Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Utente: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


lunedì, 04 agosto 2008
Un'altra era

"L’intera vita che mi è stata restituita da allora, non mi appartiene più nel senso completo della parola: vi è stato immesso uno scopo” A. Solzenicyn

Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressione, una repressione che fu spenta dalla speranza. La stagione del samizdat (Lett."edito in proprio"), quando una rete sotteranea di persone libere copiava a mano, con antiche macchine da scrivere, in rari casi ciclostilando ogni genere di documento e libro tra quelli che il regime sovietico proibiva. Una rete clandestina di persone libere, assetate di vero.

Quel dissenso non era senza conseguenze personali: se eri contro il regime della libertà, se non approvavi il comunismo non potevi che essere pazzo. E quindi finivi in manicomio, o esiliato in terre lontane e inospitali, nella migliore delle ipotesi.
Tra quelle opere copiate con carta carbone e fatte circolare clandestinamente c'erano anche quelle di Solzenicyn, e quando arrivarono in occidente colpirono come un martello un'opinione pubblica indifferente o negatrice. Kruscev utilizzò Solzenicyn per attaccare Stalin, ma pure il Presidente dell'URSS stesso fu inghiottito dalle conseguenze. L'Unione sovietica, che moriva e non lo sapeva, scelse infine per liberarsi dello scrittore la via dell'esilio. L'esilio dall'amata terra per evitare il quale Solzenicyn non aveva neanche voluto ritirare il Nobel. Il corpo malato che espelle la parte sana nell'illusione di salvarsi.

Sono storie di quaranta, cinquant'anni fa e sembra passata un'era. Più nessuno ha il coraggio di negare quella che fu la realtà. E quasi più nessuno ricorda com'erano quegli anni, in cui la menzogna era quotidiana, conclamata. Solzenicyn, più di molti altri, è stato tra quelli che l'hanno svelata. Ma essa non è morta, vive in terre differenti; e quanti Solzenicyn oggi che nessuno legge, a cui nessuno vuole credere?

Una lettera di berlic | link | commenti (12) |
meditabondazioni


Commenti
#1   04 Agosto 2008 - 15:42
 
http://ilfro

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#2   04 Agosto 2008 - 17:34
 
Un'altra era

[..] Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressione, una repressione che fu s [..]
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#3   04 Agosto 2008 - 17:56
 
Un'altra era - l'editoriale di SOL

[..] A. Solzenicyn Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressione, una repres [..]
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#4   04 Agosto 2008 - 18:29
 
EIDITORIALE SAMIZDATONLINE SU SOLZENICYN

[..] Un'altra era A. Solzenicyn Così anche Solzenicyn è morto. Forse il più grande tra gli scrittori che animarono una stagione di sofferenza e dissenso, di repressione e speranza; una speranza che non si era spenta sotto la repressio [..]
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#5   04 Agosto 2008 - 21:23
 
Com'è facile vivere, Signore
sulla cresta della gloria terrena
mi volto indietro, stupito
a guardare la strada percorsa
dalla disperazione, a questo punto
dal quale fu dato a me
comunicare all'umanità
un riflesso dei tuoi raggi.

Dammi quanto mi è necessario
perché continui a rifletterli.
E per ciò che non riesco a fare
so che tu hai destinato
altri a compierlo.
Com'è facile vivere con te,
Signore!
Com'è facile credere in te!

Quando il mio intelletto
confuso si ritira o viene meno,
quando gli uomini più intelligenti
non vedono al di là di questa sera
e non sanno che fare domani,
tu mi concedi la chiara certezza
che esisti e ti preoccupi
perché non vengano sbarrate
tutte le vie che portano al bene.

Aleksandr Solzenicyn

Il Signore ti accolga nel suo abbraccio, caro fratello.
Grazie per la tua testimonianza.
utente anonimo

#6   05 Agosto 2008 - 14:11
 
sarebbe cosa bella se il presidente della repubblica che nel 1974 scrisse che era giusto mandare in esilio questo grande uomo che secondo lui gettava infamia sulla gloriosa repubblica sovietica, oggi avesse la decenza di chiedere scusa. ma vorrebbe dire chiedere scusa per una intera esistenza basata sulla menzogna. sarebbe ancora meglio se questa persona non fosse il presidente della repubblica italiana.
utente anonimo

#7   05 Agosto 2008 - 17:33
 
Raccomanderei di firmarsi.

Grazie all'anonimo #5 per la poesia.

Anonimo #6, scusarsi con chi? Ormai Aleksandr ride di queste cose, e già ne rideva. C'era qualche centinaio di milioni di persone che erano d'accordo con il giudizio del presidente, allora, di cui tante qui in italia, forse più che in USSR. La storia ha dato loro torto, o meglio: la verità adesso è evidente (per quasi tutti, almeno). Ci si può sbagliare, lo facciamo continuamente, anche se certi sbagli sono molto più letali di altri. E spesso la peggiore punizione per questi sbagli è il vivere sapendo di averli fatti, e avere buttato via così larga parte della propria vita.
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#8   05 Agosto 2008 - 18:55
 
Caro Berlic, regalaci alcuni post sui Solzenicyn che nessuno legge, a cui forse anche tanti cristiani non vogliono credere!
ciaociao
PinoSolitario
utente anonimo

#9   05 Agosto 2008 - 22:19
 
Un'altra era

[..] Un po' in ritardo, tributo il mio umile omaggio ad un uomo che ha pagato sulla propria pelle la sete di Libertà e di Verità. Trascrivo l'editoriale che Samizdatonline ha dedicato alla memoria di Aleksandr Solženicyn. A. Solzenicyn Cos&i [..]
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#10   05 Agosto 2008 - 23:34
 
xPinosolitario: domani, ancora su di lui.
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#11   06 Agosto 2008 - 00:15
 
io di mio vedrò di rimediare leggendo le sue opere con l'attenzione dovuta
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ivyphoenix

#12   06 Agosto 2008 - 12:12
 
C'è una parola che si usa molto oggi: "anticomunismo". È una parola molto stupida e mal composta perché dà l'impressione che il comunismo sia qualche cosa di primitivo, di basico, di fondamentale. E così, prendendolo come punto di partenza, anticomunismo è definito in relazione a comunismo. Per questo affermo che la parola è stata mal scelta e fu composta da gente che non conosceva l'etimologia: il concetto primario, eterno, è Umanità. Ed il comunismo è anti-Umanità. Chi dice "anti-comunismo", in realtà sta dicendo anti-anti-Umanità. Un costrutto molto misero. Sarebbe come dire: ciò che è contro il comunismo è a favore dell'Umanità. Non accettare, rifiutare questa ideologia comunista, inumana, è semplicemente essere un essere umano. Non è essere membro di un partito, (A. Solženicyn)


Igor Ghigo (Torino)
utente anonimo

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