Il cielo visto dal basso

Berlicchì?

Utente: berlic
Ufficialmente, un diavolo che dà consigli ai giovani demonietti. Avrai letto anche tu "Le Lettere di Berlicche" di C.S. Lewis, vero? Attenzione, però: i diavoli CREDONO in Dio. E questo in particolare svolazza, un po' sù un pò giù, ma complessivamente diretto verso l'alto, verso quel cielo di cui ha nostalgia.

Berlicche

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There are two equal and opposite errors into which our race can fall about the devils. One is to disbelieve in their existence. The other is to believe, and to feel an excessive and unhealthy interest in them. They themselves are equally pleased by both errors and hail a materialist or a magician with the same delight.

from "The Screwtape Letters"

Ci sono due errori uguali ed opposti nei quali la nostra razza può cadere a riguardo dei diavoli. Uno è non credere alla loro esistenza. L'altro è crederci, e nutrire un eccessivo e insano interesse in essi. Loro stessi sono ugualmente compiaciuti da ambedue gli errori e salutano un materialista o un mago con lo stesso piacere.

da "Le lettere di Berlicche"

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da Marzo 2005:


martedì, 27 marzo 2007
Il panorama attraverso

Il treno ci passa velocemente accanto. Attraverso di esso, appena offuscato, vedo il paesaggio che traluce attraverso i finestrini.
Riporto gli occhi sul giornale, alle facce che occhieggiano dalle foto.
Guardo visi strabuzzati dall'odio e dalla irrisione e "potrei essere io".
Guardo sorrisetti cinici e sguardi calcolatori e "potrei essere io".
Leggo quello che dicono, con la sicumera di divi e potenti, e so che potrei essere come loro.
Senonchè qualcosa di totalmente immeritato, gratuito - si potrebbe chiamare Grazia - mi ha raggiunto. E' una constatazione, non l'orgoglio del fariseo. Non ho il feroce odio, la presunzione, l'orgoglio di un peccato rivendicato - perchè non ho un bel niente. Io sono un vuoto riempito, che parla usando parole d'altri. Parole che però sono vere. Non posso essere orgoglioso di quello che sono perchè non è merito mio. Sono come loro, proprio come loro, intrinsecamente come loro.

Non sono come loro quando mi faccio finestra trasparente per lasciare passare la luce, luce che non viene da me. Una finestra dà tutto, ha tutto, quando non si tiene niente per sè, ma si spalanca totalmente. E' perciò che non posso presumere, è per questo che non posso odiare. Perchè è troppo semplice, e troppo spesso mi accade, tirare le tende.

Una lettera di berlic | link | commenti (20) |
meditabondazioni


Commenti
#1    27 Marzo 2007 - 13:54
 
vai al link, vota e fai votare
utente anonimo

#2    27 Marzo 2007 - 14:26
 
Per usare un delicato eufemismo, il link proposto sopra mi sembra una c...ata.
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#3    27 Marzo 2007 - 14:47
 
"perchè non ho un bel niente. Io sono un vuoto riempito"

Molto bene!!

Mara nada
utente anonimo

#4    27 Marzo 2007 - 15:26
 
Un vuoto riempito è ben diverso da un nulla, Nada.
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#5    27 Marzo 2007 - 16:38
 
Da 'La preziosa ghirlanda di consigli per il Re' di Nagarjuna:

"Io non sono,
io non sarò
io non ho
io non avrò"

Questi quattro versi furono per me l'equivalente di una cannonata in pieno petto, spero che ora possano essere signioficativi anche per te.

Qualsiasi cosa ti riempia, compresa l'idea di te stesso, non sei certamente tu, è appunto un riempitivo!
Non dico che sia da disprezzare ma....

Mara nada.
utente anonimo

#6    27 Marzo 2007 - 17:05
 
Magari non c'entra nulla, ma leggendo questo post mi è venuto in mente questo:
"Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare".(Lc 17,10)


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#7    27 Marzo 2007 - 17:31
 
xNada: perchè accettare consigli da uno che non è? Preferisco prenderli da Chi è.

xMaturin: c'entra eccome.
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#8    27 Marzo 2007 - 18:16
 
L'umiltà non è sforzo di autodiminuzione, l'umiltà è evento che sgorga dall'incontro fra Dio, in Cristo e la sua creatura. Nella fede, l'umiltà di Dio svelata da Cristo (Fil.2,8 "umiliò se stesso") diviene umiltà esempio dell'uomo. Umiliarsi in libertà e per amore è un'operazione difficile, e compierla in modo puro è quasi impossibile: c'è infatti un'umiltà cge è un pretesto per una vanagloria raddoppiata.Per questo l'umiltà non è tanto virtù da acquistare, quanto un ABBASSAMENTO DA SUBIRE, dunque umiltà è anzitutto umiliazione.
Umiliazione che viene dagli altri, soprattutto i più vicini a noi.
Eb. 5,8 Imparò l'obbedienza dalle cose che patì.
Eb. 12,2 l'infamia e la vergogna
Eb. 13,13
Salmo 119,71:
Bene per me essere stato umiliato, ho imparato i tuoi comandamenti

buona serata
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#9    27 Marzo 2007 - 18:47
 
E' vero che l'umiltà non è sforzo: è constatazione. L'umiltà che è vanagloria non è, semplicemente, umiltà, ma ostentazione.
Per l'equazione umiltà=umiliazione invece non sono per niente d'accordo. Dall'umiliazione si impara l'umiltà solo se si è umili, altrimenti si diventa rabbiosi e recriminanti.
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#10    28 Marzo 2007 - 10:03
 
umiliazione che viene da Dio che con la sua grazia è capace di umiliarci e di innalzarci come nessun altro può fare
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#11    28 Marzo 2007 - 12:14
 
Se l'umiltà è umiliazione da subire, che merito ne abbiamo noi? "Chi si esalta sarà umiliato", Ok, ma "Chi si umilia sarà esaltato".
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#12    28 Marzo 2007 - 19:35
 
Secondo me non si deve eccedere nemmeno nell'umiltà che ci degrada in modo totale (soprattutto rispetto al resto dell' umanità), altrimenti si rischia l'ignavia.

