Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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lunedì, 07 luglio 2008
Dove accade l'imprevisto

La storia di Cilla la conosco. Il Piemonte dove ha vissuto è la mia regione; nomi da lungo tempo familiari ne sono i protagonisti. Eppure non può fare a meno di stupirmi, perchè dimostra come il limite tra una vita "normale" ed una eccezionale sia sottilissimo. Come lo straordinario sia una categoria che non dipende da noi fino in fondo, ma sia il frutto di un imprevisto, di "altro" che accade nella nostra quotidianità.

La vita di Cilla è la vita di una ragazzina qualunque, e mi scoprivo leggendo i suoi scritti di adolescente a ricordare come i miei pensieri, le mie ribellioni, i miei dubbi esistenziali non fossero poi troppo dissimili. Eppure in questa apparente banalità ha fatto irruzione una novità; la realtà è risuonata come una campana, come un cerchio d'onda si è irradiata dal suo epicentro muovendo e smuovendo esistenze, con una ampiezza impensabile.

L'imprevisto ci passa sempre accanto. Quello che può darci un senso all'esistenza, che può rovesciarla e portarla in alto, impensabilmente in alto, ci sfiora in continuazione. Può essere una frase, uno sguardo, un pensiero al quale dare importanza invece che gettarlo alle nostre spalle. Com'è capitato nella casa di Cilla.
L'unica cosa che occorre è riconoscerlo: anzi, no, prima ancora: lasciarlo accadere.

Una lettera di berlic | link | commenti (11) |
gusto e disgusto


Commenti
#1   07 Luglio 2008 - 01:54
 
Io ho conosciuto il padre di Cilla, Rino Galeazzo, un grande uomo, degno di questa figlia. Quando il Padreterno ci si mette sa come condurre il gioco! Parlavamo di lei senza dolore, senza rimpianti, ma come di una ragazza presente; perchè era ed è presente, nella grande opera da lei nata, in grande letizia; come il suo nome! Potrei raccontarti tanti episodi; ma li custodisce il cuore di Dio...
Grazie di averlo ricordato; ci dimentichiamo delle cose piu belle!
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#2   07 Luglio 2008 - 09:16
 
grazie, qs libro correrò a comprarlo. ricordo ancora quel giorno che ci dissero che Cilla era morta. è stata la piccola santa della nostra generazione.

PV
utente anonimo

#3   07 Luglio 2008 - 14:26
 
La gioia di vivere di Cilla è stata una testimonianza che ancora vive in me.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FLG

#4   07 Luglio 2008 - 22:45
 
Se accade, non dipende da noi. Dio non si intromette nella nostra libertà.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente StellaNuova

#5   08 Luglio 2008 - 12:54
 
"4 luglio 1976. In un momento di confidenza, Cila getta le braccia al collo a sua madre: «Mamma, lo sai che sento di amare tutti, proprio tutti ?». "

Stai facendo altrettanto Berlicche?

Mara nada.

utente anonimo

#6   08 Luglio 2008 - 15:45
 
"L'imprevisto ci passa sempre accanto. Quello che può darci un senso all'esistenza, che può rovesciarla e portarla in alto, impensabilmente in alto, ci sfiora in continuazione."

Cio che ci puo' far amare tutti, proprio tutti, ci sfiora in continuazione, grazie per averlo detto cosi' chiaramente qui.

Questo e' il contrario del moralismo, e' la grazia. Ovvero mi posso sforzare quanto voglio, ma non ce la faro'. Posso solo continuare a seguire quella bellezza che mi attira e mi cambia.

E' come innamorarsi, non bisogna fare uno sforzo per desiderare di rivedere la persona di cui siamo innamorati. La cerchiamo continuamente.

Cosi' la vera bellezza trasfigura la realta' e ci muove. QUesto post e' bello e mi fa venir voglia di scrivere, di conoscere Berlicche e di tornare a leggerlo. Mi fa venir voglia di chiedergli come fai a essere cosi', che tipo di esperienza di vita fai? Come fai ad amare cosi' tanto i tuoi lettori (e i tuoi detrattori, che lo capiscano, o meno) da mantenere un impegno con questo sito da cosi' tanto tempo, per condividere con loro l'esperienza che fai?

Ciccia
utente anonimo

#7   08 Luglio 2008 - 17:20
 
ridicolo tu e questa specie di blog idiota!
utente anonimo

#8   08 Luglio 2008 - 17:25
 
Nada, che tu lo capisca o no, sì.
Amare significa anche dire talvolta di no, non assecondare un'inclinazione cattiva. Sperando che la persona capisca.

xCiccia: Grazie a te. In fondo è per te che scrivo.
Mi è stato dato. Quindi devo restituire. Delle mie esperienze e motivi ho scritto in diversi post, specie all'inizio e intorno al "compliblog" (10 gennaio), più quel paio di link sulla colonna destra.
In fondo io non sono niente di speciale, l'unica cosa che so è che sono amato.
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#9   09 Luglio 2008 - 09:42
 
Poiché sei amato ed ami ti dico quello che ho appena scoperto in Wiki: esistere deriva da ex istere, cioè stare fuori!
Quando rientri?
Mara nada.
utente anonimo

#10   14 Luglio 2008 - 22:08
 
ho comprato il libro!!
lo leggerò quest'estate sotto l'ombrellone, perchè le vacanze siano una "ricarcia" anche per lo spirito!
Grazie Berlicche!!
Franceskiella
utente anonimo

#11   15 Luglio 2008 - 11:49
 
Commento il Nada qua sopra che mi era sfuggito, giusto perchè è rimasto un po' lì.
Suggerirei a Nada di imparare il latino. "Ex" significa "da". Ex + sistentia, vuol dire avere l'essere da un altro. L'esistenza infatti non ha l'essere in proprio, ma esiste solo in quanto è subordinata a un essere superiore. Ovvero non mi faccio da me, la prima evidenza dell'esistere.
Direi che qui l'unico fuori sei tu, che continui a menzognare. Fuori da questo blog.
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