Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Blogger: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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martedì, 19 giugno 2007
Il Berlicche che c'è in me

Così è successo. Grazie ad un assiduo lettore sono stato invitato a tenere, per la prima volta, una conferenza non con il mio nome ma in qualità di Berlicche, l'immondo figuro che è solito sciorinarvi i suoi pensieri su questo blog.
E per di più di fronte ad un pubblico difficilissimo, anzi, forse la platea più esigente che un oratore possa temere di affrontare.
Ragazzi.
Bene, ragazzi eccezionali, c'è da dire questo. Che un discreto numero di adolescenti possa liberamente allocare un'ora di un assolato sabato pomeriggio, a scuole chiuse, per ascoltare un tipo strano come me... vuol dire che c'è qualcosa che in loro colpisce l'occhio. Certo, irrequieti e irriverenti; certo, difficili da tenere fermi; ma tuttavia lì, e lì fino in fondo, ad ascoltare attenti.
Ora, io non ho carisma, lo so. Però, oltre a una certa abitudine a parlare in pubblico, sono portatore sano di esperienza, e l'esperienza è giusto quello di cui un adolescente ha bisogno come l'aria.
Perchè l'adolescenza è il momento in cui cerchi di capire chi sei, e cosa vuoi essere. Oh, me lo ricordo bene...E di fronte a tante parole vuote, una vita vissuta colpisce certo di più.
E così ho cercato di dire loro della necessità di stare svegli di fronte ad ogni provocazione della realtà; di domandare sempre perchè; di non perdersi nel sogno, ma di battersi e confrontarsi con il mondo. Partendo da me e dalla mia vita.
Come a me è stato insegnato, e non cesserò mai di ringraziare per questo; e il modo migliore per farlo è di ridirlo a mia volta.
Ecco, io non pretendo che ricordino tutto quello che ho detto, o che ci credano, o che lo mettano in pratica. Ma si rammentassero anche solo una parola, nel momento decisivo che certamente arriverà, e questa parola gli fosse d'aiuto...allora non sarà stata un'ora sprecata, nè per me nè per quei splendidi cavalieri che ho avuto l'onore di incontrare.

Una lettera di berlic | link | commenti (16) |
meditabondazioni


Commenti
#1   19 Giugno 2007 - 19:00
 
ke culo ke hai avuto ç_ç anke io vorrei dire quello ke penso ad un pubblico... >.
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#2   19 Giugno 2007 - 19:01
 
scusa riscrivo quello ke nn è venuto nel commento precedente: mi piacerebbe molto parlare al pubblico di cio ke penso anke se nn ho molta esperienza cm oratrice e x di più balbetto :D ma vabbè cmq è una bella cosa davvero! il tuo blo è carino e anke le parole del post sn belle^^
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#3   19 Giugno 2007 - 21:43
 
Ragazzi fortunati...
e anche noi, adulti fortunati!
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#4   19 Giugno 2007 - 23:27
 
L'esperienza, quella vera, quella reale, quella concreta, quella che ti apre al destino per cui sei fatto,
è ciò che abbiamo tutti bisogno come l'aria per respirare...ma gli adolescenti anche e sembrano irruenti, distratti, disattenti, sanno riconoscere meglio degli adulti ciò che gli corrisponde.
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#5   20 Giugno 2007 - 08:46
 
ahi ahi...
mi stai suscitando un ingiustificata invidia...(perchè immagino benissimo come avrai parlato a quei ragazzi, mentre io vorrei una folla acclamante...ogniuno ha le sue debolezze , sigh.)
a me un balcone! ;)
caposkaw
utente anonimo

#6   20 Giugno 2007 - 09:38
 
Forse non ho saputo descrivere bene la sorpresa di essere stato chiamato a parlare...vale a dire, è stato l'ennesimo frutto inaspettato di una esperienza inaspettata nel suo svolgersi, e che ancora una volta dimostra quanto la realtà sia molto più sorprendente di quanto possiamo immaginare.
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#7   20 Giugno 2007 - 09:47
 
Beh Berlic,

le tue parole di sabato scorso sono state come dei semi posti nell'animo dei ragazzi che, a tempo debito e a Dio piacendo, fruttificheranno inaspettatamente.

Se il male fatto lascia sempre e comunque delle "tracce" (e che solo il Signore Gesu' e' in grado di rimettere a posto) a maggior ragione anche il bene fatto, anche se invisibile, lascia delle "tracce" (e che il Signore Gesu' fara' fiorire).

Buona giornata in Cristo Gesu' a te e a tutti.

