Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Utente: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


lunedì, 23 aprile 2007
Il cattivo gusto delle patatine

La pubblicità è sempre stata una parte importante del commercio. Qualcuno dice che ne sia l'anima, e in tal caso direi che il commercio ne avrebbe di che preoccuparsi.

Sono ormai lontani i tempi in cui casalinghe linde e ordinate sorridevano promettendo bucati meraviglia.
I testimonial moderni sono scoiattoli con una strabiliante aerofagia, patate menefreghiste con problemi analoghi, suore e monaci improbabili e gaudenti, uomini\donne\gay\travestiti che mediante citazioni kubrike misto sadiane promettono piaceri non propriamente casti ai fruitori di orologi\gioielli\aperitivi\vestiti(?).
Quello che una volta poteva essere celato in proiezioni subliminali adesso è alla luce del sole, anzi, sotto i riflettori.

D'altra parte è lo scorretto, il morboso, il pecoreccio che sembra attirare. O almeno così sono convinti i pubblicitari. Da parte mia, qualche dubbio ce l'ho. Scatterà il meccanismo di identificazione della casalinga media della periferia torinese con la modella linguafrullante? I fornicatori volanti invoglieranno all'acquisto della bevanda con le loro performance aeree? Sembra che la descrizione del prodotto venduto sia l'ultima delle preoccupazioni.

Sigh. D'altra parte ho la dispensa piena di cereali comprati solo per il regalo connesso, ed acquistare un sacchetto di patatine che non abbia orribili ammenicoli all'interno è esporsi a pianti e tragedie. Probabilmente, quando c'è a disposizione troppo di tutto, il vero, il nucleo di vero che nel tempo della mancanza era il sogno e il desiderio, diventa indifferente. Il gelato, la bevanda, la bellezza, la libertà non sono mai apparsi così svalutati come oggi che ognuno può averli. E ad essi si preferisce il gadget.

Ma attenzione a dire che abbiamo toccato il fondo. C'è ancora modo di scendere, come l'annessa foto di pacchetto purtroppo conferma.

Una lettera di berlic | link | commenti (35) |
diavolerie e cattiverie, meditabondazioni


Commenti
#1    23 Aprile 2007 - 17:11
 
Cosa dirà la scritta? "Buono come un calcio nei ......."?
Correranno tutti a comprarlo, immagino...
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#2    23 Aprile 2007 - 18:24
 
In effetti pare che dica:
"denki anma fukkatsu", ovvero "Fatto rivivere da uno strizza-noci elettrico".

Se desiderate davvero saperne di più proseguite la lettura...

電気アンマ (pronunziato "denki anma", dove 電気 vuol dire elettrico) vuol dire poggiare il piede sui gioielli di un tizio e poi farlo vibrare (riporto solo, non ho mai provato nè ci tengo in nessuna maniera...). Pare sia un "passatempo" popolare in quel del Giappone. Gli ultimi due kanij 復活 (pronunciato "fukkatsu") significano "resuscitare".
Il protagonista dell'immagine è tal Taitsu-kun (Letteralmente "amico in tutina") che pare il protagonista di una serie a fumetti nipponica e che -nonostante la mia esibita conoscenza di tale argomento - per mia fortuna non avevo mai sentito nominare.
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#3    23 Aprile 2007 - 18:44
 
Non mi dire che conosci il giapponese ...... complimenti!
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#4    23 Aprile 2007 - 19:06
 
In tema di patatine, in Italia ne abbiamo viste quasi di peggio...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vitus81

#5    23 Aprile 2007 - 19:34
 
Rocco Siffredi ....beato lui..........
beato lui......
utente anonimo

#6    24 Aprile 2007 - 00:46
 
Eppure, di bellezza ed armonia, in Giappone sanno essere degli esperti...
Ma tu li capisci i Giapponesi, Berlic?:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Crosta

#7    24 Aprile 2007 - 03:46
 
Trovo che la pubblicità sia uno strumento anticristiano, che spinge la gente al consumismo e alla dipendenza del superfluo.
In un certo senso il capitalismo é anticristiano.

