Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Era una bella mattina, e il sentiero si snodava tra i pini. Il filosofo camminava, e mentre camminava pensava.
"Ma insomma, di questo Dio, che prova ho? Dicono che è onnipotente, che ha creato il cielo e la terra, ma sono solo fandonie, chiacchere...Non esiste un Dio del genere. Se esistesse, dovrebbe rivelarsi a me; se veramente amasse gli uomini, e volesse salvarmi come dicono i preti, allora dovrebbe accogliere la mia sfida...la sfida che io gli lancio. Se mi esaudirai, Dio, io crederò in te!"
Il filosofo aprì le braccia, alzò la testa e urlò: "Dio, fatti vedere! Mostrami tutta la tua potenza!"
L'eco del suo grido si spense lentamente. Una coppia di uccellini lo commentò con un vivace ciangottìo e volò via, nell'aria tersa. Tutt'intorno le montagne continuarono ad innalzarsi indifferenti e i pini a stormire leggeri nella brezza profumata dei fiori primaverili, che ricoprivano i prati d'intorno come un manto. Lo studioso cercò nel cielo un segno, qualcosa, ma questo rimaneva ostinatamente azzurro e sereno. Niente sembrò cambiato all'occhio del filosofo.
"Ecco, si disse, avevo ragione. Dio non risponde alla sfida. Ma - pensò il filosofo, avviandosi verso le quattro case del vicino borgo - io so essere generoso, e quindi voglio dare a Dio un'altra possibilità. Se non può rivelarsi personalmente, magari può mandarmi un santo. Ecco quello che ci vuole. Un santo: lo conoscerò e gli farò le domande su Dio a cui la divinità non vuole rispondere di persona. Quindi, Dio: se ci tieni veramente a salvarmi, mandami uno dei tuoi, un santo: se me lo manderai io crederò in te!"
Il filosofo si guardò attorno, ma non v'era nessuno. Solo una vecchierella, seduta accanto alla soglia della sua povera abitazione, filava la lana biascicando non si capiva quale filastrocca con la bocca sdentata. Nessun santo veniva per il sentiero, e anche la chiesetta era chiusa, serrata. Forse, aspettando qualche minuto...
La giornata era calda e il filosofo era già sudato per il gran pensare. "Signora, scusi, avrebbe un po' d'acqua?" La vecchierella interruppe la sua occupazione, si alzò a fatica ed entrò in casa, uscendone poco dopo con un bicchiere d'acqua fresca. Il filosofo lo prese, mormorando un ringraziamento. Lo sorseggiò, continuando a guardarsi in giro. Non arrivava nessuno. Finì l'acqua, e restituì il bicchiere alla vecchietta in attesa. "Grazie, buona donna. Arrivederci".
"Che Dio la benedica", gracchiò l'anziana, rientrando zoppicante in casa. Il filosofo guardò l'orologio. Si stava facendo tardi, inutile aspettare ancora. Occorreva arrendersi all'evidenza: Dio aveva fallito anche la seconda prova.
Il sentiero portava all'antico ponte in pietra, che si diceva eretto dal diavolo. Superstizioni, ovviamente: come Dio non esisteva, anche il diavolo era una invenzione, pensò il filosofo. Però, per esserne proprio certo, avrebbe lanciato la sua terza sfida a Dio. Se Dio non era stato capace di rivelarsi, e neanche di trovargli un santo, forse con un dannato la cosa sarebbe riuscita. Ecco, quindi, la terza richiesta: Dio, se esisti, allora fammi vedere un dannato. Una di quelle creature infelici che ti sono distanti, ti disprezzano e che sono destinate all'inferno, rifiutando la tua salvezza. Magari la vista di uno di quei miserabili potrebbe convincermi della tua esistenza. Un dannato, su questo ponte: in modo che, vedendolo, possa credere in te."
Il filosofo salì sul ponte. Si guardò a destra, si guardò a sinistra: nessuno. Sul ponte c'era soltanto lui. Guardò anche in basso, verso il torrente che in quel punto scorreva tranquilllo, e l'acqua gli rimandò la sua immagine corrucciata e nient'altro.
Il filosofo sospirò. Come prevedeva, Dio non aveva raccolto neanche questa sfida. Si avviò verso l'albergo, fischiettando più leggero, cancellando dalla sua mente l'idea balzana di una divinità che parla all'uomo.
Senza rendersi conto che Dio aveva risposto a tutte e tre le sfide.


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