Il cielo visto dal basso
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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Il mio figlio più grande è nato nel 1999. Ottant'anni dopo la fine della prima guerra mondiale, più di cinquanta dopo la seconda, dieci dopo la fine nominale dell'illusione comunista. Per lui la Grande Guerra è remota come per me lo erano le Guerre d'Indipendenza. Roba di un'altro secolo. Hiroshima, Normandia, i partigiani sono incognite di un passato che per me era il Piave, Caporetto, i Cavalieri di Vittorio Veneto. Ad una ad una le memorie di quei tempi svaniscono con coloro che le conservavano.
In Comune ieri si ricordavano quegli anni lontani. Retorica, idealismo, utopia. Un reduce rimpicciolito dall'età minimizzava: "Ci siamo trovati in mezzo. E' stata veramente dura, ma ormai sono solo ricordi, ora ad un passo dalla vita buona". La lettura dei caduti non finiva più: più di settanta, su seicento partiti. Facce da ragazzini, con i baffi orgogliosamente arricciati; quasi bambini i partigiani, diciotto anni perduti in un fosso.
Nessuno li ricorda vivi. Partiti perchè bisognava, o perchè bisognava; non più tornati perchè il male è forte, nell'uomo, e spinge verso la morte. Nasce dal desiderio di afferrare, di possedere; e non importa cosa sia di mezzo.
Oggi, a Berlino, tanta gente che magari manco era nata. Retorica, idealismo, utopia. Un'utopia caduta, inconsistente, quella venuta, altrettanto vana. Mio figlio non capisce, mio figlio non sa, come me, come noi tutti. Ci siamo trovati in mezzo, e ancora non capiamo. Anche qui nomi che il tempo già trascolora.
Quei nomi dureranno come il marmo su cui sono scritti, che la pioggia novembrina sfalda. Se non fossero scritti altrove, il loro essere sarebbe stato vano.


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