Della pubblicità non mi da fastidio il cattivo gusto con cui viene spesso realizzato, bensí la sua inutilità, dato che, come dici bene tu, non dice nulla del prodotto, anzi spesso dice il contrario di ciò che realmente è.

Anonimus
utente anonimo

#8    24 Aprile 2007 - 09:56
 
xAccalarenzia: pochissimo e male. Le traduzioni sono di gente molto più giapponesizzata di me...basta seguire il link nel post.

xVitus: non mi era venuto in mente, ma mi pare sia in linea. Sul "beato" non sono così sicuro. Che differenza c'è con una di quelle che vendono patate al bordo strada la sera, a parte il livello medio dei partner? E' sempre scollare il proprio essere dal proprio fare.

xCrosta: di tanto in tanto, a forza di leggere. Ho poca esperienza diretta. A mio parere, sono un esempio pratico e fulminante di come la mancanza di Cristo possa portare la violenza sugli altri uomini a livelli difficilmente immaginabili, pur in mezzo ad un formalismo e moralismo a noi (fortunatamente) ignoti.

xAnonimus: il capitalismo è anticristiano, nel senso che erige il denaro a dio. Rispetto ad altri "ismi" ha che almeno il Dio vero non lo nega esplicitamente.
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#9    24 Aprile 2007 - 10:51
 
Chi vede Dio nelle patate.
"Un uomo vivo, curioso del significato di tutto, che voleva comunicarlo agli altri, con cui cercava immediatamente un paragone. Era un provocatore, non lasciava indifferenti. Il suo era uno sguardo pieno di simpatia nel senso greco: uno che patisce insieme, uno sguardo positivo e curioso. Era un prete strano, uno che per vivere il cristianesimo lo rifaceva al momento. Una volta l’ho sentita riferire: bisogna trattare Dio come le patate… Don Gius me lo disse al ristorante: per me Dio è come queste patate, per dire della familiarità con cui trattava il mistero.
(Cesana)"
MG

utente anonimo

#10    25 Aprile 2007 - 09:16
 
Ci sono elementi nel mercato che testimoniano quanto poca stima si ha per l'uomo, quanto poco uomo lo si consideri ma solo strumento docile di progetti economici.
C'è un però.... il mercato con tutte le sue strategie di imbonimento ci lascia liberi di scegliere...... quindi sta a noi essere uomini......... Nella storia al contrario ho visto ideologie che hanno cercato di imporsi con la forza lavando le loro utopie in fiumi di sangue. Concludendo preferisco criticare e scegliere.....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ErmannoDiSalza

#11    25 Aprile 2007 - 12:00
 
Sono d'accordo sul fatto che il Capitalismo é anticristiano perché deifica il denaro. Ma non é tutto.

Ci sono altri -ismi, legati al Capitalismo che ritengo siano anti-cristiani: il consumismo, soprattutto del superfluo, linfa vitale del capitalismo. Intendiamoci, io non sono un'utopista marxista, riesco a riconoscere alcuni pregi del sistema capitalistico, ma il sistema in cui si é trasformato ultimamente, non va più bene, sia dal punto di vista economico che cristiano.

Per decenni ci hanno insegnato a scuola che le risorse naturali sono illimitate, pertanto la sostenibilità del sistema economico capitalistico era garantito (sappiamo che si basa sulla crescita costante della produzione, della circolazione di denaro e dei consumi).

Cristianamente non ci sarebbe stato niente da eccepire. Ben venga un sistema che offre beni e servizi essenziali (e non).

Oggi stiamo capendo che qualcuno ci ha preso in giro. Le risorse naturali del pianeta non sono affatto illimitate, le abbiamo usate per decenni per creare beni e servizi per la maggior parte superflui e per giunta solo per una minoranza. Abbiamo sottratto e stiamo tutt'ora sottraendo risorse naturali a popolazioni piú povere per aumentare ancor di piú la nostra ricchezza.

