Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Blogger: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


giovedì, 15 maggio 2008
Chiedimi se sono felice

Quando ci si saluta di solito si chiede "Come va?", o "Come stai?", e uno va giù di giri di parole o di frasi di circostanza. N'accidenti se qualcuno mai ti chiede se sei felice.
Forse perchè normalmente non ce ne frega niente (ed è parte del problema); e perchè poi si è scettici che la felicità possa esistere.
Però, se a me chiedono "come stai" rispondo uhm, o così così; se mi chiedessero "sei felice" dovrei rispondere .
Perchè la felicità sta al "come va" nello stesso rapporto in cui il mare sta ad una pozzanghera. La prima è faccenda molto più profonda.

Di felicità ne vedo però in giro poca.
Qualcuno dirà che è felice chi è ricco, chi ha i soldi; questo o quel politico, o attrice, o calciatore.
A giudicare dal tasso di divorzi, scandali e ricoveri in cliniche di disintossicazione permettetemi di dubitarne. Guardateli in faccia quelli, o meglio, negli occhi.

Qualcun altro potrà dire: è felice chi vive rettamente e fa del bene. Anche di questo dubito. C'è gente retta e giusta che sembra mangi rospi a colazione.
Hanno il mal di pancia per la rabbia di non potere essere un po' ingiusti anche loro oppure sono tristi, tristissimi e incavolati con il mondo perchè il loro essere giusti non è riconosciuto, non solo, ma sono anche presi in giro per questo.

Se cerco di mettere nomi e cognomi i soli che conosco che siano felici sono cristiani. Può essere un caso, può essere parziale, ma questo è quanto io vedo.
Perchè i cristiani (i veri cristiani, non i moralisti) sanno che loro consistenza non è nell'essere giusti o ingiusti, ma nell'amare, e nel fatto che chi ti ama ti perdona. Chi si perdona da solo è disperato, perchè sa che cattivo soggetto sia l'oggetto del suo amore, se stesso.
Sei felice quando non hai paura del mondo e sai che la misura di te non è nei tuoi sbagli. Insomma quando sei figlio nelle braccia di un Padre che ti ama.

Una lettera di berlic | link | commenti (118) |
meditabondazioni


Commenti
#1   15 Maggio 2008 - 19:39
 
perdonami ma è una boiata, derivante dal bias dall'applicazione dell'euristica della disponibilità. Ne puoi trovare una definizione qui.
http://it.wikipedia.org/wiki/Euristica

hai ragione sul fatto che i credenti di qualsiasi religione siano più felici dei non credenti, deriva all'attitudine al pensiero magico, fonte e non conseguenza della credenza, ne puoi trovare spiegazione qui ;) http://psicocafe.blogosfere.it/2008/03/il-pensiero-magico-e-la-mente-parte-iv.html#comments

e dai questa visione cristiano-centrica dell'umanità :D
che i mussulmani, tibetani, induisti, sono un popolo di infelici? ^^
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#2   15 Maggio 2008 - 21:25
 
Bello questo tuo appunto sulla felicità (quella vera!).
Un giorno un cardinale disse riguardo una certa suora a Papa Giovanni 1 che era una santa. Lui si fermò, e voltandosi disse"ma è sempre triste..."
La gioia e la letizia pro-vengono solo da un grande incontro...
E sono da domandare, ogni giorno della nostra vita. Ciao Chiara
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#3   15 Maggio 2008 - 21:27
 
Volevo aggiungere che spesso la tristezza o la faccia seria anche da certi cattolici moralisti -ben-pensanti e borghesucci, sono scambiati come indice di santità...
Mi spiego?
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#4   15 Maggio 2008 - 22:12
 
grazie islemoon...

FF, piuttosto di ammettere la verità puoi anche invocare lo zoroastrismo sintattico. Ma i fatti rimangono fatti, la verità verità e l'esperienza esperienza. E non saranno faccine ghignanti a cambiarli: la felicità non è una risata cinica. Crogiolati nel bias della tua infelicità, se vuoi...sei libero.
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#5   15 Maggio 2008 - 23:05
 
Molto bello il tuo post e molto vero: solo se c'è l'amore si può essere felici, e dove c'è Lui non si può che essere amati.
OT: ho finito ora di vedere "Princess Mononoke", è bellissimo!!! Mi domando perchè è meno conosciuto della Disney, ormai non vale nemmeno la metà di quando Walt la fondò.
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#6   15 Maggio 2008 - 23:07
 
"E' meno conosciuto" riferito a Miyazaki naturalmente, anzi il maestro Miyazaki, se lo merita veramente.
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#7   16 Maggio 2008 - 08:01
 
Condivido in pieno!

Per capire se uno è felice, basta guardarne gli occhi e scoprire se rivelano la gioia e la pace di chi sa di essere amato per quello che è. Non per un solo momento, ma per sempre.

