Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Blogger: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


venerdì, 01 febbraio 2008
O Genitore A!

LONDRA - Nelle scuole elementari britanniche sarà proibito usare l'espressione «mamma e papà» e diventerà obbligatorio utilizzare l'espressione neutra «genitori», in modo particolare nelle comunicazioni a casa.(...) il ministro per la Scuola e l’infanzia Ed Balls farà propria la proposta lanciata dall'organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, mirante ad abituare i bambini britannici delle elementari all'idea che potrebbero esserci genitori dello stesso sesso.

"Mama, mamaaa..."
La bambinetta caracollò in salotto, barcollando più in fretta che poteva sulle gambotte nude.
La donna sul divano abbassò la rivista e si voltò a guardarla. La radio intonava a pieno volume una canzone in stile Italsong Correct Remix:

Individui con propria identità di genere,
Individui con propria identità di genere,
Individui con propria identità di genere,
che l'amore trasformerà!
Genitori, genitori, genitori
questo è il dono che una immaginaria entità suprema vi fa!

"Giansergia! Ti ho detto mille volte di non chiamarmi mamma! Devi chiamarmi Genitore A! Non ti ascolto fino a quando non lo dici giusto! Ora ripeti!"
"Mama..."
"Ripeti, ho detto: Genitore A..."
"Gegni...gigni...a"
"Non ti stai impegnando! Come farai ad avere una chiara conoscenza del fatto che non possiamo discriminare il sesso di un genitore in base al suo...ehm...se non ti impegni?"
"Gngngn...toe...Mamma...Ho..."
"Ma non sarai mica una conservatrice? O, peggio, una cattolica? Dài, acquisisci una coscienza sessualmente corretta! Ge-ni-to-re-A!"
"Mamma, Ho..."
"Zitta! GE-ni-to..."
"Uaaaaaaah! AhaaUaaaaaa!"
La bambinetta cominciò a piangere a dirotto. Dalle sue gambe ruscellò un torrentello di liquido giallognolo con preoccupanti sfumature marroncine, mentre si diffondeva nell'aria un odore acre.
La donna guardò il lago che si stava formando ad occhi spalancati. "Ma se ti scappava perchè non l'hai detto..." L'onda gialla arrivò al tappeto. La donna gemette. "Oh, mamma!" Poi si portò la mano alla bocca. "Ops! Ma che dico?"
 
Nel mentre, alla radio una voce miagolante intonava:
"Genitore...mormora l'essere umano di genere non ancora definito...
Mentre...pieni di pianto ha gli occhi..."

Una lettera di berlic | link | commenti (114) |
diavolerie e cattiverie


Commenti
#1   01 Febbraio 2008 - 18:58
 
Ed Balls... Nomina sunt consequentia rerum!
Anna Maria
utente anonimo

#2   01 Febbraio 2008 - 21:00
 
certo che il politicamente corretto è (a dirla come Fantozzi) una c***ta pazzesca!
Possibile che si debba dare tanta importanza alle parole e non ai contenuti?
Ciao Roberto
utente anonimo

#3   01 Febbraio 2008 - 22:33
 
Allucinante.
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#4   01 Febbraio 2008 - 22:48
 
Le idee balzane e la cultura del ‘gender’

[..] Ammetto che leggendo stasera alcuni blog di amici sono rimasta un po’ scioccata, e dopo il primo momento di incredulità è subentrata una grande tristezza. Mi domando: ma quale mondo stiamo costruendo? Che futuro prepariamo ai nostri [..]
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#5   01 Febbraio 2008 - 23:14
 
# 2
E invece è logicissimo: si riempiono di importanza i contenuti (e di aria fritta, rifritta e riciclata) le parole, proprio perchè i contenuti sono ... ehm, ... quello che sono
(io mi astengo dalla volgarità anche nel mio blog, figurarci in quelli altrui...)

Che poi il politically correct altro non sia che una "fantozzata" pazzesca, credo che non lo scopriamo oggi.
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#6   01 Febbraio 2008 - 23:15
 
Sorry, cancellare le parole "i contenuti" dalla prima riga del punto precedente.
Vabbè, diamo la colpa al sonno ...
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#7   02 Febbraio 2008 - 00:04
 
Gilbert Keith Chesterton diceva che «il guaio dell’uomo moderno non è quello di avere perso la fede, ma quello di avere perso la ragione».
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#8   02 Febbraio 2008 - 01:57
 
Ehm. Berlic... questa è una smarronata bella grossa, se avessi perso tempo a guardare l'originale te ne saresti accorto anche tu.