Un esempio, tra centinaia.
In Africa ci sono milioni di persone senza corrente elettrica, ed allo stesso tempo ci sono anche grandi centrali idroelettriche che riforniscono industrie di alluminio (alluminio usato per produrre lattine, armamenti, munizioni e polvere da sparo - solo una minima parte viene usata per fare automobili aerei e treni).
Questo é un esempio di un sistema che trovo anticristiano, tanto piú che l'alluminio delle lattine viene raramente riciclato e riutilzzato poiché l'elettricità prodotta in africa, sudamerica, asia costa cosí poco da far concorrenza al prezzo dell'alluminio riciclato.

Evito di parlare dell'enorme quantità di gas serra prodotti dalle fonderie di alluminio, delle devastazioni provocate dalle miniere di bauxite, per non passare da semplice ambientalista (cosa che in certi ambienti viene incredibilmente considerata una colpa). Infatti evito di far notare che la mancanza di rispetto verso la natura é anch'essa anticristiana.
In proposito linko questo sito:
http://www.greenaccord.org/portale/default_it.asp
(Associazione culturale per la salvaguardia del Creato)

Ermanno parla del "libero" mercato. Magari fosse cosí! Non siamo piú liberi di scegliere un sistema migliore.
Il sistema capitalistico non ammette competizione con altri sistemi economici più "cristiani". Al massimo ci lascia liberi di scegliere tra un prodotto e l'altro (e non sempre). Ma siamo obbligati a comprare.. E vi spiego perché:

La pubblicità, che é l'anima del mercato, non ci "imbonisce", ci rende dipendenti dal consumismo e alla fine se ci ribelliamo veniamo additati come "traditori".
Se mia figlia a 8 anni non avrà il telefonino divento un cattivo padre. Avete capito?!
Se decido di usare il mio pc per 8 anni, divento un nemico del capitalismo, perché non faccio lavorare le aziende, non contribuisco ad accrescere il PIL. Divento il nemico della società e vengo subito attaccato.

Alcune risposte al mio commento precedente già lo dimostrano: non appena mi permetto di criticare questo sistema, arriva un "Ermanno" qualsiasi ed accosta, sia pur velatamente, la mia critica ad "ideologie che lavano le loro utopie in fiumi di sangue"..
Come volevasi dimostrare.. Sono già un nemico di questo sistema anticristiano..

Continuerò comunque a combatterlo, nel mio piccolo, e continuerò a smascherare coloro che difendono questo sistema anticristiano solo perché crea loro del benessere superfluo e finto, e lo fanno terrorizzando la gente paventando alternative sanguinarie e sanguinose..

Anonimus
utente anonimo

#12    25 Aprile 2007 - 12:27
 
Ehhmmm piccolo intervento da parte mia che di economia un po ne capisco (almeno credo).

Il marxismo almeno sulla carta è un'ottima teoria. Ma appunto è una teoria...Praticamente non è applicabile perchè si va a scontrare con la natura fortemente egoistica dell'uomo. Ecco perchè in teoria si ma praticamente nn va.

Il liberismo mentre va a braccetto con la natura egoistica dell'uomo. Ed infatti è riuscito a produrre benessere nelle società occidentali, ma c'è un problema....

1)Si basa sul consumo. Senza consumo l'economia si ferma. Perchè come diceva il prof di Economia se C (consumo) sale la produzione aumenta, aumenta il reddito e quindi il consumo. E' un circolo virtuoso. Il problema è dovuto al fatto che le risorse non sono affatto illimitate.

2)La "malattia" di fare profitto porta ad una concorrenza fra gli individui esasperata. Si cerca solo il profitto con tutti i mezzi (leciti ed illeciti), e si tende a schiacciare il prossimo pur di raggiungere il profitto.

3)L'universo economico creato dal liberismo è un universo darwiniano in cui il più forte o furbo va avanti e il più debole viene schiacciato.

In definitiva volendo essere onesti sia il comunismo che il liberismo nn vanno d'accordo con la dottrina cristiana. Questa è la verità anche se voi affermate il contrario.