Naturalmente occorre anche avere occhi per vedere...
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#8   16 Maggio 2008 - 08:14
 

Hai scritto una delle tue cose più belle degli ultimi mesi, secondo me.

La nonna di mia moglie, che ci ha lasciato un paio d'anni fa ma ha fatto anche in tempo a far da baby sitter alle nostre bimbe, le chiedeva sempre "Sei felice, cocca?". :-)

Anch'io conosco persone che fanno grandi sforzi per essere rette e giuste ma sono tremendamente tristi, perché basate solo su se stesse, sulle proprie forze, e rancorose verso chi non fa come loro, giudici inflessibili delle altrui debolezze ed egoismi.


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#9   16 Maggio 2008 - 08:26
 
Se mi chiedessero: come va la vita?
Non potrei che rispondere: felicemente bene!
Non c'è problema, salute, fatica che tenga a ciò che rende liete le mie giornate: Cristo.
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#10   16 Maggio 2008 - 08:29
 
Cosa sia la felicità me lo sono chiesta la prima volta, quando dovevo preparare un incontro con i fidanzati che si preparano al matrimonio. Siccome ho fatto l'insegnante ho cercato la parola sul vocabolario
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#11   16 Maggio 2008 - 08:35
 
Poichè mi si è chiusa la pagina non ho scritto cosa con sorpresa ho scoperto.La risposta è nell'etimologia della parola.
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#12   16 Maggio 2008 - 08:50
 
Mi piace la vignetta di Charlie Brown, mi ricorda un mio amico che davanti alla letizia chiede sempre:
"Ma tu, non la smetti mai di ridere ed essere più seria?". Ah!
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#13   16 Maggio 2008 - 09:43
 
"L’illusione del controllo, la possibilità di trovare un significato nelle cose e negli eventi, di dare un valore, anche mistico, alle proprie esperienze, incoraggia le persone ad agire sul mondo, a vivere con più pienezza."

FF2, se rileggi il post ti renderai che PERLOMENO l'illusione del controllo, nel cristianesimo, è una boiata pazzesca, parafrasando Fantozzi e anche un po' FF2 ;-P...

Circa il resto, sono pienamente d'accordo. Se poi va a finire che invece che pensiero magico è realtà, allora è pure meglio...

C'entra qualcosa il bias (ma che mi... è?) con una gita in montagna, dormita in rifugio e vista dell'alba sulle Dolomiti?

Icaro

PS: nelle altre religioni non so se le persone siano infelici. Io però affermo spudoratamente che QUESTA religione rende felici, le altre al massimo consolano. Per il semplice fatto che, in realtà, non è propriamente una religione...
utente anonimo

#14   16 Maggio 2008 - 09:46
 
Fra l'altro, tu nell'ansia di smontare Berlic, e io nella foga della risposta a te, abbiamo perso di vista la domanda: ma tu sei felice? Io sì. E tu, FF2?

Icaro
utente anonimo

#15   16 Maggio 2008 - 11:21
 
Il cristianesimo rende felici perchè non è una religione. La religione consola perchè, a volte, vede coronati i tuoi sforzi di vivere il rapporto con la divinità. Cristo non chiede alcuno sforzo se non far fruttificare i mezzi di cui siamo dotati; occhi per guardare e cuore per amare. Sì, io sono felice! Chiedo sempre agli altri se lo sono, e se non lo sono me ne accorgo, anche se si camuffano dietro la soddisfazione, che non è la felicità. Capisco bene che qualcuno pensi che ci autosuggestioniamo, che sarebbe meglio andare dallo psicologo ( Freud spiega tutto ), ma Qualcuno lo disse che una roba così sarebbe stata " stoltezza per i benpensanti e follia per gli increduli". La felicità gustata a sprazzi, da noi povera gente finita senza Cristo, è come l'aurora; dura poco ma è tutta una promessa del giorno di un'allegrezza piena! Auguro a tutti voi che questa Felicità abbiate presto ad incontrare. Rita
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#16   16 Maggio 2008 - 11:22
 
Rispondo a FantasiaFinale2
perdonami ma il discorso non è allo stesso livello in cui lo poni tu. La Fede non è un discorso sulla vita, ne sarebbe avvantaggiato chi è più colto, invece la fede è per tutti.. è un fatto che ti accade, c'è un evento nella vita di alcune persone in cui queste percepiscono di essere state toccate da Cristo. Non è presunzione ma evidentemente chi incontra Cristo nella sua vita scopre un gusto nuovo nel fare le solite cose e sperimenta nella sua esistenza terrena un felicità sconosciuta, mai provata. Quando ero adolescente speravo di poter essere felice e lo chiedevo insistentemente a un qualunque Dio eventualmente esistesse.. ora so che c'è perchè Qualcosa mi è accaduto. Ciao!
utente anonimo

#17   16 Maggio 2008 - 11:28
 
don giussani ringraziava sempre per la tristezza - che è indice di consapevolezza della propria sproporzione - diffido sempre dei troppo felici
utente anonimo

#18   16 Maggio 2008 - 11:51
 
Mah sinceramente a me di Cristo e dei cristiani non frega un cazzo.

