Il cielo visto dal basso

Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio.
E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.
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da Marzo 2005:
Questo post è crudele.
Quando facevo servizio sulle ambulanze, l'ho già scritto, ho preferito fare il barelliere piuttosto che l'autista per un duplice scopo: volevo stare vicino alla persona in difficoltà, ed imparare lo sguardo della sofferenza. Ma spesso la compassione, il sentimento, posso velare la ragione, possono rendere difficile comprendere quanto accade. Perchè le lenti del nostro cuore distorcono la luce degli avvenimenti. E' evidente nel caso dell'innamoramento, ma accade continuamente. E quindi oggi voglio fare con voi un ragionamento freddo, puntuale.
Siete in una stanza, bianca, spoglia. C'è un letto. Davanti a voi c'è un giovanotto robusto, alto, abbronzato. Lo chiameremo W. Vi porge una siringa. Vi dice: "Io morirò, prima o poi. Non capisco perchè valga la pena aspettare, la vita in fondo è inutile. Questo è sedativo. Iniettatemelo, io mi sdraierò sul letto e voi mi soffocherete con il cuscino."
Cosa fareste? Vi ritirereste, inorriditi? O fareste come chiede, privilegiando la sua libertà di fare quanto ritiene con la sua vita?
Cambiamo lievemente.
La stessa stanza, la stessa persona. Viene verso di voi, ma questa volta è più tirato, zoppica lievemente. Mentre parla di tanto in tanto si vede che ha delle fitte. Dice "Io morirò, prima o poi. Questa gamba continua a farmi male. Non capisco perchè valga la pena aspettare. Questo è sedativo. Iniettatemelo, io mi sdraierò sul letto e voi mi soffocherete con il cuscino."
Cosa fareste? Vi ritirereste, inorriditi? O fareste come chiede, privilegiando la sua libertà di fare quanto ritiene con la sua vita?
Cambiamo ancora.
Ancora la stessa stanza, la stessa persona. Questa volta è su una sedia a rotelle, che spinge con le braccia. Si rivolge a voi e dice "Io morirò..."
Ancora. Questa volta è nel letto. Vi porge la siringa...
Ancora. Questa volta è immobilizzato, attaccato ad un respiratore; si muovono solo gli occhi, che indicano una lettera che dice "Io morirò..."
Cosa fareste? Tracciate una linea, o vi rifiutate? Se tracciate una linea, dove la tracciate? Perchè quella linea indicherà per quale motivo vale la pena vivere: la piena salute, il camminare, l'essere autosufficienti...indicherà cosa distingue la misericordia dall'omicidio, l'uomo dal non-uomo.
E' crudele, è vero. Ma voglio essere ancora più crudele.
W è morto. Chi ha fatto questo, ha esaudito il suo desiderio, può essere chiamato omicida? No?
E allora facciamo un'altra ipotesi. Il miracolo.
Ah, voi direte, il solito cattolico...No, non intendo dire questo.
Nella stanza di un altro ospedale, un medico inietta una sostanza nelle vene di un altro uomo nelle stesse condizioni di W. Quella siringa contiene un mix di cellule staminali e altre sostanze. Nel giro di una settimana, il paziente è in grado di compiere piccoli movimenti con le parti prima paralizzate. In un mese, ha recuperato il 30% delle funzionalità. In sei mesi, l'80%. La cura miracolosa, per cui si sono fatti tanti investimenti e tanto si è lavorato, è finalmente arrivata. La scienza ha vinto.
Ma il paziente W, che avrebbe potuto beneficiarne, è morto. Come chiamereste chi glielo ha impedito?
Domande dolorose, che spezzano le lenti, a cui dobbiamo rispondere. Non qui.