Forse la prossima volta ti converrebbe leggere meglio la notizia ;P
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#9   02 Febbraio 2008 - 08:19
 
La notizia è questa: http://www.corriere.it/esteri/08_gennaio_30/gb_genitori_scuola_1eea31fc-cf43-11dc-8e3f-0003ba99c667.shtml
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#10   02 Febbraio 2008 - 08:42
 
Cara Leilani, sono andato a leggere l'articolo sul Daily Mail: "Don't say mum and dad...teachers told not to assume pupils have heterosexual parents": non capisco dove sarebbe la smarronata di Berlicche. Il post è del genere letterario ironico, ma la cosa inquietante resta: si sta cercando di imporre una realtà fittizia a colpi di leggi e disposizioni. O no?
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#11   02 Febbraio 2008 - 09:08
 
Ma anche "genitore A e genitore B", per me non sono politicamente corretti . . ., presuppone una gerarchia . . ;-)
Se io sono la mamma, sono la 1° delle mamme di questa famiglia . . se sono genitore A, si offende mo marito . . . se mi refilano la B, mi offendo io!!! ;-)
E che non si provino a rovinarmi "Balocchi e Profumi", che me la cantava la mia nonna (o dovrei dire: "Ava A" ?) facendomi versare fiumi di lacrime!
Ciao ciao, R
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#12   02 Febbraio 2008 - 09:13
 
qui il documento originale (via bioetica) http://www.teachernet.gov.uk/docbank/index.cfm?id=11911
a pagina 93 la sezione travisata dai giornalisti.
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#13   02 Febbraio 2008 - 09:54
 
Do you talk about “parents” instead of
assuming all pupils have a “mum or a dad”?

"parli di genitori, invece che dare per scontato che tutti i bambini abbiano un padre e una madre?"
il questionario indica chiaramente che questa è la forma di approccio da usare.
qualunque forma gli si voglia dare questo è il senso.
e allora io pretenderei, ad esempio, che in tv non ci fossero più pubblicità di auto che danno per scontato che tutti se le possano comprare; oppure che un politico in campagna elettorale non si azzardi a mentire promettendo "la felicità", essendo evidente che è una cialtroneria.
insomma, una bella vita di regole ferree e poi, quando uno sbarella, un bell'impiego ad archangel...
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#14   02 Febbraio 2008 - 09:55
 
Grazie Tez.
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#15   02 Febbraio 2008 - 09:56
 
Però l'inquietudine mi resta...
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#16   02 Febbraio 2008 - 11:34
 
Provo a porre rimedio all'obiezione di fiordicactus: perchè non passare alla nomenclatura "genitore XX" e "genitore XY"? Si evitano tutte le gerarchie ed è anche scientificamente corretto! Non si "cade" nemmeno nella discriminazione tra maschio e femmina perchè che questi cromosomi influenzino ogni aspetto della nostra vita (aspetto fisico, assetto ormonale, modo di pensare e di relazionarsi) è un dato, ma che questo FATTO esprima una finalità specifica è discriminante per coloro che non la riconoscono... E' solo DNA dopo tutto, e poi se si badasse ai fatti (soprattutto a quelli che mettono in crisi la tesi che si sostiene) che ideologia sarebbe?

Buona giornata,

Il_grande_FraTollo
utente anonimo

#17   02 Febbraio 2008 - 14:50
 
Genitore A e genitore B suonano freddi e vuoti come i loro cuori e i loro grembi.
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#18   02 Febbraio 2008 - 15:41
 
@ Cabasilas: Tez mi ha battuta sul tempo :)

Comunque sia è una notizia piuttosto vecchia, che viene tirata fuori periodicamente in chiave di spauracchio... quando invece si tratta solo, per non mettere in difficoltà i bambini, di non presumere che tutti abbiano la stessa struttura familiare.
Il che può valere anche per chi ha un genitore solo, o i genitori divorziati e risposati. Non ci vedo nulla di inquietante, è semplice tatto. La realtà è proprio questa, variegata com'è, sarebbe tentare di imporre una realtà fittizia presumere il contrario tappandosi occhi e orecchie e fingendo di vivere in un romanzo di DeAmicis.

Il documento parla di come combattere il bullismo a sfondo omofobico e non mi pare ci sia qualcosa di sbagliato nel voler assicurare a tutti gli studenti un ambiente di studio (e di crescita) sereno, nonché di abbattere la motivazione primaria del bullismo stesso, ovvero il pregiudizio.
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#19   02 Febbraio 2008 - 15:45
 
"nell'abbattere" non "di"... senza caffeina sono sgrammaticata, sorry ^^;
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#20   02 Febbraio 2008 - 17:24
 
Non voglio fare il pessimista, ma a me sembra il classico "cavallo di Troia"...
Non è esatto forse presumere che il bambino abbia una realtà familiare serena (un solo genitore, genitori divorziati - ricordo come una ragazzina del reparto scout di cui sono stato capo mi avesse parlato del suo "falso papà"), ma perchè ritenere "sano, naturale, equilibrato" un ambiente familiare con genitori dello stesso sesso? Tendenzialmente se un uomo e una donna non riescono ad avere figli è perchè hanno qualcosa che non va a livello di stato di salute, mentre il non riuscire ad avere figli da parte di persone dello stesso sesso prescinde dall'esistenza di tali problemi... Non ci sarà un motivo per questo?

Il_grande_FraTollo
utente anonimo

#21   02 Febbraio 2008 - 19:29
 
Beh, tu parti dal presupposto opposto ovvero che sia, di per sè, non equilibrato. Io ritengo piuttosto che la serenità di un ambiente familiare non dipenda dalla sua struttura, ma da altri elementi... comunque l'oggetto del documento era diverso, ovvero: come porsi nei confronti dei bambini e prevenire discriminazioni da parte dei compagni o di altre persone dello staff.

