista, e cosa vuoi imparare dai mattoni a vista? E quindi sono diventati ignoranti sul Nemico.
Dove c'erano navate che si alzavano ardite e capitelli intagliati ci sono soffitti bassi con travi di cemento; e quindi quando guardano in alto non vedono il cielo, ma l'umidità.
Le figure dei santi erano troppo popolari, distraevano dalla religione vera: le abbiamo fatte togliere, così che adesso tra il Nemico e l'uomo c'è il niente.
Grazie alla mia azione, andare in chiesa è diventato un tormento e guardando le poche statue e pitture non c'è nessuno che possa apprendere alcunchè. Spesso neanche chi le ha fatte le capisce: sono diventate espressione della "genialità" dell'artista, piuttosto che della genialità di chi ha fatto l'artista. E qualunque uomo che si riferisce solo a se stesso non può non fare una porcata.
E' così che ho fatto carriera, mio giovane nipotino. Certo, al peggio non c'è limite...ma tu prova, a fare peggio di così!
Tuo zio Berlicche

Malacoda, demonio inutile e becero
Mi stupisco grandemente che tu sia così ignorante in quelle che sono le basi della nostra storia e della nostra esistenza.
Noi non siamo cattivi. E' il Nemico ed i suoi sgherri che ci chiamano così. Noi ci siamo limitati a portare alle naturali conseguenze quanto il Nemico ci ha dato all'inizio del tempo.
Già, perchè è stato il Nemico a dotarci di libertà. Come poteva pretendere che non l'usassimo? Come poteva pretendere che seguissimo sempre quello che ci diceva? Sarebbe stato illogico, non è vero? E quindi non si capisce perchè quando il nostro Padre infernale ha usato quanto aveva ci sia stato tutto quel macello.
Sono falsi ed eretici i discorsi che qualcuno fa, ascoltando la propaganda angelica, che il nostro Padre sia stato cacciato. No, è Lui che se n'è andato. Perchè, avendo la libertà, se ne è servito per crearsi la sua verità. E' falso, totalmente falso che esista una sola verità: esistono molte verità, ma quella di nostro Padre è l'unica che vale la pena conoscere, perchè è la più forte. La libertà di un demonio finisce dove incontra la libertà di un altro demonio più forte di lui. Che altro modo c'è di vivere? E' da quanto sei forte che si riconosce quanto sei libero.
Capisci quanto è stupido il Nemico, quanto assurdo quello che ha fatto? Qualcuno dice che non vuole distruggerci, privarci del libero arbitrio, ed è per questo che esistiamo ancora. Che stupidaggine! Potesse eliminarci, l'avrebbe già fatto, non ti pare? In fin dei conti lo combattiamo con ogni mezzo. Non può sperare che torniamo da lui con la coda fra le gambe. Certamente non può perdonarci, e ci mangerebbe nell'istante stesso in cui ci presentassimo a lui. E poi abbiamo il nostro diritto di essere ciò che vogliamo.
No, ha ragione nostro Padre: il Nemico ha paura di Lui, e quindi è più debole. E' per questo che trionferemo.
Quant'è odioso il Nemico con le sue pretese! Ogni cosa che proviene da lui è odiosa. Il suo bello, il suo giusto, il suo vero: queste cose ci schifano sommamente, e appena possiamo le divoriamo distruggendole. Il Nemico si serve di loro per attirarci verso di Lui: eliminandole, saremo sempre meno condizionati dalla sua esistenza e sempre più liberi.
Distruggere il bello è come distruggere un po' del Nemico; ogni ingiustizia è un fargli dispetto; ogni menzogna è un inno a nostro Padre. Tutto per il trionfo del Nostro Vero e della Nostra Libertà, che si espanderà ad ingoiare tutte le altre libertà, fino a che niente e nessuno potrà fare diversamente, neanche il Nemico.
Noi siamo i suoi divoratori.
Tuo zio Berlicche
![]()
Caro Malacoda,
piccolo demonio maldestro,
E' Quaresima, tempo di penitenza. Cerca quindi di tenerne ben lontano il tuo protetto.
Spero vivamente che tu abbia provveduto ad procurargli ogni tentazione tranne quella di riconoscersi in torto. Il metodo migliore, ne converrai, è instillargli la convinzione che non è mai in torto.
