Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Utente: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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venerdì, 24 ottobre 2008
Silenzi al caffè

Com'è difficile rendere ragione di quello che ci muove.
La battuta, la frase, l'atteggiamento ci feriscono, ne capiamo l'errore. Ma scegliamo il quieto vivere, il profilo basso.
Non è il coraggio che manca, è la convinzione.
In fondo pensiamo sia lo stesso, oppure si arrangi, chissenefrega, sbagli pure.
Solo quando siamo convinti del valore di ciò che abbiamo allora interveniamo anche quando non è comodo, anche quando è controcorrente.
Così magari dire che non si è d'accordo con un certo sciopero, con la prassi dell'amniocentesi, con il giudizio su una certa persona, sul sesso con chiunque e comunque ci si tira addosso l'ostilità del pensare comune, ci si procura grane. Non è la trollata polemica e anonima: occorre metterci la propria faccia.

L'essere cristiano, fin dall'inizio, ha significato spesso metterci la faccia per rimetterci la testa. Ad esempio, nel 1540 in Inghilterra ad essere per il Papa si veniva impiccati e squartati e decapitati; se si avevano le conoscenze giuste magari si poteva anche ottenere che la seconda parte cominciasse mentre si era già morti.
Eppure qualcuno l'ha fatto. Qualcuno non è stato zitto. E i nostri silenzi alla macchinetta del caffè, al paragone, sono veramente miseria.

Una lettera di berlic | link | commenti (29) |
meditabondazioni


Commenti
#1    24 Ottobre 2008 - 19:25
 
:) E chi lo nega che è "misero" chi opta per il silenzio.
Per questo brucia tanto quando si sta zitti dicendosi "non conosco quel gruppo, non posso intromettermi nella discussione", oppure "tanto è inutile che parlo"...

Ma è anche vero che non si è tutti forti uguali, io non credo che reggerei torture fisiche del genere (mi vien il mal di pancia solo a leggerne la descrizione)...

Con convinzione cosa intendi?

Perchè credo che già al misero livello di "semplice discussione" la sola certezza che un'idea sia giusta non credo basti a renderti forte. Potresti non essere sicuro delle tue capacità e quindi un "checkmate" logico-verbale essere sufficiente a zittirti, a renderti incapace di rispondere pur rimanendo convinto di quello che pernsi, e pur avendo parlato.

Almeno, è così che io mi sento, "insufficientemente" capace di argomentare alla lunga, di sopportare chi parla senza ascoltare (e lì non c'è argomentazione che tenga) senza scoppiare in uno scatto d'ira... e questo di certo non serve a nessuno.

OT
P.S. Perchè questo post lo vedo solo dagli rss?. Se provo ad arrivarci dall'indirizzo del blog non lo vedo.

Crazysketch

utente anonimo

#2    24 Ottobre 2008 - 23:03
 
Convinzione deriva da con-vinto, legato assieme. Non è solo una passeggera idea, ma è qualcosa che ci tiene tutto, che determina la nostra vita. Se la convinzione non diventa carne, vita allora non è niente, non ha significato. E se diventa vita allora le parole sole non sono in grado di scalfirla.
E' nella vita, nell'agire che una convinzione ha il suo banco di prova: se non regge ai fatti allora non è vera. L'ideologia, che scarta una parte della realtà per porsi vera, alla prova perciò fallisce.
Poi, l'esperienza aiuta a rendere ragione di tutto.

Sul perchè non riesci, non so. Splinder...
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#3    24 Ottobre 2008 - 23:42
 
Grazie per la risposta.

L'esperienza... sicuramente quel che mi manca :D...

Non credo, almeno spero, di aver solo idee passegere dato che ad essere scalfita non è l'idea nalle mia testa, non cambio modo di vivere... semplicemente mi trovo bloccata, vuoi per timidezza, vuoi per rabbia, vuoi per incapacità di esprimermi.