Le persone dello stesso sesso non sono sterili, possono avere figli.
E spesso li hanno, infatti le famiglie con genitori dello stesso sesso esistono. Perchè ignorare la loro esistenza o relegarla a bizzarria?
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#22   02 Febbraio 2008 - 19:43
 
mi piacerebbe allora un documento che spiegasse bene bene che cosa è effettivamente una famiglia, e cioè una cosa diversa, non meno degna, di un gruppo di persone legate da vincoli affettivi, ma che deve essere da questo ben distinta.
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#23   02 Febbraio 2008 - 20:42
 
Non sono d'accordo... per me una famiglia è proprio un gruppo di persone legate da vincoli affettivi, non un club d'élite dove la tessera ti viene data da terzi ;P
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#24   02 Febbraio 2008 - 21:33
 
IO E IL MIO CANE SIAMO LEGATI DA VINCOLI AFFETTIVI QUINDI SIAMO UNA FAMIGLIA.... ma per piacere...
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#25   02 Febbraio 2008 - 21:41
 
Per ritrovare un pò di buon senso...
Potremmo dire che la famiglia ha la robustezza e la essenzialità di un mattone, essendo dotata di tre dimensioni: a) una dimensione orizzontale, che le deriva dalla legge naturale, e che trae origine dalla realtà stessa delle cose; b) una dimensione verticale, rappresentata dal matrimonio sacramento istituito da Gesù Cristo, che si innesta - trasformandola in maniera essenziale - nella realtà naturale dell’amore tra un uomo e una donna; c) una dimensione di profondità, che si manifesta nell’apertura "sociale" del matrimonio, che non è un fatto privato fra gli sposi, ma che assume sempre un significato pubblico che interessa lo Stato e le sue leggi. La società è una costruzione fatta di questi mattoni che si chiamano famiglie: se i mattoni sono impastati con pessima argilla, l’intero edificio prima si sgretola, e poi crolla. Ma anche i mattoni ben fatti rischiano di essere travolti nella rovina della grande casa, se gli architetti della società - i politici, gli intellettuali, gli scienziati, gli educatori - edificano sulla sabbia. La famiglia è robustissima, ma allo stesso tempo fragile: invano si affatica il costruttore, se si illude di fare a meno del Signore.
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#26   02 Febbraio 2008 - 21:44
 
Mi torna in mente questo post di Claudio:
http://deliberoarbitrio.splinder.com/post/12689319
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Faber18

#27   02 Febbraio 2008 - 22:06
 
Per togliere d'impaccio i poveri 'educatori' inglesi, perchè non proponiamo loro di raccontare quella cara vecchia storia che i bambini nascono sotto i cavoli, indipendentemente dal sesso dei genitori? Questa sì che è sessuofobia: abolire lo 'scandalo' della differenza!
utente anonimo

#28   02 Febbraio 2008 - 22:11
 
Sorry (visto che da queste parti si fa sfoggio di cultura anglosassone), il commento di prima era il mio, Rosanna (ma 'ndo 'cavolo' è finito il mio bel profilo splinder?)
utente anonimo

#29   02 Febbraio 2008 - 22:19
 
La dimensione della famiglia evidenzia il suo rapporto con il mondo che sta fuori (CCC n. 2207). Quando una società che muore cerca le cause del proprio malessere, essa non deve far altro che guardare alla famiglia: lì troverà il germe della sua malattia, o i semi della propria rinascita. È nella famiglia che marito e moglie imparano a essere davvero adulti, rispettando quotidianamente "la parola data" una volta per tutte. È qui che i figli vengono allenati a esercitare la libertà; a prendersi cura di malati, anziani, poveri; a praticare la pazienza, ad amare. Oppure, a fare esattamente il contrario di tutte queste cose. Dal canto suo, lo Stato "si guarderà dall’usurpare le prerogative della famiglia o di ingerirsi nella sua vita" (n. 2209). Con spirito profetico, il Concilio Vaticano II intimava al potere civile "il sacro dovere di rispettare, proteggere e favorire la vera natura, la moralità pubblica e la prosperità domestica del matrimonio e della famiglia" (Gaudium et spes, n. 47).
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#30   03 Febbraio 2008 - 03:42
 
@ermannodisalza: non mi sembra che il tuo buon senso fili molto, se lo si esclude da una comunità cattolica. come al solito, qui si parla come se tutti fossero cristiani e avessero bisogno di ricordarsi i precetti della dottrina. Il matrimonio non è un sacramento se non per la chiesa, non scordiamoci di questo fatto. Stai usando elementi religiosi -basati sulla fede- per condannare una circolare di un istituto pubblico; liberissimo di farlo, ma non ti stupire dopo che ti venga rammentato questo fatto.
riporgendoti la domanda: perché in Italia, dove non ci sono leggi come il matrimonio omosessuale o l'adozione per le copie dello stesso sesso il tasso di fertilità nazionale è fra i più bassi al mondo, mentre nel nord europa -stati meno fortunati di noi dal punto di vista della presenza cattolica- ci sono molti più bambini?