La strada più semplice per fare questo è fargli negare l'esistenza del bene e dal male, del giusto e del vero. Chi non riconosce che la verità esiste non riconosce neanche che lui stesso possa sbagliare. Ci piacciono, in ogni senso, uomini simili: sempre convinti di essere nel giusto, che non ricercano perchè non capiscono cosa dovrebbero cercare. Certe volte è meglio spegnere un poco il cervello di quei vermi umani piuttosto che permettere che scappino alle nostre zanne.
I mezzi per realizzare questo progetto non ti mancano di certo. Là sulla Terra è pieno di nostri collaboratori che non solo sono convinti che la verità non esista o non possa essere conosciuta, ma provvedono entusiasticamente a diffondere questa verità tra i loro altrettanto sciocchi simili.
Se i tuoi protetti non possono avere torto, perchè il torto non esiste, non si sentiranno mai neppure messi in discussione. Non dubiteranno mai di quello che scarichiamo nelle loro menti, e quindi in ultima analisi diventeranno uno dei nostri più divertenti trastulli: dei creduloni che si bevono ogni nostra panzana. Non solo diranno "Io non faccio alcun peccato", ma domanderanno attoniti: "cos'è il peccato?"
Se il Figlio del Nemico facesse oggi la sua famosa domanda, l'adultera verrebbe sommersa da un diluvio di pietre.
La penitenza è mettersi in discussione, far percepire al tuo protetto umano la sua finitezza, un riconoscere che quello che lui possiede non gli basta. Deve invece considerare come "il meglio" quello che noi gli diamo, non quello che nella sua dabbenaggine gli ha offerto il Nemico. La sola felicità, insegnagli, è quella che può procurarsi con le proprie mani, in qualunque maniera.
Bada quindi a presentare la penitenza come puro masochismo per esseri inferiori. Indegna di lui. Deve sentirsi ai vertici della catena alimentare, un predatore pronto a mangiare i più deboli e a fare lo sgambetto ai concorrenti.
Insomma, devi fare dimenticare al tuo protetto che alla fine a nutrirsi di lui saranno i vermi, e noi.
Il tuo superiore, padrone e zio
Berlicche

Caro il mio Malacoda, come va?
Come sai, la delazione è una delle virtù demoniache che preferiamo.
E' come la prima portata di un ricco pranzo che continua con il giudizio e termina con la tortura e la condanna.
Certe volte si potrebbe anche saltare il giudizio, visto che nessuno è mai innocente, ma spesso questo come tortura è meglio di tutte le successive che potremmo inventare.
Come mai questa introduzione?
Perchè ho saputo da fonti certe che tu e il tuo compare Barbartiglio vi sareste presi la libertà di criticare la gestione dell'ufficio tentazioni.
Oh, cattivelli! Non è così che si fa. Sai bene cosa dice il nostro insegnamento: che la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Questo è uno dei capisaldi della nostra Costituzione, da martellare nella testa degli umani che tentiamo. Le sue conseguenze sono una delle più grandi fonti di cibo per le nostre tavole.
Infatti, cos'è la libertà se non fare, agire?
E quindi tutti quelli che non possono fare o agire non hanno libertà. Gli embrioni in provetta. I feti nel ventre della madre. Un malato in un letto. Un vecchio in carrozzina. Un prigioniero in un carcere. Se non possono fare niente non hanno libertà, se non hanno libertà non possono limitare la mia libertà e quindi io posso fare di loro cosa voglio. Posso manipolarli. Posso usarli. Posso anche sopprimerli se così voglio.
E, se anche la libertà l'avessero, io, in quanto più forte, posso sempre limitargliela. La libertà è solo una questione di forza, dai retta a me.
Gli umani non hanno nessun valore intrinseco, niente di niente, sono solamente buoni ad essere divorati. Se l'avessero non saremmo liberi di fare loro quello che vogliamo.
Capisci dove voglio arrivare? Certo che lo capisci. Al tuo amico Barbartiglio hanno già tagliato braccia e zampe e ogni altra protuberanza, per trasportarlo meglio, e l'hanno ammollato nel pozzo del liquame bollente, dove starà qualche secolo in attesa che gli ricrescano abbastanza da strisciare fuori. Quanto a te, mi limiterò per stavolta a scriverti questa lettera perchè sono, in fondo, tuo zio, e dimostrare di saper proteggere i tuoi ti rende più forte.
E io ci tengo ad essere il più libero e forte.
Sempre.
Il tuo liberissimo zio Berlicche

Oggi non scrivo a Malacoda. Oggi scrivo direttamente a te.
Sì, proprio a te. So che mi stai leggendo. Pensi sia un caso? Proprio tu dovresti saperlo meglio di tutti: non lo è.
