Il cielo visto dal basso
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Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Ho freddo. Ho solo il pigiama, quello che avevo addosso quando mi hanno preso. Qui sotto è umido. Gocce d'acqua si condensano sulle pareti di cemento a vista. La sedia è dura e scomoda. Il neon emette una luce fredda, livida. Mi prude un piede, ma non oso grattarmi. Il funzionario sta esaminando un fascicolo pieno di carte, girandole una ad una oziosamente. Non sorride.
Il fascicolo è intestato a mio nome. Non so cosa contenga. Non mi ha guardato una sola volta da quando mi hanno portato in questa stanza.
Dietro di me sono in due. Percepisco la loro presenza, senza voltarmi. Hanno mani robuste, che sanno fare male.
Il funzionario alza lo sguardo, come se solo adesso si fosse accorto di me. Mi guarda per un momento, poi mi porge il foglio che sta leggendo. La sua voce è venata di noia e di disprezzo.
"Cos'è questo?"
E' la stampa di una pagina web, fatta con una stampante laser con il toner quasi esaurito.
"E'...una stampa del mio blog". Alcune parti sono cerchiate a pennarello.
"Quindi ammette di avere un blog."
"Sì, certo. E' dal 2004 che..."
"Quindi nel 2007 possedeva già il blog."
"Sì"
"E come mai questo blog è stato registrato solo nel...2008?"
Lo guardo perplesso. "Come?"
"Le ho chiesto come mai ha atteso il 2008 per registrare il suo sito. La legge che impone la registrazione obbligatoria di tutti i siti è del 2007."
"Ma...nessuno lo ha fatto subito. Era una norma così..."
"Voi integralisti pensate sempre di essere speciali."
Taccio. Lui fruga nel fascicolo.
"Riconosce questo?"
Mi porge un altro foglio.
"Certo...l'ho scritto io. E' un post del mio blog."
"Cosa dice?"
"Dice che...uno stato non dovrebbe stabilire norme che urtano la legge naturale..."
"La Stato è la fonte di tutte le leggi. Non c'è altra legge che quella che lo Stato promulga."
Il silenzio si allunga, mentre sfoglia la cartellina.
"Qui ha criticato la nuova legge sull'aborto. Qui invece protesta contro la soppressione di alcuni movimenti religiosi. E qui...nega la legge sulla eutanasia obbligatoria. Quindi ritiene che una persona non dovrebbe avere la libertà di fare quello che vuole con il proprio corpo?
"E'...la Chiesa che lo dice..."
"Quindi privilegia una potenza straniera sopra il nostro governo. Tipico di voi cattolici. Volete imporre a tutti il vostro credo intollerante. Ma è tempo che questo finisca."
Si appoggia all'indietro sullo schienale della poltrona.
"Se voi cattolici vivete è perchè lo Stato vi concede il diritto di vivere. Lo Stato vi lascia fare quello che volete fintanto che non pretendete di sapere cos'è giusto e cosa è sbagliato. E riconosciate che la vostra verità è solo una tra le tante.
Potremmo anche lasciarvi stare, se ve ne steste tranquilli nella vostra parrocchia a celebrare i vostri inutili riti. Non ci dareste nessun fastidio. Ma nell'istante in cui diventate pretenziosi e intolleranti e cominciate a disturbare è nostro preciso dovere eliminarvi, per il bene e la tranquillità di tutti."
Deglutisco. "Io..."
"Zitto. Non ti ho dato il permesso di parlare. Questo che ho qui - e martella su un fascicolo - parla di chiaro intento di sedizione. Hai fatto parte di movimenti fondamentalisti disciolti e illegali; hai avuto un blog su internet sul quale facevi discorsi diffamatori che incitano chiaramente al tradimento nei confronti dello Stato. Hai criticato servitori dello Stato, e hai espresso opinioni non confacenti alla moralità pubblica. Non mi stupirebbe sapere che sei pagato dalla CIA, o dall'opposizione. Quindi rispondi: sei stipendiato da qualche potenza straniera, dal Vaticano o altri?"
"No! Assolutamente!"
"Quindi non vuoi firmare questa confessione?"
"No, non potrei mai..."
"Questo è quello che dici tu. Vedo che non sai essere morbido. Tipico degli integralisti. Hai bisogno di chiarirti un po' le idee."
Fa un cenno. Mi afferrano per le braccia, mi fanno alzare, mi trascinano verso la porta.
Mentre cammino a piedi nudi, scosso da brividi, il mio cervello vortica nel terrore. Quasi inconsciamente comincio a comporre mentalmente un post in cui racconto quello che mi sta accadendo.
Come se potessi ancora pubblicarlo.
Come se fossimo prima della repressione.


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