Sono infelice quando sono malato, quando ho pochi soldi, quando le cose vanno storte.
utente anonimo

#19   16 Maggio 2008 - 13:20
 
n. 18, ma che finezza...hai studiato a Oxford? Nessuno ti ha detto che dove sono presenti delle signore si dovrebbero evitare le parolacce? Quando poi si tocca un tema così importante... Dio, felicità... Dai, fai uno sforzo, sii serio...!
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#20   16 Maggio 2008 - 14:14
 
xKukulkan: sono miyazakiano da sempre...

xAnonimo 18: come ricordo io e come ricorda diosialodato, soddisfazione non è felicità. Conosco poveri e malati perfettamente felici. E tu, conosci un ricco felice?

Grazie a tutti per le testimonianze.

PS: ricordatevi di firmare!
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#21   16 Maggio 2008 - 14:43
 
io sono ricco e felice!

silvio berlusconi
utente anonimo

#22   16 Maggio 2008 - 15:01
 
Berlic, scusa se mi permetto, ma la tua ultima domanda è decisamente malposta.

Io sono ricco di famiglia(? ma sì, più della media comunque), ma non per questo infelice: dipende dall'uso che faccio dei soldi, se sono felice o no. Certo, preferisco darli in carità che farmi trovare a un coca-party con tre viados,ma... non per questo il mio portafogli deve essere per forza meno gonfio di quello di Lapo..

E poi, con tutti i santi nobili che vi furono passato, forse erano infelici perché ricchi? Non credo...

Icaro
utente anonimo

#23   16 Maggio 2008 - 15:45
 
Hai ragione, Icaro. Reliquia del mio veterocomunismo...;-)
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#24   16 Maggio 2008 - 15:56
 
WOW..allora ogni tanto sei fallibile anche tu! :-PPPPP E tanto per rimarcare, circa il tuo veterocomunismo..nessuno è perfetto...

Icaro
utente anonimo

#25   16 Maggio 2008 - 16:05
 
Icaro: e san francesco? era ricco se non sbaglio
utente anonimo

#26   16 Maggio 2008 - 16:07
 
Non è la religione a rendere felice, è il modo di porsi con il mondo, e quindi anche con la religione a rendere felici.
E' nel senso di relazione oggettuale che c'è la felicità, come ci relazioniamo con gli oggetti esterni siano queste persone, cose, attività o credenza a renderci felici o tristi.
Ho letto alcune interessanti riflessioni sul modo di vivere il peccato e la confessione da parte dei cristiani che evidenziano che non sia la "cristianità" a portare alla felicità, ma è l'attitudine alla felicità stessa che si può esprimere in una molteplicità di modi differenti, fra cui l'essere cristiani.

Per quantor iguarda i bias, sono errori di giudizio e valutazione dovuti alla necessità di semplificare il ragionamento, in questo caso berlic nesi è ricordato solo dei cristiani felici, e non tutti quelli diversi dai cristiani e felici.

Da studi scientifici emerge, che non è l'essere cristiani ad essere il minimo comun denominatore della felicità, sono altre variabili ad avere questo ruolo, fra cui, e non solo, l'attitudine al pensiero magico.

@Icaro, si effettivamente l'idea di restituire il favore a berlic nel sottolineare le idiozie che dico non mi ha fatto rispondere alla domanda se sono felice. Si lo sono, ho quella felicità di chi giorno per giorno si costruisce il proprio presente e il proprio avvenire.

e poi sull'illusione di controllo, ma qui non mi piace il discorso, perchè non mi piace etichettare la fede come illusione, calza anche nella religione cristiana, come in qualsiasi fede, le domande sul destino dell'uomo cui non ci sono risposte (e quindi generano sensazione di mancanza di controllo) vengono concluse con un fine trascedentale.
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#27   16 Maggio 2008 - 16:34
 
La scienza (intesa in senso moderno) e la felicità hanno poco a che spartire, nella mia esperienza... la scienza in senso etimologico, sì.

Per restare alla mia esperienza, il mio controllo consiste nel perderlo; la mia fede consiste nel sapere che io sono nelle braccia di un Dio buono, ossia che nulla dipende da me e che quindi nulla controllo.

Tra l'altro, una mia grande amica psichiatra dice che ho la smania di voler controllare tutto; eppure i momenti di massimo relax li ho quando mi abbandono, come un bimbo in braccio alla mamma.

Allora sono felice, quando sono tra le braccia di Dio, e mi ci abbandono senza opporgli resistenza...