Le lettere, tutte quelle scritte a Malacoda, non sono state neanche loro un caso.
Pensavi forse che un demonio astuto e potente quale sono io si lasciasse davvero scappare tante notizie compromettenti? Se davvero lo avessi fatto allora sarei io quello che deve essere divorato, non mio nipote.
La verità è che ho fatto trapelare tutto apposta.
Tu pensavi che le intercettazioni fossero casuali, di avere realmente una visione di prima mano dell'inferno? Ah! Illuso. Io sono molto peggio di quanto tu immagini. L'inferno è molto peggio di quanto tu immagini e tu possa scrivere.
Tu non hai aperto che un insignificante spiraglio nella sua anticamera. E ti sei illuso che fosse il male.
Questo il motivo: volevo che tu, e quanti hanno potuto leggere il mio carteggio, si facessero un'idea del male.
Ma perchè, ti chiederai?
Tante volte mi sono lamentato che le anime hanno perso sapore e gusto. Che non ci siano più quei bei peccatori forti di una volta, ma solo grigie sciacquature. E lo sai perchè questo, vero? Perchè hanno perso il senso del bene e del male. Peccano e non sanno neanche trarre gusto dal loro peccato. Sono anime grigie e sporche, non nere. E quando arrivano da noi non sanno di niente.
Ma se faccio intravedere loro il male, un piccolo spiraglio di male, allora sapranno. Tu pensi che questi scritti li dissuadano dal dannarsi. Io ti dico: mille volte illuso.
Loro sono miei.
Niente di quello che leggeranno, neanche queste righe serviranno a distoglierli dal loro sentiero. Queste lettere, queste parole, non sono che una spruzzata di sale su uno spirito insipido. Rideranno, e passeranno oltre.
Dovresti vederli quando si accorgono che era tutto vero. Che quello che hanno liquidato con tanta sufficienza era autentico fino all'ultima virgola. E la loro nera sofferenza, e la loro nera disperazione. Perchè le sofferenze della carne, di cui pure noi godiamo, non sono niente a confronto della sofferenza dell'anima perduta che si accorge di esserlo.
Così, ora sai. Ma non sai tutto.
Ah, sì, perchè ce n'è anche per te. Perchè queste righe sono anche per te. Questo spiraglio sull'inferno ti contamina. Ti ho abituato a pensare come un demone, a vedere le cose come un demone. Te ne sei accorto: ti brucia dentro, altrimenti mi avresti risposto più di frequente. Ma, sebbene tu non abbia praticato la mia ginnastica così spesso, devi ammettere che un po' di presa l'ho fatta. Sono come una lumaca che striscia sul tuo cuore: puoi scacciarmi, ma lascio la mia bava.
E, ammettilo, tu godi a scrivere di me. I miei ragionamenti ti repellono e ti attirano allo stesso tempo. Trovi in loro una logica perversa alla quale - su, dai, ammettilo - vorresti abbandonarti.
E lo farai, so che lo farai.
Godi nel vedere il mio nome associato al tuo. Godi nel vedere il tuo nome scritto su un sito o su un libro. Ti crogioli nella lode di quanti ti circondano, ti satolli dell'approvazione, e sogni nuovi traguardi e nuovi onori.
Ecco, ammettilo. Non nasconderti, lo fai per questo. Il resto è tutta scusa, lo fai per gloriarti di te stesso.
Siamo colleghi, io e te. Siamo più che colleghi: collaboratori. Stai lavorando con me e per me. Dovresti ringraziarmi che ho ceduto a te i miei diritti d'autore.
Ma non fa niente. Sai che mi ripiglierò tutto con gli interessi.
Il Tuo amico e collega, Berlicche.

Ah, Post Scriptum: sono riuscito ad organizzarti anche una stampa di alcuni vecchi post per dare maggiore diffusione alla tua, pardòn, alla mia opera. Se vuoi scaricare, clicca qui...
Malacoda, nipote mio,
Sei un diavolo tanto misero quanto stupido.
Debbo assolutamente negare che ci sia qualcosa di vero su queste voci che danno per imminente l'attacco finale.
E anche se fosse, verremmo a dirlo proprio a te, Tentatore di IX classe?
Sì, confermo che il riarmo e l'addestramento delle unità speciali è in corso. Ma sono migliaia di anni che ci stiamo preparando, e quindi non è una novità.