ASMODEO80
utente anonimo

#13    25 Aprile 2007 - 12:31
 
Ci vorrebbe una società fatta di buon senso in cui ognuno si accontenta di quello che ha, una società in cui il profitto esasperato non sia il solo metro di misura, una società più giusta equa e solidale.

Mah forse rimarrà solo un bel sogno!!!

ASMODEO80
utente anonimo

#14    25 Aprile 2007 - 12:42
 
Concordo con tutto quello che dici tranne che nella frase conclusiva..

Vorrei che ci spiegassi perché la teoria marxista non va d'accordo con la dottrina cristiana. Ci dici solo che in teoria é ottima, ma si scontra con l'egoismo umano e quindi in pratica non va. Ma significa questo non andare d'accordo con la dottrina cristiana? Non trovo il nesso. Illuminami.

Io dico che se davvero praticassimo la dottrina cristiana, limiteremmo il nostro impulso egositico, giusto? Potremmo allora far funzionare anche sistemi piú collettivi, o no?

Comunque, guardando alla realtà, credo che certi bisogni essenziali debbano essere assicurati a tutti, e questo puo' essere raggiunto solo con un sistema economico misto, costantemente vigilato, equilibrato da istituzioni pubbliche forti.

Anonimus
utente anonimo

#15    25 Aprile 2007 - 14:22
 
Forse mi son spiegato male. Il marxismo in un certo senso collima con la dottrina cristiana ma come dicevo messo in pratica è un mezzo fallimento.

La cosa è spiegabile semplicemente: Perchè dovrei lavorare di più o impegnarmi se poi alla fine 100 ho io e 100 hai tu?

D'altronde anche il Cattolicesimo è come il marxismo: Buono in teoria ma non applicabile in pratica.
Questo perchè dietro ogni ideologia c'è l'uomo con i suoi pregi e difetti.

Anche il fatto del sistema economico misto vigilato con istituzioni forti è un buona idea in teoria ma non in pratica.
Infatti chi dovrebbe vigilare non è un robot o una macchina ma pur sempre un uomo. E come tale corruttibile, disonesto ecc ecc ecc.

ASMODEO80

utente anonimo

#16    25 Aprile 2007 - 15:08
 
Asmodeo80, spiegami lo spirito con cui scrivi: sei amareggiato o fatalista? Supponiamo che tu abbia ragione, che qualsiasi sistema si adotti (compresa quella del buon senso in una società equo-solidale che suggerisci) sia destinata a fallire perché la natura umana é egoista, corruttibile e disonesta. Cosa suggerisci? L'inerzia e l'apatia?

Io credo invece che applicare VERAMENTE i valori della dottrina cristiana (per chi é cristiano), insieme a quelli di solidarietà civile (per chi non lo é), ridurrebbe l'egoismo che muove lo spirito umano, e renderebbe possibile un sistema economico di tipo collettivistico, o almeno misto, al contempo capitalistico e collettivistico.

Quello su cui siamo d'accordo é che il capitalismo, con tutti i suoi strumenti, e meccanismo, mercato, consumismo, "sviluppo economico", alta finanza, pubblicità, é anticristiano, e ci sta portando a distruggere il Creato, le relazioni umane, e la nostra stessa anima.

Anonimus
utente anonimo

#17    25 Aprile 2007 - 15:34
 
"La cosa è spiegabile semplicemente: Perchè dovrei lavorare di più o impegnarmi se poi alla fine 100 ho io e 100 hai tu?"

Lo spirito cristiano é appunto questo. Ci si impegna perché siamo cristiani ed auspichiamo che tutti possano avere 100, che é sufficiente ad avere una vita dignitosa e felice, e non 1000, o 10000, lasciando agli altri 10, 1 o addirittura niente.

Anonimus

PS: in questo, come dici bene tu, collima con la teoria teoria marxista..

Possiamo applicare con successo il collettivismo, praticando i precetti del cristianesimo nella vita di tutti giorni, che non significa (solo) fare la carità ai poveri, ma perseguire un sistema di vera equità e redistribuzione delle risorse naturali.

