Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Ho appena terminato di leggere l'ultimo libro di Harry Potter, e voglio finalmente intervenire sulla polemica che nelle settimane scorse è stata strumentalmente sollevata.
Se qualcuno non ne fosse venuto a conoscenza, la sostanza era questa: una sociologa tedesca ha scritto nel 2003 un libello per stroncare Harry Potter, accusato di essere anticristiano, ed ha sollecitato un giudizio sullo stesso da parte dell'allora cardinale Ratzinger. Ratzinger le ha risposto sostanzialmente "brava, brava", e quelle parole un po' distratte sono state tirate fuori il giorno dell'uscita del sesto libro della Rowling, a mio parere a fini biecamente commerciali; un trappolone, insomma. Ma cosa è contestato al maghetto più venduto del mondo?
L'accusa più grave è quella di essere una esaltazione della magia, che viene vista sempre come demoniaca in quanto contrapposta alla volontà creatrice di Dio. Ma la "trovata" migliore della Rowling è stata proprio quella di sviluppare il parallelismo tra magia e scienza! I maghi dei suoi romanzi sono affascinati dal nostro mondo, che trovano esotico e pieno di oggetti misteriosi come le lampadine. Nell'ultimo libro il più grande desiderio di uno dei personaggi è scoprire come fanno i "Babbani" (i non-maghi, noi) a fare volare gli aerei. I compagni di Harry Potter imparano la magia come da noi si studia matematica e storia, svogliatamente e copiando i compiti. La conoscenza magica è chiaramente non-gnostica, non più di quanto sia gnostico imparare la trigonometria. Non ci sono insegnamenti segreti, a parte quelli proibiti perchè troppo pericolosi o malvagi. Nella letteratura fantasy moderna questo concetto non è certo originale; basta citare Terry Pratchett e il suo ciclo del "mondo del Disco", o Poul Anderson che, nella terra alternativa del suo "Operazione Caos", fa addirittura combattere fianco a fianco maghi, licantropi e beati cattolici.
Certamente, suscita spirito di imitazione. Ma la magia, nella saga della Rowling, è un fatto genetico...è come imitare Superman o le Tartarughe Ninja: si sa che è fantasia, senza pretesa di verità; incantesimi non riusciremo a farne mai, ed il buon genitore bada ad insegnarlo ai figli.
C'è chi ha detto che alcuni personaggi oscillano tra il bene ed il male, confondendo le idee. Evviva! Sono arcistufo di libri che ad un terzo del racconto capisci già come vanno a finire. E di personaggi arcibuoni o arcicattivi, senza sfumature o tentennamenti. Dove li vedete nella vita reale? Harry Potter è il buono non perchè moralisticamente non sbaglia, ma perchè sceglie per il bene. E non vince perchè è il più bravo, ma perchè ha amici e coraggio. Alcuni autori hanno visto nel suo essere "segnato" un'immagine della Grazia cristiana e del battesimo: salvato da un amore più grande, così come Voldemort è un immagine del Maligno, del serpente tentatore. Contro cui, liberamente - e nel volume appena uscito c'è appunto una bella digressione sul libero arbitrio - combatte.
Se il ciclo di romanzi ha un demerito è quello di avere dato la stura ad un torrente di imitazioni più o meno scadenti ed in alcuni casi sì, veramente anticristiane. Ma non diamo la colpa delle copie all'originale.
A me quest'ultimo libro è piaciuto. Non è per bambini, ormai non più: non per niente Harry ha sedici anni, e il mondo è in guerra. Come nel precedente, il giovane mago si dibatte nella presa dei suoi odii e delle tempeste ormonali adolescenziali: ma ne esce, finalmente adulto. Il finale (anche se un amico lo ha descritto non a torto come un incrocio tra Matrix, Spiderman e Star Wars) riesce ancora una volta a sorprendere.
Ogni età ha avuto i suoi maghi e i suoi eroi: da Gilgamesh, a Ulisse, al paladino Orlando. Valorizziamo il positivo che c'è, come ci è stato insegnato. Ce n'è molto più in Potter che in James Bond, nomi di rosa e codici vinciani vari.


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