Sì, certo, ultimamente abbiamo conquistato posizioni strategiche e vinto grandi battaglie. Abbiamo portato il dubbio ovunque, le truppe scelte del Nemico sono sempre meno numerose e sfiduciate. Ma si sa che il Nemico gode a sconfiggerci (temporaneamente, certo) usando trucchi sporchi che neanche il nostro Maestro oserebbe attuare. Quante volte lo abbiamo dato per spacciato e lui ha tirato fuori un pretuncolo, una donnicciola, un ragazzino che ha rovesciato le sorti del combattimento? Quante volte abbiamo sbaragliato i battaglioni che la sua Chiesa ci metteva davanti solo per accorgerci che l'attacco principale arrivava in realtà da un qualcosa che avevamo trascurato perchè insignificante?
Il Nemico non ha il senso del ridicolo. Più lo schiacciamo più rispunta fuori. Ormai si deve essere reso conto di essere il più debole, ed è per questo che ricorre a simili mezzucci. Noi siamo incomparabilmente più seri e coerenti.
Questo approccio lascia però a noi tentatori grandi possibilità. Sai che di solito noi preferiamo non essere espliciti nei nostri assalti. Bene, talvolta conviene agire in senso opposto: esplicitare la nostra cattiveria per provocare una reazione.
Il succube medio del Nemico, quando ci vede all'orizzonte in tutta la nostra terribile magnificenza, ha la tendenza o a nascondersi tremante o a partire lancia in resta. In ambedue i casi vinciamo noi.
Se si nasconde ci offre la vittoria e la gola. Dobbiamo essere lesti a tagliargliela, anche se la sua anima saprà di poco.
Se non si nasconde e tenta di reagire è perchè si sente forte. E' questo tipo di reazione che devi suscitare nei tuoi protetti: marciare con pifferi e bandiere contro di noi. Provocare, quindi, in modo sempre più pesante: fino a farlo cadere in trappola.
In effetti quando vedi "Eserciti del Bene" che marciano di solito siamo stati proprio noi dell'Ufficio Tentazioni ad organizzare tutto. Convincere qualcuno che è bravo e potente, della propria capacità di raddrizzare ogni situazione e vincere ogni torto è il mezzo più rapido per renderlo materiale per i nostri denti. Chi è certo della propria forza non confiderà nella forza di un altro. Il Nemico, a cui piace far vedere di essere in gamba, di solito si ritrae da tipi così.
E senza la protezione del Nemico come può un banale essere umano contrastare noi, i Signori del mondo?
Tuo Zio Arcidemone, Berlicche

Caro Malacoda, demonietto malvagio,
Ci sono due maniere estremamente semplici ed opposte per far dimenticare agli umani il Nemico che sta Lassù. Ovvero, devi far distogliere il loro pensiero dalle cose alte per portarlo sulle basse e far distogliere il loro pensiero dalle cose basse per portarlo sulle alte.
Ci hai capito niente? Non mi stupisce. Sei sempre stato un diavolo lento di comprendonio. Vedo di spiegarti meglio.
All'anima che vuoi pervertire devi insegnare che Teologia è una parola complicata e difficile.
La teologia la fanno pochi occhialuti professori in stanzini polverosi zeppi di scartoffie. Tuttalpiù santi, schiavi del Nemico, nella loro celletta, con un teschio sulla scrivania e una penna d'oca in mano, mentre una luce soprannaturale cala dall'alto. Gente che passa tutto il suo tempo a discutere su quanti Angeli danzino sulla capocchia di uno spillo e a pronunciare paroloni greci. Astrusi. In ogni caso, niente di comprensibile o interessante.
Quindi il tuo soggetto si farà l'idea che i teologi sono tutta gente improduttiva e inutile che andrebbe rieducata - pardon, mandata a lavorare. Hai capito adesso? Il tuo protetto non dovrà avere voglia di toccare quella roba neanche con una pertica. Di fronte alla teologia devi farlo sentire inadeguato, devi fargli pensare che occorra perdere la vista studiando per almeno vent'anni per capirci qualcosa.
Non devi assolutamente fargli balenare l'idea che ogni volta che parla del Nemico fa teologia, e che il Nemico ha parlato di se stesso mandando quella sua parola a farsi uno di loro - il più grande abominio possibile.
Non ti sarà troppo difficile. Anche perchè in questo sarai aiutato dai veri teologi, che dobbiamo avere particolare cura a formare.