Oggi splinder andava a contagocce, prima non vedevo il post, poi il post senza commenti, poi il mio commento e poi il tuo... Secondo me è sovraccarico, qualche volta crasherà :|.
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#4    25 Ottobre 2008 - 10:54
 
Ah, quante volte sono stato zitto.

Quando sarò uscito dal tempo le rivedrò e le rimpiangerò tutte, una ad una.
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#5    25 Ottobre 2008 - 15:21
 
Per non stare zitti (cosa a me purtroppo molto nota) serve avere idee solide, fede ferma, coraggio e disposizione alla solitudine.
Perchè se ti porti dietro (o davanti o dentro) qualcuno, sei indebolito, devi tener conto che con te va di mezzo anche lui/lei.
Le idee, le convinzioni, le fedi possono esprimersi solo laddove tu sei disposto ad essere solo con te stesso e con esse.
La compagnia degli altri può darti coraggio ma non il medesimo che può renderti così forte da lasciarti squartare per la tua fede.
Così è stato per tutti i martiri.

(ogni tanto passo a leggerti con vero piacere) :-)
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#6    25 Ottobre 2008 - 16:00
 
Ma... non lo so se i martiri erano soli... Ho in mente dei racconti in cui i martiri si stringevano l'un con l'altro pregando e cantando... in particolare dei fratelli... mah ci fossero i miei studenti direbbero che io racconto sempre delle cose a metà. E hanno indiscutibilmente ragione...
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#7    25 Ottobre 2008 - 16:02
 
non ci crederai :-)
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#8    25 Ottobre 2008 - 16:29
 
Profereli (ex) a profemate ...
Sì, si stringevano per colmare l'ultimo baluardo della paura umanamente comprensibile, ma la decisione per affrontare il martirio la concepivano prima, quando prendevano la decisione tra sè e sè (e Dio!), il dopo... era poco importante.
Per santi martiri ricordo più quelli solitari che quelli comunitari anche perchè la fede è prima un rapporto a "Tu per tu" e solo dopo diventa un solo cuore con chi Gli appartiene.
Il testimone è solo, e soltanto se accetta questo può testimoniare la comunità a cui appartiene. Paradossale.
Edith Stein, S.Giovanna d'Arco, ecc...solo per fare qualche esempio.
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#9    25 Ottobre 2008 - 19:35
 
Non sono tanto convinto, FLG. La Chiesa, cioè la comunità dei credenti, non è mai un insieme di persone sole. Neanche gli eremiti lo erano. Il cristiano è sempre dentro una comunità, e dentro una comunione (communio) dei santi. L'adesione è personale, non solitaria.
Non so sei hai mai letto Barabba di Lagerkvist: Barabba è il salvato per eccelenza, ma ciò che lo frega è non sapersi porre in rapporto con gli altri. Gesù manda i discepoli a due a due non per niente. Il rapporto con Dio per il cattolicesimo passa per prima cosa attraverso un rapporto tra persone.
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#10    25 Ottobre 2008 - 20:22
 
Se ti dico personale è meglio?!
Allora sostituisci personale a solitario, il resto è lo stesso.
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#11    26 Ottobre 2008 - 08:34
 
ti meriti un'altra citazione dylaniana:

What good am I if I'm like all the rest,
If I just turned away, when I see how you're dressed,
If I shut myself off so I can't hear you cry,
What good am I?

What good am I if I know and don't do,
If I see and don't say, if I look right through you,
If I turn a deaf ear to the thunderin' sky,
What good am I?

What good am I while you softly weep
And I hear in my head what you say in your sleep,
And I freeze in the moment like the rest who don't try,
What good am I?

What good am I then to others and me
If I've had every chance and yet still fail to see

If my hands tied must I not wonder within
Who tied them and why and where must I have been

What good am I if I say foolish things
And I laugh in the face of what sorrow brings
And I just turn my back while you silently die,
What good am I?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente cicciopelliccio

#12    26 Ottobre 2008 - 17:08
 
Se mi trovo in mezzo a gfente che alza la vcoce e vuole la ragione ad ogni costo, lascio perdere . . . e a volkter mi chiedo se, al posto di (per sempio) Padre Massimiliano Kolbe, avrei fatto la scelta che ha fatto lui! Non è facile rispondersi!