Icaro

PS: immagino che studi psicologia, ma io che sono una persona più "concreta" ti dico: più spaghetti e meno Freud! :-P
utente anonimo

#28   16 Maggio 2008 - 16:40
 
All'anonimo 25 (LE FIRME!): San Francesco era ricco, ma che io sappia era infelice poiché usava male dei suoi soldi.

I soldi in quanto tali sono solo un mezzo, che può fare tanto bene e tanto male secondo l'intenzione con cui li si usa.

A proposito, questo mi ricorda che la povertà, quella VERA, consiste nel riconoscere come i bambini fanno una dipendenza generatrice di se', ossia che siamo (e quindi amiamo) perché siamo amati ogni istante, amati da Uno che ci dona la vita e tutto ciò che siamo, anche i soldi.

A partire da questo riconoscimento (che è una grande grazia), è molto più semplice (NON facile..) fare un buon uso dei propri averi!

Icaro
utente anonimo

#29   16 Maggio 2008 - 16:45
 
@FF2: Orc...mi sono accorto rileggendo il tuo commento che ti dai le risposte da solo.

" le domande sul destino dell'uomo cui non ci sono risposte"

Al massimo puoi dire che NON SAI se ci sono, il resto è materia di fede, materialista o atea.

Ho parecchi indizi, ma dico proprio tanti, che quelle risposte ci sono!

Per fari un esempio, un mio amico disse che "quando qualcuno ti regala un mazzo di fiori, la cosa più ragionevole è domandarti chi sia stato e perché, che non fermarti a osservare solo la bellezza dei fiori."

La realtà è chiaramente come un mazzo di fiori: un dono per me. Chi me lo ha fatto questo dono? E perché?

Ah, vale anche per i mazzi di ortiche...!

Icaro
utente anonimo

#30   16 Maggio 2008 - 17:18
 
bello l'esempio del mazzo di fiori, quello che dico io, è che può essere deludente dopo che per giorni hai pensato ad un ammiratore segreto, scoprire che si tratta di un errore smistamento postale.

Quando intendo dire "non ci sono" intendo dire che non ce ne è una e univoca per quanto mi riguarda e quindi possono essere considerate idee, non risposte.

Ognuno poi soddisfa quel bisogno di controllo come gli pare,chi con il pensiero magico, chi con il pensiero scientifico e così via....sempre pensiero è!

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#31   16 Maggio 2008 - 17:50
 
xAnonimo 18: come ricordo io e come ricorda diosialodato, soddisfazione non è felicità. Conosco poveri e malati perfettamente felici. E tu, conosci un ricco felice?


Si certo che lo conosco!!! Quel coglione del mio amico. Sin da piccolo ha avuto sempre tutto e facilmente grazie alla moneta.
Io ho dovuto sempre fare nel mazzo per guadagnarmi qualcosa.

Dio se ci sei rendilo un pezzente e a me dammi la ricchezza affinchè giustizia sia fatta.
utente anonimo

#32   16 Maggio 2008 - 17:57
 
Bello il post...
E bella l'etimologia della parola "felicità"!
Ho così tanto da imparare...
Grazie del suggerimento

Spaziale
utente anonimo

#33   16 Maggio 2008 - 18:09
 
bravo FF2, ti sei imposto la moratoria degli smile!
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#34   16 Maggio 2008 - 18:56
 
xIcaro: sì, sono fallibile. Ma non ci contare troppo ;-)

xFF: Non è la religione a rendere felici, ma il modo di porsi con il mondo. Se ne deduce che ci sono modi che dànno felicità, ed altri no.
Ti invito poi a leggere meglio il mio post: non è che "berlic nesi è ricordato solo dei cristiani felici, e non tutti quelli diversi dai cristiani e felici"; è che le persone felici che io conosco sono solo cristiane.
Non è un bias, è un dato di fatto. In termini statistici direi che è una correlazione significativa. Così come 'sto "pensiero magico" nella mia esperienza non ha nessuna relazione con la felicità, ma solo con l'autoillusione. La felicità vera la si trova solo in una concretezza reale, non nel sogno. Per chè quando il sogno svanisce, e accade sempre, anche la falsa felicità si dilegua.
Desiderei ricordare, prima che tu possa dire qualcosa, che il cristianesimo NON E' un'autoillusione e non manca di concretezza, perchè poggia su fatti ed esperienze concrete.
PS: ti accorgi che tutte le volte che ti si indica un esempio concreto tu guardi il dito?
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#35   16 Maggio 2008 - 19:00
 
forse non sappiamo cosa sia la felicità, ma una cosa è certa, ci sentiamo felici quando qualcuno ci ama!!
utente anonimo

#36   16 Maggio 2008 - 19:29
 
berlic te lo ripeto, se controllerai meglio noterai come avrai persone felici intorno a te che non sono cristiane, o che il tuo giudizio di felicità di una persona è basata sul fatto che questa sia cattolica.
Oppure che per caso sei circondato di persone felici cattoliche e infelici non cattoliche, cose che possono succedere nei piccoli numeri, ma nei grandi numeri ripeto la felicità e la religione di appartenenza non hanno nessuna relazione statistica significativa.

sugli esempi concreti lo faccio apposta, perchè mi sembrano esemplicativi di un bel niente!
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#37   16 Maggio 2008 - 19:46
 
Avere soldi tanti soldi.

fare quello che mi pare, non sottostare a nessuno.