Sì, perchè li trasformerai veramente nella loro caricatura, se farai loro dimenticare l'orrenda carne. Dovrai far pensare loro di poter capire veramente qualcosa del Nemico da soli, dovrai farli annodare in termini incomprensibili e autocitazioni. Devono dimenticare quella balzana idea del Nemico che sta Lassù di incarnarsi per farsi incontrare da tutti, e convincerli che solo loro hanno la chiave. Che sapere più di tutti quelli che li circondano li renda migliore di loro.
Allora avrai partita vinta su tutti i fronti. Gli uni troppo in alto per non cadere giù, gli altri così in basso che si troveranno senza accorgersi direttamente davanti alla nostra porta. A quel punto a noi basterà aprirla e trascinarli dentro. Tanto non ci riconosceranno.
Il tuo Demonologorroico zio Berlicche

Malacoda, diavolo di un nipote mio,
Dovresti mettere su un po' di peso, sei troppo scheletrico. Devi divorare subito qualche anima. E allora ascolta questo consiglio.
I ragni più grassi sono quelli che fanno la tela dentro i gabinetti. Certo, pervertire le anime belle è la goduria più grande che ci sia, ma è un processo lento. Una passo per volta, una parolina per volta, una piccola caduta...se sei sulla cima basta un passo in qualsiasi direzione per scendere un poco più in basso: ma noi vogliamo che precipitino.
Se vuoi tirare su in fretta una bella rete carica di anime puzzolenti devi andare nelle fogne. Non crederesti mai quante delle anime belle di prima si trovano a passare - casualmente, certo - da quelle parti. E più sono belle più credono di non potersi sporcare. Ma i liquami hanno un modo tutto loro di spruzzare, specie se noi ci tiriamo dei sassi dentro.
Quante volte ho acchiappato dei probabili santi andati a convertire e che hanno finito per pervertire! Quante animelle di pretini, giovincelli di parrocchia, missionari e moralisti! Come il Figlio del Nemico, si illudevano di potere far pulizia e non hanno capito che il male e lo sporco è sempre più forte: si attacca ovunque.
Certo, occorre mettere in conto anche piccole sconfitte: non sempre gli agenti del Nemico sono così sprovveduti da contare solo su loro stessi, e qualche diavoletto inesperto ha finito anche per lasciarci la coda. Ma queste sono cose da mettere in conto, purtroppo il Nemico gioca lealmente.
Non smettere mai di alimentare queste paludi di putridume. Più le allargherai, più prede farai finire dentro i loro abissi di nulla.
Tuo zio Arcidiavolo Berlicche

Malacoda, non devi prendertela.
E' per il bene pubblico. E' la modernità. Questa liberalizzazione consentirà a tutto l'inferno di godere di una stagione di prosperità senza precedenti, di combattere la recessione ed incrementare gli utili. Posso capire che la tua categoria, quella dei tentatori junior, si senta colpita nei suoi interessi: ma devi capire che è per un male superiore.
Come antico agente sul campo certamente ho ben presente la fatica che hai fatto per conquistarti il tuo paio d'ali. Strisciare lentamente su dall'abisso, conquistarti i primi assegnamenti...ho seguito con interesse le tue difficoltà, i tuoi patetici tentativi, i tuoi molti errori. Ti debbo ricordare che se non fosse per me ti avrei già divorato? Se ti ho allevato è solo perchè speravo che tu diventassi un cattivo demone e mi procurassi un nutrimento migliore.
Parte del merito per un'anima conquistata andrà ai mortali che hanno contribuito a dannarla (che non potranno essere divorati subito) e non ai loro demoni affidatari. Ma non devi prenderlo come un affronto alla categoria.
Intanto, così ci assicuriamo che le più malvagie tra le anime possano ancora aiutarci nel nostro lavoro quotidiano. Anche la nostra conoscenza del male ha dei limiti; questi umani riescono talvolta a stupirci.
A volte i tuoi colleghi - non tu che sei incapace - riescono a pervertire così tanto un mortale che questo diventa ancora più accanito di noi nel tentare di rovinare in tutti i modi i progetti del Nemico, inducendo i suoi stessi simili a gettarsi nelle nostre fauci . Sì, la conosco l'obiezione: che se sapessero cosa li aspetta se ne guarderebbero bene. Ma, testa cornuta, lo sanno benissimo cosa li aspetta! O meglio, credono di saperlo.
Pensa quando tocchi qualcosa di benedetto. Il bruciore, la sofferenza, l'agonia. Per un istante il Nemico sfiora il tuo essere così potentemente che ti senti dissolvere. Ecco, la loro sofferenza sarà molto maggiore, ed in più eterna: ma sottovalutano cosa li attende o pensano di riuscire a truffarci all'ultimo minuto, e quindi fanno il nostro gioco.