@rosanna: non capisco cosa centri la sessuofobia o il concetto di abolire la differenza. semplicemente, si invita gli insegnanti a non dare per scontato che tutti i bambini abbiano padre e madre e e non alimentare così fenomeni di discriminazione. è una questione di tatto e delicatezza, tanto utile nel caso degli infanti.

saluti f.
utente anonimo

#31   03 Febbraio 2008 - 09:26
 
Dire che l'Italia ha un basso tasso di natalità ripeto di natalità perchè non ci sono leggi come il matrimonio omosessuale è assurdo (la popolazione fino ad oggi è cresciuta sicuramente grazie all' etereosessualità (e questo è di un evidenza scientifica lapalissiana).
Inoltre è assolutamente sbagliato affermare che nel nord Europa ci sono molti più bambini . Leggiti il rapporto del noto demografo francese Gerard-Francois Dumont, docente alla Sorbona di Parigi e presidente dell'associazione Population et Avenir per il quale la causa primaria del declino demografico è la profonda trasformazione subita dalla famiglia a partire dalla fine degli anni Sessanta: «una trasformazione che ha investito la donna e la durata dell'unione, la dimensione e la composizione dei nuclei, il ruolo dei genitori e il legame tra le generazioni. La tradizionale struttura fatta da un padre che lavora e provvede ai bisogni economici, una madre educatrice ed una prole numerosa, è quasi del tutto scomparsa in Europa, per fare posto a forme cosiddette moderne, che hanno origine nell'Europa del Nord, basate sul "rispetto" per le scelte individuali dell'altro, sull'uguaglianza dei ruoli tra uomo e donna, sul sentimento come base della formazione delle coppie e del rapporto tra genitori e figli; è una trasformazione sostenuta ed accompagnata dalla rivoluzione femminista. Il risultato è stato avere famiglie forse più "vivaci", ma molto più fragili e instabili, incapaci di reggersi senza specifiche politiche di sostegno; [...] quando questo sostegno risulta insufficiente, la natalità si abbassa ulteriormente. [...] Oggi abbiamo una situazione in cui i matrimoni diminuiscono e allo stesso tempo sono più fragili, le unioni di fatto sono in aumento, ma sono ancor meno stabili, e la decisione di avere figli è ritardata fino oltre i 30 anni. Tutto questo non favorisce certo le nascite!». Un'Europa che sta conoscendo un'implosione demografica determinata da una cultura o meglio da una «controcultura» (di cui il femminismo è parte integrante) ostile alla famiglia, e da un culto esagerato e paternalistico del welfare state, che infrollisce gli animi esasperando la dipendenza dallo «Stato-chioccia» (non a caso Dumont fa riferimento ai Paesi scandinavi), reagirà quando i musulmani, per lo più giovani, combattivi e desiderosi di rivalsa sull'Occidente cui attribuiscono la responsabilità delle loro sconfitte storiche, inizieranno a diventare numericamente maggioritari nei Paesi europei.
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#32   03 Febbraio 2008 - 10:08
 
Scusa Leilani: le persone omosessuali potranno anche avere (in potenza) figli, non ho asserito il contrario.
Ma di certo non unendosi a persone dello stesso sesso... A meno di non fare intervenire qualche espediente tecnologico...

Il_grande_FraTollo
utente anonimo

#33   03 Febbraio 2008 - 10:21
 
Ps. In Finlandia, se non erro, la famiglia è stata definita (si tratta di una vera è propria proposta di legge): "l'insieme delle persone che si servono dello stesso frigorifero"! Trovata geniale... Direi DIABOLICAMENTE geniale!
E in effetti io sostengo che famiglia è quel nucleo formato da uomo, donna, figli uniti quantomeno da un "patto" (se non da un sacramento) perchè questo è quello che avviene naturalmente e logicamente... Il voler proclamare "normale" o "giusto" qualcosa che non lo è non cambia le cose (in questi frangenti mi piace ricordare ciò che è scritto in Is 5, 20 e seguenti...).

Il_grande_FraTollo
utente anonimo

#34   03 Febbraio 2008 - 10:33
 
Grazie. La mia domenica è iniziata con questa lettura. Ora però scusate... devo andare. Un qualche genitore mi sta preparando la colazione.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zegio

#35   03 Febbraio 2008 - 11:48
 
Infatti la Finlandia è uno dei paesi con la più alta percentuale di suicidi fra i giovani.
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#36   03 Febbraio 2008 - 14:01
 
brillante come al solito!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioLXXXI

#37   03 Febbraio 2008 - 15:39
 
xLeilani e altri: lasciamo stare un attimo la voluta paradossalità della vicenda. Mi dici che è un vecchio spauracchio agitato di tanto in tanto. Ma così facendo riconosci che questo mettere la parte "papà e mamma", questa ansia di eliminare questi termini dal vocabolario che pure c'è (il termine "genitore A" è preso da un provvedimento Zapateriano) è qualcosa che contrasta con il buon senso. Ovvero che il buon senso è che ci siano, una mamma e un papà. La verità è che ci sono per forza, una mamma e un papà. Ogni caso differente è qualcosa che il bambino subisce. Ora, la domanda è: perchè sostituire il termine? Perchè così lo studente non si senta discriminato? Ma lui sa benissimo che com'è posto dove vive. Quindi la ragione è un'altra: far finta che sia normale quello che normale non è.

