Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


venerdì, 24 marzo 2006
La Politica e l’Amore

L’enciclica del Papa è bellissima, ma spesso ci si ferma al primo punto, l’Amore, e si tralascia di commentare la seconda parte, il modo in cui quest’Amore si dettaglia nel quotidiano.
E uno dei modi indicati è la politica.
Se si accusava il cristianesimo di essere "l'oppio del popolo", di disinteressarsi di questo mondo fuggendo verso una futura vita celestiale, Benedetto XVI afferma con grande chiarezza che la Chiesa si preoccupa molto seriamente dell'uomo e del mondo, perché le interessa oltremodo "l’apertura dell'intelligenza e della volontà alle esigenze del bene", e per questo "non può restare ai margini nella lotta per la giustizia”.
L'affermazione prima è il chiaro riconoscimento dell'autonomia della politica che ha per compito l'ordine giusto della società e dello Stato. La giustizia è presentata come l'oggetto e la "misura intrinseca" della politica, la sua norma di attuazione.
Ma la giustizia solo non è teoria, esterna alla realtà dell'azione politica concreta, una semplice tecnica per determinare l'ordinamento giuridico e, in fin dei conti, un modo per regolare le lotte di potere.
Questa è oggi una tentazione presente anche nelle democrazie occidentali, delle quali molti vogliono vedere il fondamento nella negazione (relativista) della possibilità di raggiungere ragionevolmente verità morali riferite alla natura umana. Portata all'estremo, la separazione tra la politica e la giustizia condurrebbe alla corruzione della prima: lo Stato arriverebbe a trasformarsi in una grande banda di ladri (come dice il Papa citando S. Agostino).
In realtà, la sfera della politica appartiene a quella della “ragione autoresponsabile”, a quella della ragione pratica, che cerca la giusta struttura della società nelle differenti situazioni e nei vari problemi. Si tratta di un compito fondamentale dell'uomo nel mondo, che "ogni generazione deve nuovamente affrontare ", una sfida di natura morale che non è solo rispetto di regole di gioco già stabilite. Una sfida non scontata, perchè la responsabilità personale corre sempre il pericolo di essere accecata dal "prevalere dell'interesse e del potere che l'abbagliano", in modo che non arrivi a percepire o non voglia rispettare le esigenze della giustizia nelle situazioni concrete.
Per l'enciclica, questo è il punto in cui "politica e fede si toccano", perché la fede che apre l'uomo ad una relazione con Dio che va oltre le forze della ragione, e "al contempo essa è una forza purificatrice per la ragione stessa", poiché, situandola nella prospettiva di Dio, "la libera dai suoi accecamenti e perciò l'aiuta ad essere meglio se stessa". In questo peculiare rapporto tra la fede e la ragione si manifesta la verità del Vangelo, incontrando la quale l'uomo scopre se stesso.
La Chiesa non pretende di avere una responsabilità immediata nella sfera della politica, bensì mediata attraverso il cammino della coscienza e della responsabilità personale; che la sua partecipazione nella lotta per la giustizia ha luogo attraverso "la purificazione della ragione" e il risveglio delle forze morali dell'uomo. E i fedeli debbono"partecipare in prima persona alla vita pubblica" perché non possono esimersi dalla propria responsabilità nei confronti del bene comune.
Compito dello Stato è non tarpare le ali a questo impeto poiché l'Amore, suscitato dallo Spirito di Cristo, non umilia mai l'uomo, in nessuna delle sue espressioni, ma guarisce, sostiene e potenzia "proprio ciò che è più specificamente umano".

Ricercare il bello, il vero il giusto: questo è quanto ogni persona che sia viva deve fare, in ogni corcostanza, con ogni respiro.
Per questo personalmente aderisco e concordo pienamente a quanto si trova in questo giudizio emesso dalla Compagnia delle Opere, proposizione finale compresa. Il pericolo di grandi ingiustizie, di distruzione dell’umano incombe su di noi. Non giudicatemi allarmista o esagerato, non dico questo per partito preso ma per un giudizio che mi arriva dall’esperienza. Non so se riusciremo a salvare questa nostra società, o se tempi anche più duri di quelli trascorsi ci attendono. Ma occorre fare anche noi, nel piccolo, la nostra parte.

Una lettera di berlic | link | commenti (11) |
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Commenti
#1   25 Marzo 2006 - 15:33
 
bel post, lo condivido. e mi rincresce sempre molto sentire che molti cristiani lo sono solo la domenica, durante l'ora della messa.
essere cristiani è qualcosa che cambia la vita, ti mette in gioco in ogni ambito della tua vita, nella famiglia, nel lavoro, nella politica ecc.
sono comunque convinta che - per quanto siano duri i tempi d'oggi - possiamo migliorarli. anzi, dobbiamo renderli (come dici tu) nel nostro piccolo migliori.
ciao e buona domenica a te e famiglia.
;)
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#2   25 Marzo 2006 - 16:39
 