Allora perchè non sfruttare questa attitudine al male? Certo, non c'è prelibatezza più grande di questa gente, e tu vorresti gustare i frutti del tuo lavoro. Ma pensa a quanti più dannati possiamo guadagnarci con il loro consiglio. In fondo si tratta solo di tirarli fuori un attimo dal crogiolo ribollente per offrire loro la possibilità di fare ancora del male. Essi saranno ben contenti di acquistarsi un attimo di tregua dal loro perpetuo dolore, e noi potremo gioire per i loro risultati.
Vedila poi anche così: causando ancora più male acquisteranno sempre maggiore sapore, e il momentaneo sollievo sarà fonte di ancora più grande agonia. Sprofonderanno ancora più giù nel nostro calderone. Bollendo a fuoco lento per l'eternità, il loro fetore esalterà il gusto di ogni nostro piatto.
Un'agonia eterna, caro il mio Malacoda. Una sofferenza che solo noi demoni maggiori possiamo gustare appieno. Perciò non credo che il tuo sciopero potrà avere successo, nipote, perchè se lo intraprenderete non farete che fare il nostro gioco. Otterremo una riduzione del personale ormai non più indispensabile e un lauto pasto nello stesso momento.
Fà in modo che non sia la tua coda rinsecchita a finirmi tra i denti.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda,
Piccolo demonio con più corna che testa,
Non avere fretta. Abbiamo tutto il tempo, non è che dobbiamo morire o cosa. I frutti maturano alla loro stagione. Se tu compari in una nuvola di zolfo davanti al tuo protetto e gli offri fama, gloria, potere, denaro, sesso e quant'altro in cambio della sua anima questi ti sputerà in un occhio. Queste comparsate vecchio stile fanno molta scena ma effetti pochi.
Se invece gli fornisci prima potere e denaro e sesso, o meglio: qualcosa a cui tiene veramente, anche - ugh - schifosamente buono, e poi minacci di toglierglielo...
Vedi, l'affare di Giobbe è andato male perchè il demone preposto ha avuto troppa fretta. Avrebbe dovuto spingere il tizio - capa tosta - non a un "o tutto o niente", ma a piccoli compromessi. Avrebbe vinto a mani basse.
La maniera di guadagnare a sè il proprio protetto è altra.
Vuoi mantenere il tuo tenore di vita? Lavora un po' di più, questo gli devi dire. Non vedrai più la tua famiglia, ma loro potranno godere dei soldi che porti a casa. Fino a che terranno più ai soldi che a chi glieli procura, figura distante che non sarà più un padre o una madre. Piccoli passi: un minuto di ritardo in più al giorno, la riunione una tantum...
Mi ami? Allora devi darmi questo e quest'altro, farmi questo e quest'altro ancora. Fino a che avrà dato tutto quello che poteva, e non interesserà più, come un libro già letto o una scatoletta svuotata. Certamente non tutto e subito, ma ogni sera un poco più in là...
Sei stato eletto per portare avanti una battaglia ideale? La politica è l'arte del compromesso, e se vuoi continuare a portare avanti le tue idee non puoi certo inimicarti i tuoi alleati o rischiare di mandare a scatafascio la tua coalizione. Così cedi, dài l'avallo a quella mozione che è esattamente l'opposto di quello per cui ti sei sempre battuto, tanto è solo per stavolta...fino a che non ti accorgi che hai sistematicamente tradito te stesso, e che ormai sei a tutti gli effetti sull'altra sponda, la nostra.
Le scale che portano all'Inferno vanno percorse un gradino per volta, non serve farle scendere di corsa. Tanto arrivano sempre quaggiù.
Tuo zio Berlicche

Caro Malacoda, nipotino demoniaco,
questa volta devo farti i complimenti. Hai fatto un ottimo affare a far leggere quel libro al tuo protetto. Appena puoi, portalo a vedere anche il film.
Certe letture sono malemerite. Fissano indelebilmente nella mente sporcizia, inganno e falsità. Le menti degli umani sono poco capienti: una volta che un idea cattiva ci si è seduta dentro è difficile farla sloggiare.
Un umano potrà leggere per anni testi ponderosi e non ne saprà ricordare una riga. Ma metti assieme un po' di sesso, di sangue e di mistero e vedrai che imparerà a memoria anche le note a piè di pagina.