Sul fatto che si facciano pochi figli, forse dipende anche dal fatto che un figlio per lo stato italiano è considerato un lusso? Che il fisco italiano tartassi la famiglia quanto quello di nessun altro paese europeo? Vi invito a dare un occhiata su http://www.forumfamiglie.org/PETIZIONE/PETIZIONEFIRMA.html, guardando il materiale informativo e firmando.
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#38   03 Febbraio 2008 - 23:17
 
@ Fratollo: beh, ciò è diverso dall'affermare che non possano averne e di conseguenza che non valga la pena preoccuparsi dell'eventuale discriminazione "riflessa" sui loro figli perchè gli stessi non esistono, o no?

@ ermanno: tirare fuori la zoofilia sottointende una parificazione tra la mia ragazza e una cagna oppure ho letto male?
Sul resto tralascio, perchè mi sono già espressa...

@ berlic: no, non è affatto ciò che intendevo. Quello che ho detto è che "l'ansia di eliminare" è proprio un non sequitur che esiste solo nei cervelli delle persone spaventate dalla diversità. Infatti, i figli di una coppia dello stesso sesso, chiamano COMUNQUE i loro genitori "mamma" o "papà", ci hai fatto caso?

Non ci sono per forza una mamma o un papà nella realtà di un bambino, ci può essere la sola mamma, il solo papà, due mamme, due papà o addirittura due mamme E due papà.

Non si parla di sostituire alcunchè, si tratta solo di usare termini che possano includere TUTTE queste situazioni. Il che mi pare piuttosto logico.

Sulle disquisizioni normale/anormale, è ovvio che partendo con l'appiccicare il bollino di anormale a una persona è difficile capire il ragionamento alla base di iniziative come queste, che partono dal presupposto opposto e quindi lanciarci in lunghe discussioni mi pare superfluo ;P
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#39   04 Febbraio 2008 - 00:04
 
Leilani il tuo contraddittorio in relazione ai miei post è scarsino ma hai ragione ti sei già espressa.....
Io esprimo post-concetti a partire dalla mia esperienza nel senso di concetti formati a partire dal mio matrimonio (naturalente con figli) in cui ho scoperto come prioritari il semper fidelis nel bene e nel male nella buona e nella cattiva sorte in salute e in malattia dove sesso passione e quant'altro di prurito adolescenziale possono costituire la cornice di un quadro che sussiste e sussisterà sempre anche senza la cornice sopra menzionata.
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#40   04 Febbraio 2008 - 01:05
 
Leilani, sai benissimo - ne abbiamo già parlato - che a me della normalità importa poco, e sono financo poco convinto della sua esistenza, figurarsi metterci bollini. Per me tuttalpiù ci sono persone che fanno scelte, e ci litigo pure perchè mi fa male vedere persone che si fanno male. Mi fa ancora più male vedere fare del male agli altri.
Ora, anch'io sono stato a scuola. Ho sentito ogni genere di insulto, e parecchi erano rivolti contro di me. Gli svantaggi di essere piccolino e secchione. Quindi, quello che mi domando è perchè si sente il bisogno di stigmatizzare solo l'insulto anti-omosessuale. Ce ne sono molti, molti altri, te l'assicuro. La sola risposta che mi viene in mente è che in realtà il procedimento sia un altro: stigmatizzo chi insulta un omosessuale, quindi, passo successivo, punisco chi dice che l'omosessualità non è "la normalità" perchè "omofobico". E non dire che non è così, perchè è già successo: Canada, Scandinavia. E' una strategia consolidata ed addirittura messa nero su bianco nei suoi passi una quarantina di anni fa. Leggi tutto il documento inglese che avrai scaricato, ci sono i segni di questo.
Ora, tu dici che "i figli di una coppia dello stesso sesso, chiamano COMUNQUE i loro genitori "mamma" o "papà"". Non mi stupisce, perchè UNA mamma e UN papà ci devono essere per forza. E' la natura che vuole così, e non ci sono stupidi documenti che posono negarlo. Se poi si sceglie di stravolgere questo, mi dispiace ma è uno stravolgere. Rimane la necessità di un papà e di una mamma. E se il bambino li chiama così, allora quel documento sono solo palle per mimetizzare un imbarazzo, cioè la coscienza di un qualcosa che non è come dovebbe essere.
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#41   04 Febbraio 2008 - 07:56
 
Leilani, personalmente non ho nessuna intenzione di parificare la tua fidanzata a un animale, ma vedi che l'obiezione resta: se tu poni come UNICO criterio della famiglia l'essere legati da legami affettivi, allora spiegami perchè non dovrebbe essere famiglia l'unione di tre-cinque-dieci-venti persone che si vogliono bene. Oppure un legame zoofilo: che è diverso da legame omosessuale certo, ma se tu mi dici che la diversità non conta perchè l'unica cosa che conta è volersi bene...
Insomma, allargando il concetto di famiglia si finisce per ricomprendere fattispecie così diverse che alla fine il concetto perde ogni significato specifico e diventa solo un minimo comune denominatore di dubbia utilità. Che era proprio lo scopo iniziale.
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#42   04 Febbraio 2008 - 10:28
 
«Quindi, quello che mi domando è perchè si sente il bisogno di stigmatizzare solo l'insulto anti-omosessuale».