Avere la possibilità di mandare a quel paese chi voglio.

Caricarmi ogni sera una tr.ia diversa.

Viaggi, shopping, macchine sportive..

Crepare non troppo vecchi e possibilmente di subito!!


Questa è per me la felicità.
utente anonimo

#38   16 Maggio 2008 - 20:21
 
#37

ciao vecchio ASmo
è sempre un piacere
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#39   16 Maggio 2008 - 20:33
 
Caro anonimo 37: i desideri che dici sono sacrosanti, perché passano per la libertà, ma sono limitati.

Quando avrai avuto tutti i soldi, fatto tutto querllo che ti pare senza nessuno che ti calpesti, mandato al paese chi vuoi, scopato tutte le troie del mondo, viaggiato, comprato, avuto auto.. e crepato:

Cosa ti resterà?

E' solo spuma del mare, dammi retta; la felicità sta nell'amore e nel trovare se' stessi.

Lapo Elkann (emblema di tutto ciò che hai detto di desiderare) non è felice. Infatti, per sfuggire la noia e la solitudine, si droga.

FF2, se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale, voglio vedere dove finirà il pensiero magico dopo un forte mal di denti! Sscusami ma non riesco a contenere le omeriche risate.

Del resto, i miei genitori sono quasi perfettamente atei e vedono spesso tutto nero, così come un mio amico ateo anche lui, solo chi ha fede (e ci crede davvero) lo vedo combattivo e desideroso di vivere.

Del resto, senza offesa, ma il pensiero che studia se' stesso va incontro a un certo punto a un limite molto simile al Principio di indeterminazione di Heisenberg.

Te lo ripeto ancora, con fervore e con amore fraterno: leggi le Lettere di Berlicche, è un bel libro e spero che ti farà capire quanto tempo della tua vita sprechi in pensieri magici probabilmente inutili.

Icaro
utente anonimo

#40   16 Maggio 2008 - 21:52
 
Io sono felice. Anche molto.
Eppure non sono cristiana. E conosco almeno un paio di cristiani che sono assolutamente stanchi della vita. Il che mi fa sorgere una domanda: ma tu, di preciso, dove abiti?
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#41   16 Maggio 2008 - 22:22
 
sarà che abito in posti strani ma io vedo tanta brutta gente combattiva e desiderosa di vivere, purtroppo :D

"se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale"

questa me la devi spiegare...

"Principio di indeterminazione di Heisenberg"

questa pure, Icaro son felice che vivi la tua cristianità in modo così limpido, non capirò mai perchè questo debba modificare il giudizio sugli altri in un modo così forte!

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#42   16 Maggio 2008 - 22:31
 
#37...caro utente anonimo, Grazie perchè le tue provocazioni ci aiutano ad andare a fondo e tirare fuori le nostre ragioni. Vengo da una famiglia ricca e probabilmente anche di nobili origini,ho fatto la modella, potevo fare l'attrice e avere tutto quello che volevo, avrei e potrei anche ora avere tutti gli uomini che voglio, soldi e viaggi e "bella Vita".
Ho sempre avuto una grande tristezza fino a che non ho incontrato Gesù Cristo attraverso l'amore di una compagnia di uomini che lo segue. Sono felice e ho tutto. Ma se ti viene un tumore sai che anche tu cominci a pensare a Dio...
Chiara
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#43   16 Maggio 2008 - 23:12
 
@Chiara
Sempre sta storia che tutti debbano pensare a Dio in punto di morte o di grave malattia,la trovo veramente ridicola........

Kharanak
utente anonimo

#44   16 Maggio 2008 - 23:28
 
FF, non avrai un certo bias che ti spinge a scartare il dato concreto per seguire una tua idea?

Anonimo 37, mi hai ricordato Eliot: soldi, sesso e potere, e poi una tomba fredda. Ti auguro di trovare quello che cerchi. Che non è quello.

xLeilani: vieni, e vedi...
Io non nego che possano esserci non cristiani felici, ma non ne conosco; e di cristiani non felici certo ne conosco. Anche se la loro infelicità è assolutamente non cristiana. Ma conosco e vedo anche quelli felici. Sono abituato ad analizzare i dati, e questi sono i dati che ho.

xKharanak: certo che non tutti pensano a Dio in punto di morte. Non ci pensano quelli che non vogliono pensarci. Ma un minimo di domanda se ci sia qualcosa, dopo quello che sa per accaderti, penso proprio che venga. O non si sarebbe umani, ma bestie.
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#45   17 Maggio 2008 - 08:05
 