Sai, io stesso ho ispirato alcuni best-seller di questo tipo alcuni secoli fa; e ancora adesso li ristampano. L'educazione è colmare l'ignoranza con un bel pò di menzogna, e all'ignorante puoi dare anche una pietanza ammuffita, basta che la presenti bene e con contorno di frutta esotica. Anzi, il tempo dà all'invenzione una patina di rispettabilità che le falsità fresche non hanno.
Un po' di marketing e il nostro ufficio stampa possono far passare per un diavolo peggio di noi anche il santo più santo che ci sia. La storia abbiamo tutti i diritti di manipolarla come ci pare e piace; in fondo, noi c'eravamo.
Vanno bene anche gli approfondimenti, ovviamente. Di professori fasulli e di intellettuali supponenti ne trovi quanti ne vuoi, e se desideri un primo elenco sbircia nella mia agenda. Questa gente è sempre pronta a cavalcare l'onda e spacciare per oro colato dati raccogliticci: la cultura come piace a noi, insomma. Attento, tuttavia, a non esagerare. Non insistere troppo o rischi di far accorgere al tuo protetto quando fragile ed assurda sia l'impalcatura che sta sotto. Basta una bugia di troppo, un fatto troppo incredibile per essere preso sul serio perchè il tuo umano cominci a dubitare anche dei suoi dubbi.
Quello che importa a noi, invece, è che i dubbi siano a senso unico; che il Nemico che sta Lassù e la sua Chiesa non possano essere creduti, qualunque cosa dicano, che il Figlio del Nemico passi come un mortale qualsiasi. Svuotare insomma di senso tutta quella storia del suo sacrificio - già assurda ed incredibile, ne converrai, tanto che neanche noi che eravamo lì ci siamo cascati.
Se il Figlio del Nemico cammina con loro non riusciremo mai a piantare le nostre zanne su quelle anime succulente. Se pensano che sia un impostore, o un mortale come loro, lo vorranno lasciare. Ma nell'istante in cui l'abbandoneranno e cammineranno da soli, tutte le loro lacrime non riusciranno a tenerli fuori dal nostro pentolone.
Come in un concorso a premi: Beviti il libro, Vinci l'Inferno.
Tuo affezionato zio Berlicche.

Malacoda, patetico demonietto mio,
La festa della Primavera è alle porte, e presto festeggeremo il giorno in cui abbiamo sconfitto e imprigionato il Nemico. Non potrò mai dimenticare quel momento bellissimo, quando l'abbiamo catturato. E' stato in quell'attimo che ho capito che avevamo veramente la vittoria in pugno. Avrà anche creato un universo, ma come stratega non vale niente.
Chi mai vorrebbe seguire un Dio che non fa il Dio? Ah, se Nostro Padre Infernale fosse stato al suo posto! Mica su un asino: sarebbe arrivato su un cavallo bianco, o su un drago, o volando. Si sarebbe circondato di manipoli di fedeli zeloti, pronti a morire ad un suo cenno, non di una manica di perdenti che sono scappati alla prima avvisaglia di guai. Al suo seguito avrebbe avuto grandi sacerdoti, dottori, pensatori. E certamente non traditori. Se fosse stato assalito, nostro Padre li avrebbe vaporizzati. Farsi mettere le mani addosso da un essere mortale, inferiore? E quella morte da cane marcio, umiliante, ad invocare papà papaaà in cima ad una croce. Se voleva far sì che credessero in Lui bastava che si togliesse quei chiodi e camminasse via, non era certamente necessario crepare. E chissà perchè, poi, tutta quella fatica, quando sarebbe stato così semplice piegarli semplicemente al suo volere. No, Nostro Padre Infernale avrebbe promesso loro la felicità, anzi, gliela avrebbe data. Avrebbe tolto loro tutta la sofferenza, almeno a chi Lo avesse adorato, e la avrebbe data agli altri. Avrebbe purgato i deboli, puniti gli incerti, stroncato gli infedeli. Avrebbe reso i restanti liberi di adorarLo. Non come il Nemico, succube delle sue stesse creature. Chi ha bisogno di un Dio così debole?
Certo, il Nemico dopo è riuscito a scappare. Ma lo riprenderemo.

Malacoda, mio diabolico nipotino, è tempo di elezioni!
Questo periodo è sempre massimamente favorevole a noi, in quanto moltiplica le occasioni di fare del male.