Il documento inglese è parte integrante di una guida anti-bullismo generale, Safe to Learn: embedding anti-bullying work in schools. Nessuna stigmatizzazione esclusiva, dunque.
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#43   04 Febbraio 2008 - 10:55
 
Ops! Vero. Non ho esplorato il sito governativo come si deve.
A questo proposito, vorrei chiedere un parere soprattutto agli insegnanti: secondo voi, dare delle linee guida o indicazioni ministeriali sullo stile britannico su bullismo e simili è utile oppure no? Mi riferisco alla realtà italiana, ovviamente.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente berlic

#44   04 Febbraio 2008 - 10:59
 
Ti prego di notare che parlare di un dato di fatto, come che per fare un bambino ci vogliano un uomo e una donna (è semplice biologia no?) non è discriminante!
Lo stesso termine "genitore" indica l'atto del generare! Per cui è improprio riferire questa parola a persone che non generano, bisognerebbe parlare di "responsabile" o di "tutore", QUELLO sarebbe esatto!
E' un fatto, e se qualcuno si sente offeso dai fatti non ci si può fare molto ti pare?

Il_grande_FraTollo

utente anonimo

#45   04 Febbraio 2008 - 11:00
 
Inoltre ti assicuro che il "tatto" non è l'assumere un atteggiamento condiscendente e cauto quando c'è qualcuno che ha una situazione particolare: tatto è ascoltare, tatto è relazionarsi con questa persona con lo stesso rispetto che avrei per un altra persona, ma non è tatto negare la sua situazione o volerla chiamare normale se normale non lo è! Prova a trattare un malato (magari terminale) con quella pelosa condiscendenza che assume la maggior parte delle persone (parole gentili, vaghe, imbarazzate e appena si può via... Perchè queste cose fanno paura!) e vedi come reagisce! Chiamare le cose con un nome diverso non serve quasi mai a coloro che si pretende di beneficare, serve solo a creare quella confusione che permette di fare il comodo proprio a chi ne ha le possibilità!

Il_grande_FraTollo
utente anonimo

#46   04 Febbraio 2008 - 11:02
 
(Ultimo commento: promesso!)
Faccio notare che mentre per un bambino che ha solo un genitore la questione riguarda magari una situazione di sofferenza dovuta alla separazione dei genitori naturali, o alla morte di questi (o di entrambi) o ad una situazione di adozione, per quanto riguarda "genitori" dello stesso sesso il problema può essere efficacemente risolto alla radice evitando di permettere a queste "coppie" di adottare figli (No! Non è discriminante perchè in un caso c'è una limitazione patologica, nel secondo c'è un'impossibilità biologica)! Così il problema della "discriminazione" di queste situazioni non viene nemmeno a presentarsi! Ma se si vuole proclamare che un figlio è un DIRITTO (cosa da far venire i brividi) ovviamente ciò comporta un lavoro continuo per produrre un cambiamento della sensibilità corrente nella direzione desiderata dall'ideologia di turno, cosa a cui stiamo assistendo puntualmente.

Inoltre partendo dalla "discriminazione" che sarebbe riflessa sui figli da parte delle diverse situazioni genitoriali perchè fermarsi qui?
Perchè non togliere TUTTE le discriminazioni affidando interamente l'educazione dei figli allo Stato e facendo si che i genitori siano solo delle persone che provvedono a sostenere finanziariamente lo Stato stesso? Così sarà veramente UGUALE PER TUTTI, tutti saranno inquadrati ed educati allo stesso modo! Basta discriminazione perchè non ci sarà più differenza! E che dire dei "menomati" e i "diversamente abili" (altro pudore peloso che odora di neolinguismo orwelliano: chiamiamoli "handicappati" visto che in effetti hanno un handicap, è un fatto e se devo essere sincero non ho mai visto qualcuno che si sentisse "rispettato" perchè al suo passaggio la gente adotta un comportamento che tratta la sua diversità come qualcosa di cui vergognarsi)? QUELLI dovranno essere soppressi a priori (non sarebbe giusto pagare per gente che non può restituire niente dopo tutto)!

Comunque ti lancio una piccola provocazione (essendo tu una femminista sono sicuro che coglierai): quando dici "tirare fuori la zoofilia sottointende una parificazione tra la mia ragazza e una cagna oppure ho letto male? " ovviamente è una piccata asserzione da persona che è pronta a scagliarsi contro l'ennesima discriminazione contro la "donna"... Bene, ti faccio notare che ermanno ha evidenziato proprio come il modo di pensare che tu difendi in effetti parifichi la donna (e l'uomo del resto) ad un cane/gatto/criceto/altro - animale - che - dir - si - voglia! Non è ermanno ad essere misogeno, sei tu stessa (e la cosa paradossale è che non te ne rendi nemmeno conto)! Sai quante persone dicono che amano il loro cane più dei figli? O che il loro animale domestico è "l'unico che veramente ami senza ipocrisie"? Se sono i "sentimenti" la base della famiglia allora che problema c'è nella frase di ermanno? Non è forse che c'è qualcosa di più che un semplice "sentire" nel costruire una famiglia?

