Il cielo visto dal basso
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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Stamattina, un altro corpo. Era nel mezzo del viale, gli occhi chiusi, le ferite mortali ancora stillanti sangue.
Mia figlia è sbottata: "Non puoi tenerle sotto controllo? Ogni giorno c'è un cadavere. E metterle in gabbia?"
Non ha tutti i torti, pensavo, mentre prendevo il piccione per la coda e lo inumavo nel vicino bidone. Almeno questa volta non l'hanno spiumato. Certe volte ci sono penne ovunque, pezzi d'ala, zampe sfracellate. Ripulire è un macello, nel senso letterale. Lo stormo di torraioli che da sempre abitava sui tetti dei nostri vicini, ricoprendo la strada e il marciapiede di una spessa coltre di guano biancastro, ormai è ridotto a poco più di una dozzina di individui sull'orlo di una crisi di nervi. Sono sopravvissuti solo i più guardinghi, animali pelle e ossa che si guardano in continuazione intorno come radar con il becco. In attesa di vedere la sagoma della mia famigerata gatta, o di una delle sue terribili figlie. Le Valchirie al confronto erano bibliotecarie.
Dapprima hanno spopolato il giardino dalle lucertole. Cadaveri verdastri maciullati per ogni dove. Non pensavo che ce ne fossero tante, ad un certo momento ho pensato che avessero cominciato ad importarle dall'estero. Macchine per uccidere: ne salvavo quante potevo, sottraendole dalle grinfie assassine, ma quando sei mezzo masticata probabilmente non ne hai per molto comunque. E poi gli uccellini. Ha presente quel tenero pettirosso che cinguettava sul balcone? Dovevano essere le piume dell'altro giorno. Le gazze a lungo han chiamato il loro piccolo. Le tortore che nidificavano in cima alla palma han scoperto che i felini sanno arrampicarsi. Lo storno che avevamo recuperato ancora vivo è durato solo qualche ora. E non si sente più l'usignolo cantare, da un po'.
Non è che non diamo loro da mangiare. Fin troppo. Infatti raramente divorano le loro vittime. Penso che per loro sia come uno sport.
E allora, è giusto intervenire? Scandalizzarsi per i loro giochi crudeli? Rinchiuderle in gabbia, come suggeriva la mia piccola bambina?
Il mondo è quello che facciamo noi. Adeguarsi all'istinto, oppure no. Intervenire. Schierarsi. Giudicare. Anche il non decidere, anche lasciar fare è una decisione.
La gatta mi guarda con occhi verdi strafottenti, e io ringrazio che sia lunga solo trenta centimetri.


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