I primi cristiani, compresi quelli che si nascondevano nelle catacombe, avevano adottato un sistema collettivistico, con scambi senza denaro, basato sui valori quali la fratellanza e l'amore reciproco.
Oggi viviamo il cristianesimo buttando 5 euro nel cappello di un povero seduto sul marciapiede, per poi salire su di un auto nuova, comprata dando via una "vecchia di tre anni", per fare 500 metri, contribuendo cosí ad impoverire milioni di persone..
utente anonimo

#18    25 Aprile 2007 - 15:40
 
Il sistema capitalistico è più deleterio di quello marxista perchè crea falsi bisogni (tramite la pubblicità).

Avere la punto o la mercedes aumenta la felicità?
In realtà no, ma la pubblicità ti dice che se vuoi essere qualcuno devi avere la macchina grande, 3 case, la barca ecc ecc ecc.

La felicità umana non è rapportata ai beni posseduti (a meno di vivere nell'indigenza) ma il vero scopo così come il prof di sociologia diceva è il potere!!!
Il denaro non è l'ultimo fine ma il penultimo. L'ultimo è il potere.
L'uomo ha la malattia di voler essere protagonista, di voler dominare, contare essere qualcuno. Qui l'origine di tanti mali.

E in questo senso sono fatalista. L'uomo eredita questa "malattia".
E' il retaggio del meccanismo evolutivo, della lotta tra le razze (e tra gli individui della stessa razza) per la sopravvivenza.

Darwin lo ha spiegato molto bene.

ASMODEO80
utente anonimo

#19    25 Aprile 2007 - 15:42
 
Anonimus allora nn hai capito.
Se in un certo senso marxismo e cattolicesimo collimano, e se il primo ha miseramente fallito....vedi tu...

Quello che non vuoi capire è che nei confronti dell'egoismo umano non c'è sistema sociale, religioso o politico che tenga.

ASMODEO80
utente anonimo

#20    25 Aprile 2007 - 15:58
 
Ora ti sei spiegato meglio, grazie Asmodeo80 :-)

Non é che "non lo voglia capire", é che non riesco a darmi pace.. Sembra che tra tutti gli esseri viventi siamo i peggiori, perché ci é stato dato il dono dell'intelligenza, ma non riusciamo ad usarlo per migliorarci spiritualmente e "umanamente".

Se é davvero come dici tu, tra noi e le bestie c'é ben poca differenza..

Sto leggendo un libro sulle origini culturali della cognizione umana, di Michael Tomasello, che dice che dopo uno sviluppo relativamente veloce, ma che ha impiegato comunque 6 milioni di anni, 200.000 anni fa l'Homo Sapiens inziava a distinguersi dai suoi antenati australopitechi (oltre che dalle caratteristiche fisiche e la grandezza del cervello) dalle proprietà cognitive, che permiso l'homo sapiens di creare i primi sistemi religiosi, sociali, politici, economici..

A che pro, visto che non riusciamo a controllare l'egoismo umano, che ci sta portando all'autodistruzione?

Anonimus
utente anonimo

#21    25 Aprile 2007 - 16:12
 
Non siamo diversi dalle altre bestie.
Anche loro si uccidono per il territorio e per l'accoppiamento.
Stessa cosa che fa l'uomo.

Ti consiglio un bel libro di Piero Angela. Al momento nn ricordo il nome ma ti farò sapere. L'egoismo è connaturale all'uomo proprio per quel retaggio evolutivo di cui ti dicevo prima.
Siamo destinati a sterminarci a vicenda...purtroppo

ASMODEO80
utente anonimo

#22    25 Aprile 2007 - 16:19
 
"Darwin constatò che se prendiamo una data specie di organismi viventi in un dato ambiente come ideale punto di partenza constatiamo sempre che:
1) al suo interno esiste un variabilità di caratteri tra gli individui che la compongono;
2) questi individui si accoppiano e si riproducono in maniera casuale gli uni con gli altri;
3) tra gli individui e con l'ambiente circostante avviene UNA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA E LA RIPRODUZIONE.
4) dopo un certo tempo la frequenza dei caratteri nella popolazione muta e solo quegli individui con i caratteri più vantaggiosi nella lotta interna e con l'ambiente esterno sopravvivono e il loro caratteri sono ereditati e trasmessi di generazione in generazione, gli altri si estinguono. La popolazione dei sopravvissuti è il nuovo un punto di partenza per un nuovo ciclo evolutivo.