In Ot, ti ho mandato un Pvt di servizio! Rispondi quando puoi! Grazie ;-)
Ciao, R
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#13    27 Ottobre 2008 - 08:49
 
Caro Berlicche
sono un esorcista che ha un suo spazio di informazione sul... demonio, che tu ci creda o no.

Ho visto in Berlicche il complemento "teoretico" alla mia attività che è eminentemente pratica, come potrai immaginare.

Ho linkato il tuo blog al mio. Se vorrai fare altrettanto, sarò felice. Cordialità. Daemones Effugate.

http://unesorcistarisponde.blogspot.com/
utente anonimo

#14    27 Ottobre 2008 - 09:58
 
xCiccioPelliccio: Confesso che questa di Dylan non la conoscevo. Appena riesco la sca...la cerco. Grazie.

xFiordicactus: Certe volte, anche solo una parola detta sommessamente fa più rumore di una cannonata. O anche solo uno sguardo...

xunesorcistarisponde: Ringrazio per la fiducia accordatami. Da parte mia sarei d'accordo, ma come sappiamo bene entrambi il male è estremamente furbo. E qui su internet un volto può anche non corrispondere al corpo che dice. Quindi spero di essere perdonato se userò per un po' la virtù della prudenza.
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#15    27 Ottobre 2008 - 11:41
 
A volte penso che potrebbe essere più "facile" rendere ragione di quello che ci muove in una situazione estrema (martirio) piuttosto che farlo nella quotidianità... Chissà...

Grazie per il riferimento all'Inghilterra. Segnalo in particolare il 1535: John Fisher e Thomas More, due santi e martiri a me particolarmente cari.
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#16    27 Ottobre 2008 - 13:33
 
Almeno quella volta i carnefici non erano cattolici!
Vedi cosa succedeva nella non ancora cattolicissima Croazia prima e durante la guerra!
Alla fine in Croazia sopravvissero solo gli estremisti cattolici!!

http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Jasenovac
utente anonimo

#17    27 Ottobre 2008 - 17:08
 
@ anonimo #17 (firmarsi nooooo, vero?)
Nel link che hai dato non c'è alcun riferimento ai cattolici, né a presunti estremisti cattolici.
Purtroppo sei vittima di una diceria/falsità/luogo comune.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DR33140

#18    27 Ottobre 2008 - 19:03
 
Grazie, R. Allora tutto OK.
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#19    28 Ottobre 2008 - 09:06
 
Vorrei ricordare ancora di *non dare da mangiare ai troll*. Ancora non conoscete lo stile di Nada?
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#20    28 Ottobre 2008 - 10:19
 
Nada, tu non proponi: tu usi la menzogna, sapendo di usarla. Finchè non avrai l'umiltà di riconoscere che è usando la verità e non berciando che si cresce, qui non avrai posto.
Della menzogna e del nulla possiamo farne a meno.
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#21    29 Ottobre 2008 - 12:14
 