Caro kharanak... non è che tutti debbano ( verbo dovere) Accade, semplicemente accade che la maggior parte come scrive Berlicche si fa delle domande...
Quindi ti riporto un fatto, un dato della realtà, non un doverismo.
E' qualcosa di ontologico che riguarda la nostra origine: sei mai stato al capezzale di qualche moribondo? hai mai visto l'agonia iniziare e durare giorni e finire ? hai mai sostato presso persone vecchie che in punto di morte chiamano la mamma? Ora chi è la mamma se non il nostro inizio, la nostra origine qui? figuriamoci Dio...
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#46   17 Maggio 2008 - 10:11
 
no berlic proprio per evitare i bias lasciamo al calcolo statistico affermazioni del tuo tipo, e neanche la statistica ci assicura la correttezza! figurati le osservazioni personali :D
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#47   17 Maggio 2008 - 13:24
 
Evito - tu mi perdonerai - di leggere tutti i commenti perchè ci metterei mesi. Per questo motivo forse ripeterò quello stradetto da altri: sono felice quando mi sento amata da Lui. Non ci sono scappatoie. La vita mi ha dato tanto ma non quello che cercavo. Ora sono felice perchè so che "non avrò scampo", che finalmente tutto è diventato relativo, che ciò che ho non mi possiede nè io possiedo nulla di ciò che penso essere mio.
Sono felice di una felicità "non umana", di una certezza che travalica le aspettative pur facendomi ripiombare nel baratro della desolazione ogni qualvolta voglio ripigliarmi la felicità di questo mondo.
Sono felice, di una felicità non mia ma ...tutta mia.

Più che un commento sembra un post...sorry...colpa del tuo, mi è piaciuto proprio ;-)
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#48   17 Maggio 2008 - 15:22
 
Grazie Islemoon e FLG...

FF, tu statisticheggia e ragiona pure, se vuoi. Io osservo.
"Molto ragionamento e poca osservazione conducono all'errore, molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità" (Alexis Carrell)
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#49   17 Maggio 2008 - 16:44
 
La felicità secondo me è un concetto teorico, da iperuranio. Io sto bene, ma la felicità nel mondo umano è utopia. cristiani o bigotti non è che stiano meglio di noi, stanno uguale se non peggio perchè il tedesco gli scassa i coglioni: questo non si fa questo non si dice, niente sesso, niente gay, niente qui niente là! ma vai a fare in culo scarpette rosse!!!!!!!!!!!!
utente anonimo

#50   17 Maggio 2008 - 17:52
 
va bhe berlic, non mi lasci che rigirare il tuo solito discorso, guarda quello che ti piace guardare e ignora quello che ti infastidisce, quello che ti sto cercando di dire, è che sicuramente fuori dal tuo orticello, e probailmente fuori da i tuoi discutibili metodi di giudizio in merito di felicità (di cui poi non hai fatto menzione) non si può far dipendere quest'ultima dal proprio credo. Cosa che mi sembra cristallina anche guardando il semplice ragionamento. E permettimi di dire che osservare e ragionare sono due cose che invece vanno di paripasso, se non si è in grado di ragionare difficilmente si sa dove guardare...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FantasiaFinale2

#51   17 Maggio 2008 - 18:07
 
ma tutti sti ricchi che postano commenti.. non è che qualcuno mi dà una mano a pagare il mutuo? sarei + felice
utente anonimo

#52   17 Maggio 2008 - 22:02
 
49?! Ma cosa vuol dire "sto bene"? Riesci ad espletare le tue funzioni vitali? Questo lo fanno anche gli animali, ma fortunatamente, siamo uomini dotati di cuore e mente, che spesso non usiamo!!! 51 ha bisogno di una mano per il mutuo. Che ne dici?
utente anonimo

#53   17 Maggio 2008 - 22:14
 
FLG? Come può essere "non umana" la felicità? Non hai mai fatto esperienza nella tua vita, anche una sola volta, della felicità? Non ci posso credere, perchè adesso saresti già morta suicida!!!
utente anonimo

#54   17 Maggio 2008 - 23:57
 
FF, se vuoi discutere i miei metodi di giudizio dovresti prima conoscerli. Ma ho idea che non ti interessino, in quanto mi pare che tu stia rifiutando a priori quello che sto dicendo. Hai già deciso che quello che dico non è possibile, che essere cristiani non può renderti felice, proprio no: e quindi tenti di convincere, prima di me, te stesso.
Il bias di cui parli è il tuo: rifiuti il dato quando contrasta con le tue convinzioni. Invece di cercare di capire quanto io e altri stiamo cercando di dirti lo sfuggi. Quello che tu chiami cristallino lo dici senza prove, in base ad un puro preconcetto che i fatti smentiscono. Perchè non provi invece a guardare? Guarda. Poi, se vuoi, ragionaci sopra. Ma guarda.