ASMODEO80
utente anonimo

#23    25 Aprile 2007 - 17:02
 
Mhmmm… vedo che tocchiamo un tema da niente…
In assenza del padrone di casa, butto lì qualche considerazione.

In mezzo al mare di argomenti arriviamo alla domanda sul perchè la dottrina marxista non va d’accordo con la dottrina cristiana. Risposta: perché non tiene conto di un piccolo fattore dell’essere umano che si chiama libertà e un altro piccolo fattore che si chiama peccato originale. Le conseguenze sono che per cambiare la natura dell’uomo (eliminare il peccato originale) devi far fuori l’uomo. Sistematicamente.
Consiglio vivamente di leggere “il mito del mondo nuovo” di Eric Voegelin.
Ad ogni modo, il problema del sistema capitalistico non è il profitto (anzi), ma nella situazione attuale la divisione tra produttori e consumatori. Per come si evolve nel tempo c’è la tendenza a schiacciare la maggioranza della popolazione nella posizione di consumatore a cui viene comandato il criterio con cui consumare. Viene espropriato il criterio con cui valutiamo ciò che è buono per noi e cosa no (chiamiamolo principio di piacere o esigenze costitutive, fondamentali del cuore) e soprattutto viene espropriata la nostra personale iniziativa. (il comunismo lo fa in forma più dura). L’alternativa non è tra consumatore e poverello, soprattutto se l’essere poverello è imposto di imperio. L’alternativa è tra consumatore e imprenditore. Il punto è: essere soggetti intraprendenti nel rapporto di profitto con gli altri Altri, o non essere più soggetti cioè essere espropriati della capacità di giudizio su cosa e chi mi conviene e essere espropriati dalla autorità di prendere iniziativa , come prenderla e nei confronti di chi prenderla. Cioè essere delle rotelline in un ingranaggio astratto dalla tua personale soddisfazione. certo… per vivere così ci deve essere un Io, e un Io non regge da solo di fronte all’inganno, ha bisogno della compagnia di Altri che hanno a cuore la medesima esigenza. Per questo la dottrina sociale della Chiesa insiste sulla libertà della persona (il comunismo no), e soprattutto della persona associata, cioè di quei gruppi intermedi che preservano e sostengono l’Io dal potere del più forte (famiglia, sindacati, realtà culturali, di popolo ecc.) secondo il principio di sussidiarietà per cui se la società si organizza da sé per rispondere ai bisogni il potere deve aiutare e non inibire la dignità della loro iniziativa.
Il capitalismo si presenta nella storia sotto varie forme, ma pur segnato dal peccato originale (quella riottosità della natura umana ad adeguarsi all’ideale che asmo chiama egoismo ecc.) prevede uno spazio in cui puoi agire sulla sua forma come diceva Ermanno. Il comunismo no, perché vede la resistenza alla realizzazione della sua utopia nella libertà dell’uomo. E quindi, intrinsecamente, la elimina. E così facendo elimina l’uomo.

Ciao,
diavoletto di Maxwell.