Ti saluto ancora (e spero per l'ultima volta)

Il_grande_FraTollo

(non so perchè ma non mi pubblicava il commento intero... Ho dovuto "spezzarlo")
utente anonimo

#47   04 Febbraio 2008 - 11:37
 
Per Il grande fra Tollo,
al n° 33, "In Finlandia, se non erro, la famiglia è stata definita (si tratta di una vera è propria proposta di legge): "l'insieme delle persone che si servono dello stesso frigorifero"
Allora mia figlia e l'amica coinquilina che stanno a Roma a studiare, sarebbero famiglia? . . . Da matti!
Ciao
utente anonimo

#48   04 Febbraio 2008 - 11:51
 
Scusate, prima ero io . . sloggata

Vorrei dire una cosa, queste situazioni famigliari un po' "non tradizionali", c'erano anche quando ero piccola, anzi, forse pure peggio, perchè non essendoci il divorzio, erano anche illegali . . . io ho conosciuto e frequentato famiglie dove la mamma era "vedova" . . . o c'erano una mamma e una "zia" . . . o i bambini abitavano con la nonna, perchè la mamma, era "lontana" e veniva a trovarli ogni tanto, con un sacco di regali, addirittura,la figlia di una prostituta, era tra le mie amiche di giochi, veniva con noi a scuola dalle suore, e ci si incontrava in casa di una o dell'altra o di quell'altra per fare i compiti, ricordo che aveva dei fratelli più grandi, e niente papà . . . Conoscevo due, che sono stati "fidanzati" per ben 33 anni, abitando insieme e poi,, si sono sposati!
Tutte queste cose, non ci venivano nè dette, nè fatte pesare, le abiamo apprese un po' alla volta, crescendo . . . che c'erano donne separate, ragazze madri, convivenze omosessuali . . . ecc ecc!
Forse, ero io che ero ingenua, le nostre mamme, che sapevano vedere, al di là di queste situazioni, le persone . . . o forse i problemi erano più terra terra e si pensava più a quelli che a tante teorie astruse!
Ciao a tutti, con simpatia R
utente anonimo

#49   04 Febbraio 2008 - 13:09
 
Discorso alla Romano Prodi:

"Ma noi... noi dobbiamo renderci conto che la famiglia è prima di tutto un luogo dove la gente si vuole del beeeeeeeheheheeeeneeeeee.......
e quando la gente si vuole del beeeeeneeee.... tutti questi piccolo particolari... papaà maschio, mamma femmina..... diventano ir-ri-le-van-ti..."

Parra
utente anonimo

#50   04 Febbraio 2008 - 13:10
 
Scusate, mi è sfuggito il dito "piccolI particolari"

Parra
utente anonimo

#51   04 Febbraio 2008 - 13:33
 
Avete pensato che trattare dell'aborto come cosa che riguarda esclusivamente l'eventuale madre e non l'altrettanto eventuale padre è di per se stesso considerare la donna solo un incubatrice?

Mara nada.
utente anonimo

#52   04 Febbraio 2008 - 15:16
 
Sono d'accordo con Mara Nada: è uno scandalo che la 194 dia un potere illimitato alla "donna" (perché poi non parlare di "madre"? Ah, già, oltre a essere politicamente scorretto, è un termine bandito dalla 194)... penso che se qualcuno proponesse di modificare la legge sull'aborto in modo che anche il padre possa dire la sua ci sarebbero ulteriori levate di scudi delle (sedicenti) femministe... avete presente? "L'utero è mio e me lo gestisco io!" Sono state proprio le sedicenti femministe & abortiste le prime a autoeleggersi come semplici "incubatrici"...

Parra
utente anonimo

#53   04 Febbraio 2008 - 15:18
 
Per quanto riguarda il topic, invece, vorrei indicare il seguente articolo:
http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=7877
Il Mondo Nuovo è già cominciato!

Parra
utente anonimo

#54   04 Febbraio 2008 - 15:32
 
#52:
Sapete che in Italia esiste anche il diritto a rifiutare la cura?
Se ne è servito anche il precedente Papa.
Se la persona è incapace di intendere e volere, la decisione spetta naturalmente al tutore legale, che per i bambini ed i feti abortiti sono i genitori.
Se i genitori rifiutano le cure ai feti abortiti......