#53, non credo che tu abbia capito cosa intendeva FLG. Credo che intendesse la stessa cosa di Cleusa, che ho descritto in questo post:http://berlicche.splinder.com/post/17073963/Fare%2C+guardando.
La felicità è un dono che ti è dato, e quando invece pensi di potertela prendere, nel piacere o nella ricchezza o persino facendo del bene, che diventi infelice.
Quello che l'anonimo #49 non ha capito è che "il tedesco" non "scassa i coglioni" tanto per scassarli. Lui è il padre che vuole bene ai suoi figli, e che sta male quando li vede farsi del male da soli. Non l'avete ancora capito? Non è per una regola, nè per una morale. E' perchè la felicità non sta lì. E se continuate a cercarla lì, non c'è da stupirsi che finiate per pensare che non esita, e scriviate stupidi commenti rabbiosi.
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#55   18 Maggio 2008 - 11:14
 
berlic, sono 52 e 53, la tua rissposta a FLG, mi sembra disperante, senza libertà, ma sopratutto senza l'esperienza della SODDISFAZIONE... uno mangia quando ha fame e quando uno ha fame non gli importa se mangia il caviale o il pane, poi se ha il caviale. del pane non sa cosa farne...forse non facciamo mai veramente l'esperienza della vera soddisfazione... forse è questa la sostanza della felicità...ma questo è ALTRO
utente anonimo

#56   18 Maggio 2008 - 12:26
 
Mia madre, un giorno disse a mia cugina : "Sono felice, perchè ho avuto tanto in questa vita, ho avuto voi e il vostro amore!" la frase, detta 15 giorni prima di morire, è stata contestata da mio zio, (suo fratello) il quale ha detto : "che felicità ha mai avuto? Tutta la vita, pochi soldi, sacrifici!" . . . due punti di vista, lei, aveva la sua fede, ben salda . . . lui, un po' meno!
Ciao, R
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#57   18 Maggio 2008 - 13:48
 
il problema è che ogni singola soddisfazione passa e ti rilascia nuovamente con il desiderio di una ulteriore soddisfazione - così fino all'ultimo giorno di vita - c'è una sola soddisfazione permanente che comprende tutte le soddisfazioni particolari, e si chiama Dio - perché è la sodisfazione di tutte le esigenze del cuore, non di una o due o tre - e il cuore anela a Dio perché l'uomo è fatto da Dio - nessuno si è fatto da solo

PV
utente anonimo

#58   18 Maggio 2008 - 14:15
 
Una cosa è certa: in genere, le persone meno felici sono quelle che cercano in tutti i modi di esserlo.
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#59   18 Maggio 2008 - 14:19
 
Discutere se il cristiano sia felice o meno è inutile, se prima non si capisce cosa è un cristiano e ci si accorda in merito. Si rischia di parlare di cose ben diverse.
Ci sono svariati frequentatori di chiese in tutto il mondo che si credono e/o si dicono cristiani, e che poi non superano il test evangelico (quello delle opere, per intendersi). Bisognerebbe concentrarsi su quelli che lo superano, ma identificarli con certezza richiede una frequentazione abbastanza assidua, e a volte anche piuttosto intima.
Lo stesso problema metodologico si verifica con i frequentatori di moschee, di sinagoghe, di templi indù, o di templi zoroastriani.

E' però un fatto che esistono persone felici in contesti lontanissimi tra loro. Si può non averne esperienza diretta, ma esistono svariate testimonianze storiche e letterarie (anche nella Bibbia) in merito.
Quello che a mio parere accomuna la felicità di un indù a quella di uno shintoista, di un animista, di un cristiano, di uno zoroastriano, di un ateo, o di un materialista è che il prerequisito della felicità umana sembra essere una percezione chiara del senso della propria esistenza. Ed il senso della propria esistenza è necessariamente fondato su una religio, nel significato più etimologico di legame tra tutte le cose, per quanto distinte e diverse.

Si potrebbe poi discutere su quale religio offra maggiore potenzialità di felicità, ma ricadremmo nel problema metodologico di cui sopra.

Ed è anche un fatto che la felicità è cosa ben più ampia e profonda dell'umore del momento, del contenuto della dispensa, del prezzo dei carburanti alla pompa, e del tempo che fa.
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#60   18 Maggio 2008 - 14:27
 
#52 #53 #55 (un nome no, eh?! troppo difficile)
Mi sarei suicidata, sì, ci ho pensato non sai quante volte.
La felicità non ho avuto neppure il tempo di cercarla nelle umane soddisfazioni (sesso, soldi, potere) perchè ero già troppo sul fondo, non avevo più nulla da desiderare se non la morte.
L'ho trovata solo in Dio.
Libero di non crederci ma con me ce ne sono stati tantissimi (nella storia dell'umanità) che solo quando sono arrivati al fondo di sè, hanno trovato LA vera dimensione di questa benedetta felicità che l'uomo desidera da sempre.
Se si sta in superficie, la felicità di questo mondo basta ma alla lunga un pensiero (o addirittura un dolore, un lutto, una malattia, una perdita) ti sospinge oltre, non ti basta più, non sai perchè perfino le cose più belle sembrano essere insipide.
E' lì dove Dio ti "pesca" e ti dona una gioia assolutamente ...bastante.
In caso contrario non ti puoi neppure accorgere di ciò che non hai, me ne rendo conto.