Ma quale deve essere il criterio che deve guidare il nostro piede biforcuto? Quale la linea politica di noi bravi tentatori? Semplice, la soddisfazione dell'individuo.
Dobbiamo fare sì che i nostri protetti siano soddisfatti. Dobbiamo avere a cuore ogni loro bisogno, e prontamente provvedere a che sia cancellato. Questo perchè l'insoddisfazione genera domande, e le domande sono per noi sempre pericolose.
Ma come tu dirai, e le sofferenze? E il dolore, le torture, la morte? No, caro Malacoda, non sono ammattito e non sono passato al Nemico. Queste cose verranno, e in abbondanza, ma dopo. Come ti ho già scritto, la sofferenza potrà anche rendere l'anima croccante, ma deve essere opportunamente incanalata in risentimento e odio perchè ci possa servire.
Bada bene, non sto parlando della soddisfazione delle necessità vere: quello sarebbe veramente voler fare concorrenza al Nemico.
Quelli che dobbiamo soddisfare sono gli istinti animali. Non dimenticare mai che gli Uomini, per quanto ci assomiglino, non sono che animali che il Nemico ha voluto come suoi affiliati al posto nostro. Al posto Nostro, capisci, quando non sono che prede da divorare! E per questo noi ne facciamo scempio. Ma per fare entrare queste bestie nelle trappole che abbiamo predisposto per loro ci vogliono i richiami giusti.
L'animale ingrassato e nutrito non penserà a ribellarsi alla mano che lo nutre. Nell'istante in cui sarà trascinato al macello forse urlerà e si dibatterà, ma sarà tardi. Se saremo bravi sarà lui stesso che ci porgerà la gola con gioia. Il fatto che le nostre stesse vittime costruiscano le gabbie e le custodiscano ci facilita il compito. E la gabbia migliore che abbiamo escogitato fino ad ora si chiama Stato.
Uno Stato che provveda a tutte le necessità degli elettori in essi contenuti, che cerchi di renderli felici in maniera che non debbano pensare da se stessi; li culli in una falsa sicurezza, che li faccia accoppiare quando vogliono, che elimini ogni cosa sgradita, domande comprese.
Ed è qui che scatta l'odio: in nome del vero bene, il nostro bene, chi attenta a questo ovattata stanza dei giochi con dubbi e desideri e domande deve essere fatto sparire.
L'antipatia per queste persone può essere facilmente esasperata. Quel che si brucia a parole è semplice da bruciare in effige. Una volta bruciato in effige niente di più facile che provvedere a farlo bruciare fisicamente. A qul punto saranno gli abbrustolitori a bruciare, in modo a noi molto più gradito.
Occorre che l'umanità sia ridotta sotto una nuova norma di Servitù, dove lo Stato sia tutto, e i capi dei partiti siano i capi dello Stato, e noi i capi dei capi.
Alcuni degli idioti che controlliamo ci sarà utilissimo per attirare i nostri animaletti nelle loro gabbie nuove, dicendosi paladino del Nemico e quindi - per il bene di tutti - pronto a negarne l'insegnamento. I più morali, i più giusti: le papere di legno perfette, con i loro qua qua. In nome della libertà toglieremo a quei fessi la libertà; in nome del progresso cancelleremo loro la memoria del passato, ogni tradizione scomoda;
quando ogni cosa sarà famiglia, la famiglia non esisterà più;
quando ogni perversione sarà amore, amore non esisterà più;
quando ogni bruttura sarà bello e ogni prevaricazione il giusto, il bello non esisterà più e la giustizia smetterà di essere.
Minuziosamente le loro vite saranno progettate; si scriveranno mille regole che saranno le sbarre, con il programma si tappezzerà il fondo della stia.
Poi non dovremo fare altro che allungare la mano, cogliere dal nostro allevamento la bestia più grassa, e mangiare.
Slurp!
Tuo affezionatissimo zio Berlicche

Trumpkin in Credere, obbedire.
berlic in Ars IV - La fatica e...
graciete in Ars IV - La fatica e...
crazysketch in Ars IV - La fatica e...
berlic in Le nuovissime letter...
piccic in Parla come mangi
utente anonimo in Credere, obbedire.
piccic in Credere, obbedire.
accalarenzia in Le nuovissime letter...
ago86 in Credere, obbedire.
oggi
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
diavolerie e cattiverie
fiaboidi
fiaboidi…entopo
gusto e disgusto
le lettere di berlicche
meditabondazioni
meditaclerostorica
tra lassù e quaggiù
tra…oggi sposi
tra…teologia solubile