la foto è orribile ed assolutamente inquietante
paolo
utente anonimo

#22    29 Ottobre 2008 - 13:36
 
Due spunti di riflessione. Uno è tratto dalla Regola di San Benedetto:
Facciamo come dice il profeta: "Ho detto: Custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone".
Il secondo è un episodio della vita di Jean Guitton sul timore che spesso si ha del giudizio degli altri:
Verso i vent’anni, avevo due confessori: uno, il Padre Plazenet, l’altro era il Padre Pouget. Quando sono stato chiamato alle armi mi posi il problema: avrei dovuto inginocchiarmi ai piedi del letto per pregare nella camerata della caserma? Là mi sarei ritrovato con i miei compagni dell’Ecole Normale, tra cui un certo Maurain, deciso anticlericale, figlio del decano della Facoltà di Scienze. Padre Plazenet mi disse: “No, lei non è obbligato a dire le preghiere ai piedi del letto. Si farebbe solo prendere in giro dai compagni. Preghi sotto le coperte, con calma.”. Ero contento, ma volli sentire anche Padre Pouget che non abitava lontano. Mi rispose: “Non soltanto deve, ma è suo dovere basilare. Lei è cattolico, filosofo all’Ecole Normale: deve a assolutamente recitare le preghiere ai piedi del letto. I peccati che lei mi ha confessato sono mancanze da monaca in confronto a quello che lei commetterebbe non facendosi testimone di fronte agli altri”. Ecco cosa mi disse Padre Pouget. (…) Ne provai una grande tristezza. Arrivai alla caserma di Châlons come un condannato a morte. (…) Per quanto ho fatto a Châlons non ho alcun merito: l’ho fatto per obbedienza a Padre Pouget. Dicevo tra me: “Mi ha consigliato così, devo farlo”. Non accadde nulla. I miei compagni non dissero niente. Ma vent’anni dopo seppi che Maurain – vicino di branda a Châlons – era morto in montagna. Un giorno alla Sorbona capitai davanti allo “Studio del preside Maurain”, un grande scienziato, preside della Facoltà di Scienze, anticattolico. Bussai e mi presentai: “Signor preside, mi chiamo Jean Guitton, ero amico di suo figlio, vorrei porgerle le mie condoglianze”. Si fece ripetere il mio nome, poi volle presentarmi sua moglie, che mi chiese ancora: “Lei è Guitton?”. “Si, signora” risposi. “Lei allora è quello che diceva le preghiere ai piedi del letto in caserma! Un autentico credente”. Da quel momento ho capito che non è il caso di avere troppo rispetto dell’opinione pubblica.
Grazie e chiedo scusa del copia-incolla.
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#23    29 Ottobre 2008 - 15:37
 
La "foto" rappresenta il supplizio inflitto qualche anno più tardi, sempre in Inghilterra, ad un gesuita, secondo le medesime modalità che ho descritte. Vale a dire: ti impiccano; quando non sei ancora morto ti sventrano ed estraggono le budella e ti castrano, bruciano quello che hanno tolto davanti ai tuoi occhi quindi ti squartano (tagliano in 4 pezzi; alcuni sopravvivevano fino a questo punto) e decapitavano, esponendo poi il risultato fino a decomposizione.
Era la sentenza per alto tradimento, e veniva quindi inflitta ai cattolici che rifiutavano di abiurare il Papa a favore del re. Thomas More ottenne, su sua richiesta, di essere "solamente" decapitato.

Grazie, Maturin.
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#24    30 Ottobre 2008 - 09:51
 
Ho ricevuto altre conferme anche autorevoli sul fato che "demones effugate" non è un fake. Ho rimosso su consiglio due dei messaggi in tal senso, quelli di R. e Ago86, perchè financo "troppo precisi".
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#25    30 Ottobre 2008 - 10:38
 
PROBABIMENTE HANNO RAGIONE COLORO CHE RITENGONO CHE SIAMO TALMENTE ABITUATI A METTERCI A TAVOLA GUARDANDO IMMAGINI DI VIOLENZA ATTRAVERSO IL TELEVISORE CHE QUANDO CI FERMIAMO UN'ATTIMO PER OSSERVARE CON PIU'ATTENZIONE QUANDO CI STIAMO DENTRO AL DOLORE NE VENIAMO COINVOLTI
utente anonimo

#26    30 Ottobre 2008 - 10:39
 
P.S. SONO PAOLO
utente anonimo

#27    01 Novembre 2008 - 12:51
 
Vorrei lasciare qui traccia di una testimonianza che, nella sua semplicità, mi ha commosso: http://piccolalori.spaces.live.com/blog/cns!AE1280C7F61EAAA8!400.entry
Anna Maria
utente anonimo

#28    11 Novembre 2008 - 19:51
 
dio cane
utente anonimo

#29    11 Novembre 2008 - 22:30
 
Hanno già scritto la risposta, era "Anubi".
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Commenti

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