P.S.
Il destino dell’autodistruggerci non è un destino ineluttabile, è la conseguenza della teoria per cui ci sono risorse finite e scarse. Da cui l’Altro è visto come un competitore da eliminare.
Ma questo è solo un assunto arbitrario. Da che mondo e mondo, è esisita almeno una catena di casi (ma ne basterebbe anche solo uno come buona notizia) in cui dalla vita associata si trae reciproco vantaggio uomini.
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#24    25 Aprile 2007 - 22:06
 
Il diavolino di maxwell è allievo di Contri?
Asmodeo, come sei diventato ammodo... complimenti. Un po' pessimista ma molto serio.
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#25    25 Aprile 2007 - 22:22
 
Il marxismo è diabolico nel cercare la soluzione ad una giusta equità senza Dio. E ha dato i frutti conseguenti ad un albero marcio.... milioni di morti.
Il capitalismo ha raggiunto risultati che il marxismo non ha neanche lontanamente avvicinato.
Certo che all'interno di una libera economia di mercato la libertà dell'uomo nel bene e nel male diviene fondamentale.
Ed è qui che ce la giochiamo e che dobbiamo giocarcela nella libertà di saper gestire la ricchezza alla luce di Cristo.
.......ma prima la ricchezza va prodotta se poi la si vuol distribuire
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#26    25 Aprile 2007 - 23:01
 
Per quanto riguarda Anonimus: a parte che mi piacerebbe sapere la tua età, perchè già quando ero piccolo io a scuola dicevano che le risorse si stavano esaurendo...
a parte questo, dicevo, il difetto del marxismo è nel manico: cioè parte da una visione esclusivamente materialistica (anzi economica) del mondo e dell'uomo, senza riconoscere un mistero. E' un utopismo fiacco e bolso, che solo la follia ha potuto provare ad applicare, con le conseguenze viste. Il cercare di continuare ad applicarlo in ottica cristiana è perverso, perchè ne stravolge il ragionamento senza cambiarne gli effetti nefasti. Dice bene DdM: è solo ripartendo dall'amore a Dio, e quindi amando l'uomo come fratello, che si può vincere la povertà alla base. E' questo quello che attuavano i primi cristiani, non un comunismo ante litteram, ma il suo vero opposto.
PS: i sapiens pare non discendano affatto dagli australopitechi...
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#27    26 Aprile 2007 - 03:07
 
Berlic, sembra che tu sappia scovare tutti i punti di collisione tra marxismo e cristianesimo. E va bene. Ma sulle gravi lacune del capitalismo in un ottica cristiana? Bastano quelli che ho elencato io? ;-)

Ad Ermanno che scrive tutto pomposo:
"Il marxismo [..] ha dato i frutti conseguenti ad un albero marcio.... milioni di morti. Il capitalismo ha raggiunto risultati che il marxismo non ha neanche lontanamente avvicinato."

Hai ragione, il Capitalismo ha superato di gran lunga il Marxismo: decine e decine di milioni di morti..

(Tengo a precisare di nuovo che io sostengo i cosiddetti sistemi economici misti.. quindi libertà individuali ma fino a che non vadano contro i diritti collettivi.. )

Anonimus.

PS: risponderó alle riflessioni di Asmodeo nei prossimi giorni. Buonanotte.
utente anonimo

#28    26 Aprile 2007 - 03:19
 
PS:
Berlic, é verissimo che i primi cristiani abbiano formato comunità basate sull'amore verso Dio e l'uomo. Amo l'idea di prendere questo come esempio da seguire oggi per vincere la povertà.
E capisco anche le differenze sostanziali tra cristianesimo e marxismo (ci mancherebbe!).

Ma tra cristianesimo e Capitalismo c'é un abisso troppo taciuto, e direi colpevolmente.. E sarebbe l'ora di "svegliarsi".

utente anonimo

#29    26 Aprile 2007 - 03:23
 
..scusate i congiuntivi sparate alla cacchio.. ma a quest'ora della notte dovrei dormire invece di cercare di "connettere". Chiedo venia.
A.
utente anonimo