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#61   18 Maggio 2008 - 14:42
 
Là butto lì rapida, ché (ahimè! o per fortuna?) in questi giorni non ho tempo

FF2:

se ti piace la psicologia e non la concretezza del dato reale.. significa che la psicologia tante volte sta negli iperurani senza guardare alla persone fisiche. Lo ho sperimentato e so di cosa parlo, nel senso che ho visto nella psicologia (cioè, negli enunciati di alcuni autori) la presunzione di "smontare" l'essere umano come una 600 malmessa per capire dov'è il guasto.

E'una pia illusione, spero che tu ne sia cosciente. Il "pensiero magico" a mio avviso incarna certi aspetti di questa presunzione. Infatti non mi hai ancora detto cosa c'entra con le esperienze che citavo qualche post sopra (alba sulle Dolomiti, ecc).

Circa il principiio d'indeterminazione di Heisenberg, cerca su internet e troverai la spiegazione del principio fisico: io dico solo che il pensiero non può pensare se' stesso SE NON FINO A UN CERTO PUNTO. Non puoi analizzare un elettrone in modo completo usando un altro elettrone; non puoi analizzare in modo completo il pensiero usando il pensiero.

Potresti mai smontare un'automobile usando..un'automobile? Se vuoi distruggerla, sì: se vuoi VERAMENTE capire come è fatta, vai in officina... e parla col meccanico possibilmente, senza cercare di capire tutto da solo! ;-P

Insomma, serve un'altro strumento. In mancanza, si riconosce il limite, e si ammette che tutto il resto sono congetture, mi pare onesto no?



Leilani: ho letto di uno, che certamente si diceva cristiano, con 9 figli che si è suicidato per dispiaceri personali.

Ma secondo te era cristiano sul serio?? Chi è stanco della vita dicendosi cristiano è assolutamente nella norma, ha incontrato Cristo ma fa fatica ad andare avanti, ma non per questo si ammazza: del resto i cristiani non hanno come prerogativa quella di girare col sorriso stampato in faccia 24 ore al giorno.

Io ho passato anni piangendo, perché non vedevo più Cristo nella mia vita. Il Calvario tocca tutti, cristiani e non. Posso però dire la mia? Il calvario senza speranza di chi non ha incontrato Cristo, non ha nulla (NULLA) a che vedere col calvario patito da chi sa che anche il Figlio di Dio è passato tra mille sofferenze, insegnandoci così che la Croce è un passaggio necessario per la Resurrezione. E che la Resurrezione c'è di sicuro.

Daltr'onde, se la felicità non è per l'eternità, ma è solo qualche goccia dolce in un mare salato... scusate... mi ci posso anche pulire il culo, quando tiro le cuoia.

Icaro

PS: ho scritto di getto perciò perdonate se potete intemperanze e linguaggi coloriti vari....
utente anonimo

#62   18 Maggio 2008 - 14:51
 
@berlic: fregati,altro non mi rimane da dirti, i metodi di giudizio li valuti in base alle conclusioni a cui portano, se portano a conclusioni fattualmente false, sono metodi di giudizio sbagliati.

@Icaro: a parte la sottile contraddizione di natura filosofeggiante, che se equipari il pensiero agli elettroni svaluti l'uomo a una matassa di carne, la psicologia non ha la pretesa di spiegare l'uomo nella sua totalità, ha l'intenzione di studiarne la totalità con il fine di migliorare la qualità della sua vita. Non so che autori hai studiato, ma questo desiderio di smontare l'uomo come una 600 malmessa non mi torna, nel procedere scientifico (poi molto breve non più di 100 anni) ha attraversato molte fasi, fino a giungere alla rivalutazione del concetto di patologia e malfunzionamento, approdando a un principio molto simile a quello "cristiano" di considare la patologia come mancato raggiungimento di tutte le possibilità dell'individuo a causa di schemi di ragionamento, pregiudizi e stereotipi sbagliati.
Instilli una, forse tua, tendenza all'assolutismo che nella psicologia non esiste, non ha nessuna pretesa di arrivare un giorno a mettere la parola punto sull'uomo (proprio perchè l'uomo è qualcosa di estremamente indeterminato e vasto) semplicemente continua a studiare l'uomo per migliorarne la qualità di vita, quando è possibile.

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