Mara nada
utente anonimo

#55   04 Febbraio 2008 - 17:47
 
nada...
sto incominciando a credere veramente al buddhismo.
per lo meno alle tesi sulla circolarità del tempo.
sei appena arrivato al racconto di philip dick sulle pre-persone che mi avevano fatto conoscere berlicche.

adesso riprendono i post nell'ordine dei successivi a quelli? :-)

diavoletto di Maxwell.

p.s.
per non litigare con il mio coniuge (non ne rivelo il sesso per non offendere nessuno), abbiamo deciso tirando una monetina che esso è il genitore A e io il genitore 1.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diavomaxwell

#56   04 Febbraio 2008 - 18:47
 
mara io invece sto pensando che tu sia completamente... scema,
ed è inutile che cerchi di fare passare il salvataggio di un bambino indifeso con una parodia del così detto accanimento terapeutico,
ma perche ti nutro ancora?
scusate lo sfogo ma la delicatezza con cui questo troll da 4 soldi affronta certi argomenti non penso meriti guanti di velluto.
brandavide
brandavide
utente anonimo

#57   04 Febbraio 2008 - 21:36
 
Lo aspettavo questo post...
a me suggerisce riflessioni sul legame tra le parole ed i fatti.
@ Diavomaxwell
Soluzione davvero elegante e geniale.
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#58   04 Febbraio 2008 - 22:26
 
@ ermanno: è che l'autore del blog non ama le ripetizioni, ma se vuoi possiamo sfinirci in pvt :)

anche io mi baso sull'esperienza e ti assicuro che è molto diversa da quanto la dipingi...

@ berlic: ehm. E' omofobico.
Darmi dell'anormale o sputarmi addosso o insultarmi è un comportamento omofobico.
Che ti bruci la codina di paglia o meno ;)

Si parla di insulto omofobo perchè era la sezione apposita. Che serve proprio perchè viene spesso lasciato correre, a differenza del razzismo.
Secondo te va protetto il discriminatore e non il discriminato?

Non mi pare affatto stupido impegnarsi per evitare che altri ragazzini vengano linciati verbalmente o fisicamente come già successo in scuole inglesi.
E, sempre se l'avessi letto, avresti notato che la parte incriminata sono due righette del cavolo in un'ottantina buona di pagine, che però non consideri neppure perchè - forse inconsciamente - non consideri l'omofobia un problema ma quasi, paradossalmente, un diritto.

La natura comprende l'omosessualità e anche l'omogenitorialità, a dire il vero.
E credo che per genitori si debbano intendere le persone che ti amano, ti crescono e si prendono cura di te.
Cos'hanno in mezzo alle gambe mi importa poco, sinceramente.

E ti assicuro non mi sto facendo del male. Anzi, sono piuttosto felice al momento.

@ Claudio: non siamo animali ma secondo te siamo comunque equivalenti per vincolo affettivo a cane e padrone e non a marito e moglie o fidanzato e fidanzata. Magari non te ne sei accorto consciamente ma è quello che si evince dal ragionamento... (e ora taccio se no berlic mi bastona)

Quanto alle famiglie allargate, non ho nulla in contrario. Ho invece qualcosa in contrario quando leggo che il 95% degli abusi sulle donne avvengono per mano dei mariti, quindi SI', decisamente per me conta l'amore.

@ fratollo: appunto... dati di fatto.
E un dato di fatto è proprio la pluralità di forme familiari.
Due persone che adottano non sono forse genitori? O sono badanti?
Non offenderti per i fatti.

Tatto è non riversare i propri eventuali pregiudizi verso i genitori di un bambino sul bambino stesso, oppure girarsi dall'altra parte quando uno studente anche solo additato come "gay" viene vessato.
Anzi no: non è tatto, hai ragione, è umana decenza.

Uhm, no, non era tanto quanto donna ma in quanto primate e non quadrupede. Se avessi avuto un pene avrei usato il maschile "cane", ma avendo invece un diverso apparato ho usato il femminile.
MisogIno, non misogEno.
Ho una vagIna infatti non una vagEna ;)

Non prendertela, ma come provocazione non era particolarmente sensata. Faccio fatica a seguire un processo il-logico di questo tipo. Ma tranquillo, lo so che è inutile parlarne, lo sappiamo benissimo di essere su due versanti opposti e rimarcarlo con puerili punzecchiature è del tutto superfluo. Perciò buona vita, mon chere. Così non diamo fastidio a chi ci ospita, tra l'altro.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Leilani

#59   05 Febbraio 2008 - 00:13
 
Mi verrebbe voglia di scrivere tanto... Faccio ammenda per il mio errore di ortografia, misogino (deriva dal greco "gunè, gunaikòs" in effetti in cui la ypsilon, per un fenomeno che mi pare si chiami "apofonia", tende ad assumere il suono "i" in luogo del suono "u" - non riesco a fare la dieresi quindi leggasi come una "u lombarda) Al liceo ho studiato queste cose, ma un errore può capitare, o no?

Ah comunque visto che parli di "primati e non quadrupedi" perchè non presenti ad ermanno qualche bella bertuccia? Io non parlavo di genere parlavo di specie... La differenza la conosci?
Mi pare che parlare di zoofilia significhi di parlare di animali no? Volevi sapere se il termine zoofilia nell'accezione di ermanno parificava il suo cane alla tua ragazza, visto che è il tuo ragionamento che vorrebbe basarsi solo sull' (mi daresti una definizione di amore per piacere?) mi sembra evidente che è l'ideologia che tu stesso promulghi che prima o poi porterà a rivendicare il diritto di sposare i propri animali e che vorrà attribuire ad essi la stessa dignità di una persona (l