#30    26 Aprile 2007 - 08:48
 
Riflessioni domenicali di un siciliano "doc" donCiccio.
"Il nichilismo, cioè l'assenza di una verità e di un destino della realtà, è l'orizzonte teorico in cui si colloca e
si giustifica la nostra "civiltà dei consumi", perché se la realtà non ha una sua verità e neanche l'uomo possiede un suo destino naturale, il consumare, assecondando il "principio del piacere", è l'unico rapporto che l'uomo può stabilire con il reale, non certamente quello che nasce dal "principio della realtà" (nuovo punto di riferimento introdotto da prof. Pietro Barcellona). Da questo atteggiamento nasce quella concezione per la quale le cose, il
denaro, il sesso, l'amore e perfino la vita propria e altrui diventano una proprietà gestita secondo il modello
dell'"usa e getta"."
xAsmodeo80 se vuoi saperne di più in merito alla domanda "donde vengo?" terreno comune al genere umano, sappi che stasera al CMC di Milano si parla di: "Caso e informazione nell'evoluzione biologica, nuove prospettive nelle teorie evoluzionistiche". Le nuove scoperte della biologia molecolare mostrano come l'adattamento non abbia luogo esclusivamente tramite la selezione naturale di variazioni casuali di DNA. Quattro i sistemi ereditari che hanno a che fare con l'erediatrietà: genetico, epigenetico, comportamentale e simbolico.
MG
utente anonimo

#31    26 Aprile 2007 - 09:57
 
Mi sembra, Anonimus, che parli del capitalismo usando categorie molto "comuniste", da manualetto rosso. Personalmente ritengo che quello che viene chiamato capitalismo in realtà non esista come un unicum. Il "capitalismo" americano è molto diverso dal "capitalismo" cinese, tanto per dire. Come ho già detto, non credo a una visione economica - e quindi ideologica - del mondo.
Se comunque volessimo dire la cosa in modo "cristiano", potremmo dire che dove il comunismo uccide per opere, il "capitalismo" uccide per omissione.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente berlic

#32    26 Aprile 2007 - 09:59
 
Chioso il mio commento: Anonimus, per il "manualetto" comunque capisco che non si possa condensare tutto in due righe...
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#33    26 Aprile 2007 - 13:09
 
X nihilalieno
non sono allievo di contri nel senso che non vado (ancora) a lezione o in analisi alla sua scuola.
sono allievo nel senso che più leggo i suoi scritti e quelli della studium (per fortuna non è da solo: è una compagnia), più mi convinco che è uno dei più preziosi laboratori culturali che abbiamo. E allora cerco di apprendere il più possibile.

Riesce a raggiungere una sintesi di pensiero che spazia dall’antica grecia fino ad oggi passando pure per l’ebraismo che è fenomenale per la sua semplicità. Poi si sviluppa con una complessità e precisione di linguaggio che magari risulta impegnativa, però la bussola con cui orientarsi è semplice. Dopo aver letto i loro scritti, si capiscono molto di più quelli degli altri (a me capita con quelli del d.giuss).

Invece di portare in tv i soliti psicologi del pensiero unico, dovrebbero chiedere una collaborazione a qualcuno di loro per esempio la sorella maria delia e raffaella colombo sono molto brave.

sarei tentato di dire che il resto è fuffa, ma perchè dirlo? Più aiuti ci sono e meglio è.


Ciao,
DdM
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#34    26 Aprile 2007 - 15:42
 
Anche a me piace Contri... è sempre stimolante, anche se non capisco tutto!
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#35    26 Aprile 2007 - 17:46
 
Ok la pubblicità è la firma sul contratto col diavolo dell'umanità però lancio una piccolo suggerimento di ricerca a chi ha buona volontà e tempo da dedicare per approfondire i risvolti sociali di un fatto abbastanza curioso.

Parecchio tempo fa, e cmq si tratta di un episodio databile nel 2006, mi giunse voce di una campagna pubblicitaria in Spagna volta a promuovore nientemeno che la verginità fino al matrimonio.

Il tutto ruotava intorno ad una serie di polemiche su Mtv e i contenuti mandati in onda, per scoprire poi alla fine che la canzone era una manovra di marketing di quella stessa rete, ma tant'è che, sia pure nello scherzo, quel pezzo è pare abbia avuto un largo riscontro nel pubblico.

Secondo voi cosa può voler dire?
Secondo me c'è ancora qualche speranza e non tutto è ancora perso come tanti amici di laggiù vorrebbero...
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