"Per questo personalmente aderisco e concordo pienamente..."
Caro Berlicche, io concordo su tutto, salvo che sulla relazione causale che tu poni fra i principi e il "giudizio" "emesso" dalla CdO(curioso come la CdO non esprima, ma "emetta" i suoi "giudizi"; come le sentenze). Io credo che la CdO, come è suo assoluto diritto, esprima la sua posizione ("giudizio") sulla base di valutazioni di ordine politico e sociale che possono anche non essere condivise, anche, ovviamente, nello stesso mondo cattolico, e non legate ai grandi principi da un nesso causale che invece sembra renderle incontestabili.
Un altro potrebbe dire "per questo non aderisco", perché fra i principi e la loro applicazione interviene proprio quella mediazione di cui tu scrivi, che può, secondo me, indurre in buona coscienza un'opinione a uno, e una diversa a un altro e, bada, non su alcuni grandi temi presi in modo isolato e sui quali c'è sostanziale unità, fra i cattolici, ma sul minor male in ordine al buon cammino dell'intera nostra società italiana (o sul minore suo degrado...) rispetto al sostenere uno schieramento o un altro. Saluti cari.
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#3   26 Marzo 2006 - 20:01
 
Caro laparola,
la relazione causale c'è, eccome se c'è.
Poi si può non vederla, o non essere d'accordo, ma credo che una lettura attenta di quel giudizio, o delle parole di Ruini, o dell'enciclica se è per questo lasci pochi spazi a giochi di parole. Anche se ne ho sentiti tanti e troppi, in questi giorni.
Suppongo che tu sia andato a vedere il link che ho fornito su come si sono comportati praticamente i partiti in quest'ultima legislatura. Suppongo anche che tu abbia colto il senso di certe lettere di Prodi, certe uscite di Pannella e Bonino, ma anche Fassino e Bertinotti.
Poi, non stiamo parlando di dogmi ma di un futuro ancora da scrivere. Ma sarebbero letture interessanti - io le ho fatte - le cronache degli avvenimenti Francesi del 1789, russi del 1917, Spagnoli degli anni '30. Interessanti parallelismi, si potrebbe dire.
Se avverrà il peggio, come temo (e non sto parlando della vittoria del centrosinistra, ma di qualcosa di successivo) saremo pronti e sulla breccia come sempre.
Intanto, mi sembra di essere una lucertola.
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#4   26 Marzo 2006 - 22:54
 
Sulla relazione causale "tout court" (se uno è cattolico non puà che votare in quel determinato modo) non sono d'accordo, mi dispiace. Che invece ogni scelta, anche quella del voto, derivi dal confronto con una coscienza cristianamente formata e non ne sia indifferente, lo dico anch'io. Non so se su questo possiamo incontrarci, spero di sì.
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#5   27 Marzo 2006 - 10:39
 
Esiste il libero arbitrio.
Non vedo perchè dovrei negarlo. Siamo anche liberi di prendere un mitra e sterminare la nostra famiglia, o spogliarci nudi e cantare l'inno di Mameli in piedi sulla cima del colosseo.
O fare altro, come Tafazzi insegna.
La persona ragionevole poi giudica quanto lo circonda e dirige il corso delle proprie azioni in accordo con la propria decisione.
Di cui abbiamo la responsabilità ultima, fino alle più remote conseguenze.
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#6   27 Marzo 2006 - 11:27
 
Ma no, scusami. Perché tirare in ballo l'argomento del delitto, del peccato e della follia? La mia considerazione riguardava, appunto, "la persona ragionevole", quale riteniamo di essere un po' tutti noi. Come hai detto bene: si giudica, si decide, e si risponde. Ho visto con grande consolazione che persone di fede molto più brave di me si sono addirittura impegnate nel difficile percorso di un impegno politico nello schieramento di centrosinistra. Io mi sento spinto ad una particolare vicinanza con loro, perché siano generose e coerenti. Per tutti i fratelli che si impegnano nella politica bisogna pregare molto. Saluti cari.
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#7   27 Marzo 2006 - 13:37
 
Auguro a quelle persone di cui tu parli di non essere veramente solo quegli utili idioti che, in ogni tempo, sono serviti agli anticristiani per trionfare. Nel frattempo, invito alla lettura di questa bella lettera, http://www.stranocristiano.it/news/news_0603/prete_elezioni.htm , che può essere uno spunto di meditazione, e di questo documento serio e approfondito, che può essere utile per capire chi sono i loro compagni (in senso letterale) di viaggio: http://nuoveonde.altervista.org/newsletter/Nuove_Onde_Elezioni_Politiche_2006.pdf
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#8   27 Marzo 2006 - 14:14
 
Non vedo il mondo in termini di battaglia fra cristiani e anti-cristiani, ma di missione affinché il Vangelo del Signore arrivi a tutti gli uomini e gli uomini si salvino per mezzo suo.
"Mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno".
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#9   27 Marzo 2006 - 14:50
 
Neanch'io vedo il mondo come battaglia tra cristiani e anticristiani. Piuttosto come tra luce e tenebre. Il personaggio dal quale ho preso il nickname è reale, come sono realtà le persecuzioni che ci sono state, ci sono e ci saranno.
Il rischio è di farsi debole con i forti e servo del demonio, che non penso proprio fosse il senso con il quale è stata scritta quella frase.
"Estote fortes in bello et pugnate cum antiquo serpente"
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#10   27 Marzo 2006 - 15:14
 
E' naturale. Il Nemico c'è. Ed è molto astuto e subdolo. Molto.
"La Croce di Cristo è nostra forza, salvezza e risurrezione."
Ma non voglio "monopolizzare" il tuo spazio. Scusami, sei anche troppo paziente.
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#11   27 Marzo 2006 - 16:38
 
Lo spazio serve per quello...non è che dopo non ce n'è più ;-)
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