Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
E non state contenti alle piccole cose, perocchè Egli le vuole grandi.
Caterina da Siena
Questa è la frase che mi è venuta in mente sabato sera ascoltando Cleusa Ramos e Marcos Zerbini.
Certe volte capita che gli idealisti, gli utopisti parlino con sicurezza di quello che dovrebbe fare l'uomo - aiutare tutti, amare tutti: una cosa che ha fatto tremare i polsi anche ai più grandi santi di Dio, che l'uomo concreto invece lo conoscevano bene.
Ma è quello che ha mosso i due amici brasiliani di cui sopra, che hanno cominciato venticinque anni fa a rispondere ad una necessità concreta - dare una casa a chi non ce l'ha.
Con una modalità, se vogliamo, innovativa: non occupare, prendere con la forza: ma risparmiare, acquistare, e da lì costruire. Così è nato a San Paolo il movimento dei Senza Terra.
In questa maniera 18000 famiglie hanno avuto il loro tetto. E scuole, e servizi, perchè le necessità non si arrestano ai soli muri.
Ma, come ci ha raccontato Cleusa, "C'erano le case, c'erano le scuole, la luce, ma non vedevo la gente felice. Pensavo che una volta che avessero ottenuto le case sarebbero stati felici. Ma costruivano tra loro mura sempre più alte.
Ero triste, pensavo di smettere tutto. Ma da piccola ho sempre pregato "Signore, mostrami la strada"..."
Poi l'incontro con un giovane medico del movimento di Comunione e Liberazione. E l'indicazione arriva.
"La tristezza era presente perchè pensavamo che toccasse a noi fare tutto. La prima cosa che abbiamo imparato è che a noi tocca dire sì, il resto spetta a Cristo. Quando abbiamo imparato che le facevamo queste cose non per le persone, ma per Cristo è come se la più grande allegria del mondo ci fosse arrivata addosso."
E, rivolgendosi a noi: "Non vi rendete conto di quello che avete incontrato: noi sì, era tutta la vita che l'aspettavamo."
Questa donna dal volto indio piccola, grassa, con la quarta elementare, che piangeva mentre l'applaudivamo, dall'umanità immensa, adesso è riuscita a far sì che migliaia di ragazzi della sua gente potessero studiare in università, ottenendo spazi per loro là dove non ce n'erano.
Non insegnamo con la parola, insegnamo con l'esempio. Guardiamo e facciamoci guardare.


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