Il cielo visto dal basso
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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
"L’intera vita che mi è stata restituita da allora, non mi appartiene più nel senso completo della parola: vi è stato immesso uno scopo” A. Solzenicyn
Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressione, una repressione che fu spenta dalla speranza. La stagione del samizdat (Lett."edito in proprio"), quando una rete sotteranea di persone libere copiava a mano, con antiche macchine da scrivere, in rari casi ciclostilando ogni genere di documento e libro tra quelli che il regime sovietico proibiva. Una rete clandestina di persone libere, assetate di vero.
Quel dissenso non era senza conseguenze personali: se eri contro il regime della libertà, se non approvavi il comunismo non potevi che essere pazzo. E quindi finivi in manicomio, o esiliato in terre lontane e inospitali, nella migliore delle ipotesi.
Tra quelle opere copiate con carta carbone e fatte circolare clandestinamente c'erano anche quelle di Solzenicyn, e quando arrivarono in occidente colpirono come un martello un'opinione pubblica indifferente o negatrice. Kruscev utilizzò Solzenicyn per attaccare Stalin, ma pure il Presidente dell'URSS stesso fu inghiottito dalle conseguenze. L'Unione sovietica, che moriva e non lo sapeva, scelse infine per liberarsi dello scrittore la via dell'esilio. L'esilio dall'amata terra per evitare il quale Solzenicyn non aveva neanche voluto ritirare il Nobel. Il corpo malato che espelle la parte sana nell'illusione di salvarsi.
Sono storie di quaranta, cinquant'anni fa e sembra passata un'era. Più nessuno ha il coraggio di negare quella che fu la realtà. E quasi più nessuno ricorda com'erano quegli anni, in cui la menzogna era quotidiana, conclamata. Solzenicyn, più di molti altri, è stato tra quelli che l'hanno svelata. Ma essa non è morta, vive in terre differenti; e quanti Solzenicyn oggi che nessuno legge, a cui nessuno vuole credere?


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