Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
E' il 1848, 8 giugno. E' appena scoppiata la prima guerra d'Indipendenza, le truppe piemontesi si muovono in Lombardia. Ma di cosa si sta occupando il governo del Regno di Sardegna?
Sta cacciando via i gesuiti.*
Il 2 marzo Carlo Alberto aveva già decretato l'espulsione di tutti i gesuiti stranieri, e l'incameramento dei loro beni. L'avvocato Cesare Leopoldo Bixio presenta un progetto di legge** riguardanti quelli "nazionali". I 160 gesuiti ancora presenti sono costantemente sorvegliati dalla polizia, i loro collegi già espropriati e convertiti ad uso militare. Ma non basta ancora, evidentemente. Di cosa li si accusa?
"Semi di discordia" e "Rappresentanti di un funesto passato", ne dice Bixio***; "Cacciando lontano la lue gesuitica intendemmo liberare il paese dalle sue malefiche influenze, di liberare la gioventù nostra dai pericoli di un'educazione corrompitrice", chiosa Valerio. Per Bottone "Ognuno sa che la esistenza della compagnia è incompatibile colla libertà, colla civiltà, colla prosperità dei popoli." Indicativo quanto dice il massone Chenal: "L'istituto gesuitico non è tanto un ordine religioso, quanto un ordine politico con la missione di favorire la schiavitù dei popoli(...), di inculcare nell'animo ancora tenero dei fanciulli mille pregiudizi contrari alla libertà. E' una sorta di massoneria che però, al contrario di quella che porta questo nome, non ha per fine ultimo che un dominio senza fine." Cavallera sostiene che non si può "in coscienza" essere cattolici e Gesuiti al tempo stesso, e in definitiva si sostiene che la Compagnia di Gesù è uno strumento di Satana.
Ma perchè tanto accanimento contro i Gesuiti?
Ignazio di Loyola fonda la sua Compagnia nel 1534. I Gesuiti sono tenuti ad una obbedienza totale al Papa, che li porterà da una parte ad essere missionari nelle terre più remote, Americhe, Cina e Giappone; e dall'altra a scontrarsi frontalmente con la Riforma Protestante. Spesso di elevata cultura, scienziati, universitari, di disciplina ferrea e rettitudine morale esemplare, conquisteranno posti rappresentativi nelle corti europee ottenendo con i loro collegi il monopolio dell'istruzione della gioventù che conta.
Saranno quindi i primi bersagli da abbattere per tutte quelle forze che sono ostili a Roma e che vedono in essi il maggiore ostacolo ai loro piani. "Quando avremo distrutto i gesuiti avremo buon gioco contro l'Infame": l’"Infame" che, secondo la celebre espressione di Voltaire, la rivoluzione illuministica deve "schiacciare" non è solo la Chiesa cattolica, ma è la stessa religione e infine lo stesso Dio. E Voltaire aveva studiato dai Gesuiti.
Il mito relativo alle perfidie dei gesuiti, diffuso da un complotto illuministico e massonico le cui fila sono ormai ben note, penetrerà perfino nella Chiesa e porterà nel 1773 alla soppressione temporanea della Compagnia di Gesù da parte del Pontefice Clemente XIV, moralmente e fisicamente minacciato dall’ambasciatore spagnolo, l’illuminista Monino.
Il Parlamento sabaudo decreterà alla fine l'espulsione dei gesuiti, che non saranno difesi praticamente da nessuno.
Non è che il primo passo, Voltaire aveva visto giusto. Negli anni seguenti uno dopo l'altro tutti gli ordini religiosi saranno espropriati e cacciati dai governanti piemontesi****, che giungeranno fino ad impadronirsi della stessa Roma. Spesso portando a motivo che "Per i gesuiti si era già fatto, e nessuno aveva protestato" e "Tutto ciò che è venuto a contatto coi Gesuiti deve essere considerato come contaminato".
I Savoia, in tal maniera, si procureranno le credenziali e i fondi per il loro assalto finale al resto dell'Italia. Ma di questo parleremo poi.

*Angela Pellicciari, "Risorgimento da riscrivere", ed. Ares
**Atti del Parlamento Subalpino, Documenti, I, p.66
***Atti del Parlamento Subalpino, Discussioni, I, p.125-422
**** Prima furono cacciati gli ordini "gesuitanti", poi nel 1854, tutti gli altri

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