R.
utente anonimo

#8   20 Giugno 2007 - 13:31
 
Non posso esimermi dal commento.
Parlare ai ragazzini è difficile e riempe di responsabilità, poteva essere motivo di rifiuto, ringrazio ancora per la disponibilità. A volte propongo cose inaspettate è il mio stile, spesso mi accorgo però che in fondo sono aspettate. :-)
Un brusio c'è stato quando hai accenato al diavolo che c'è e tenta, non gli sembrava possibile, hai fatto l'esempio su come in quel momento venissero tentati a far casino, ed era vero. Bel colpo!
Quello che mi premeva per loro, lo ribadisco qui, è che si capisse che chi ha un dono lo deve usare, che le nuove forme di comunicazione hanno dei limiti e ti possono imprigionare ma nello stesso tempo creano spazi che questi spazi si possono usare bene (per il bene), il terzo è quello che hai descritto tu, le provocazioni della realtà a cui bisogna stare davanti.
D'altra parte più della metà ha alzato la mano alla domanda "Chi usa Messanger?"

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#9   20 Giugno 2007 - 14:03
 
... leggendo i commenti ..."a dio piacendo"... "e che il Signore Gesu' fara' fiorire" mi chiedo se sono state delle parole libere le tue?
Parole libere significa: libere dalla tua fede, libere dalle tue ragioni, libere dai tuoi trascorsi, perchè il passato di tizio non è lo stesso a quello di caio.... e le mie ragioni possono essere diverse dalle tue... e soprattutto perchè "La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta."
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#10   20 Giugno 2007 - 14:18
 
#9 Pensi proprio come fan tutti che libertà e fare ciò che si vuole, ciò che pare e piace...ma rinnegare ciò che sei è veramente il massimo!!!!
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#11   20 Giugno 2007 - 14:23
 
Ciao Errare,

dici che:

"la liberta' non sta nello scegliere tra bianco e nero" e, su questo potrei essere anche d'accordo, perche' la liberta' non e' una semplice scelta (cioe' non si riduce semplicemente nello scegliere).

Continuando dici:
"...ma (la liberta' sta) nel sottrarsi a questa scelta prescritta" e qui, invece, non sono d'accordo perche' invece la liberta e' adesione all'Essere (cioe' al "bianco", alla Luce, e non al "nero", le tenebre).

Errare, non possiamo mai sottrarci alla nostra liberta': "Chi non e' con me e' contro di me", dice Gesu'.

Quanto alla prima parte del tuo post, mi proponi semplicemente una "dissociazione" di quello che io sono dalle mie ragioni, dalla mia fede, ecc. e, sinceramente, mi pare improponibile perche' parto sempre dalla mia esperienza (almeno ci provo!)

Un salutone,
R.
utente anonimo

#12   20 Giugno 2007 - 15:37
 
Se tolgo le mie esperienze, se tolgo le mie ragioni, se tolgo la mia fede, cosa rimane?
Il nulla.
E il nulla non solo non ha niente da dire, ma non interessa a nessuno.
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#13   21 Giugno 2007 - 21:51
 
ciao, sono una di quei ragazzi che sabato hai incontrato.Ci tenevo a ringraziarti per la tua disponibilità, sabato mi hai "messo davanti" al concreto della nosrta vita.Ci hai detto che ogni volta che approfondisci un argomento con qualcuno ti accorgi che ciò che dice la Chiesa è vero, che nn vai incontro a qualcosa che nn esiste, che nn sprechi le tue giornate per dire fesserie, ma ogni giorni vivi la tua vita con fede, perchè ciò in cui credi è reale.La nostra vita è reale.Queste parole per me hanno contato molto, perchè vuol dire che nn spreco la mia vita, i miei giorni e le mie ore per inseguire qualcosa che nn esiste;malgrado gli insulti continuo a credere.Io e tantissimi ragazzi con qui ho parlato al termine del nostro incontro siamo rimasti profondamente colpiti dalle tue parole, nn è scontata la tua disponibilità.Penso di poterti dire un grazie da parte di tutti i cavalieri.
utente anonimo

#14   21 Giugno 2007 - 22:31
 
Grazie a voi, di cuore, per esserci stati.
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#15   29 Ottobre 2007 - 17:21
 
Sono ricominciati gli incontri con i cavalieri...

Da me c'è un po' di te...
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#16   30 Ottobre 2007 - 10:30
 
@12 Berlicche:
Le tue esperienze sono apprese, quindi non sono te, ti appartengono semmai, così è per le ragioni e la fede.
Tolto quel che hai, rimane quello che sei, da prima che imparassi cosa sei.

Mara nada.
utente anonimo

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