Il significato di umiltà è sapere quanto esattamente quanto si vale, nè più nè meno, e agire di conseguenza.

Meghistos.
utente anonimo

#13    29 Marzo 2007 - 07:49
 
Se l'umiltà è realismo, cioè riconoscere lealmente ciò che è vero, non mi pare che si possa eccedere: basta dire pane al pane e vino al vino.

Che io dipenda in tutto da Uno che mi fa in ogni momento, che senza di Lui non posso fare nulla, che l'altro che vive accanto a me dipende anche lui perché non si dà la vita da sè (voglio vedere chi è in grado di prolungare anche di un solo secondo la sua vita) è un fatto.

Per essere umili basta riconoscere queste elementari verità ed agire di conseguenza.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AnnaV

#14    29 Marzo 2007 - 08:45
 
E chi lo dice ciò che è vero? La Chiesa???
Dio nessuno lo ha mai visto per cui come fai a dire: basta riconoscere queste elementari novità???

Ciò che è vero è solo quello che ho davanti agli occhi. E davanti agli occhi lo spettacolo non è molto bello. Questo si che è vero. E si deve cercare in tutti i modi di migliorare la situazione.
Anche perchè come ho ripetuto tante volte bisogna chiedersi il perchè delle cose e non credere in modo acefalo e basta.
Se io faccio una data affermazione devo anche dimostrarla. Se ad esempio dico che la mercedes è migliore della Ferrari devo dimostrarlo non solo pensarlo e imporlo agli altri.

Così voi cattolici x quanto riguarda Dio. Voi dite che è amore, io dico che è una patacca.
Però mentre io lo dimostro voi no. Come argomentazione porto la vita stessa dell'uomo, la cui attenta analisi pone molto a favore della mia tesi.
Voi quale argomentazione PRATICA portate???

Lasciate stare le prese per i fondelli della vita dopo la morte e altre sciocchezze. Nell'immanente, nella vita di ogni giorno quali argomentazioni portate???
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ASMODEO80

#15    29 Marzo 2007 - 09:17
 
Asmodeo, rileggiti ogni post di questo blog. E se non ti basta, guarda le nostre vite.

Umiltà vuol dire riconoscere che mi è stato donato tutto. Non posso dire che non ho niente, perchè non è vero. Ma di quello che ho non mi posso certo gloriare. Anche se facessi il massimo (cosa che non è) sarei sempre un servo che mette a frutto i talenti che gli ha dato il suo signore.
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#16    29 Marzo 2007 - 09:28
 
Riflettiamo un momento:
Tutto quel che abbiamo, dalla vita al cibo al lavoro ai vestiti all' amore ce lo hanno dato gli altri, è dal nostro prossimo che otteniamo tutto, Dio se c'è opera attraverso il nostro prossimo a nostro vantaggio, e forse attraverso di noi per il vantaggio altrui.

Mara nada
utente anonimo

#17    29 Marzo 2007 - 09:29
 
(Madre Teresa di Calcutta)
L'uomo è irragionevole, egocentrico:
non importa, amalo!
Se fai il bene ti attribuiranno secondi fini egoistici:
non importa, fa' il bene!
Se realizzi i tuoi obiettivi troverai falsi amici e veri nemici:
non importa, realizzali!
Il bene che fai verrà domani dimenticato:
non importa, fa' il bene!
L'onestà e la sincerità ti rendono in qualche modo vulnerabile:
non importa, sii sempre e comunque franco e onesto!
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo:
non importa, costruisci!
Se aiuti la gente, se ne risentirà:
non importa, aiutala!
Dai al mondo il meglio di te e ti prenderanno a calci:
non importa, continua!
...questa è un'icona umana di Dio...che esista o meno il paradiso...poter assomigliare a umani così beh...sarebbe molto bello e mi pare decisamente segno di umiltà
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente amigagio

#18    29 Marzo 2007 - 11:13
 

Per Asmo: sai che incominciavo a sentire la tua mancanza? A dir la verità un tempo ti avevo risposto, ma te l’eri un po’ presa, per cui non sto a perdere altro tempo. Se ti interessa cercala nel blog, io non l’ho trovo facilmente.

Per Nada: sai che per la prima volta sono in accordo con quanto dici? (commento 16)
L’unica cosa sulla questione del vuoto, pieno ecc...
diciamo che l’ideale è che sia vuoto di ciò che mi impedisce di ricevere ciò che può essere buono per me. Questo è anche il senso dei fioretti quaresimali: rinunciare a ciò che mi fa rinunciare. Vuoto vuol dire vuoto di risposta (non me la do da me, la ricevo da un altro), cioè disponibilità (umiltà) a ricevere l’apporto (che non è prevedibile in quanto compete a lui) dell’altro. Il contrario è la pretesa. Ovviamente giudicherò io se il suo apporto è soddisfacente o no. Ma tutto ciò non è nulla, c’è qualcosa che sta a me: la domanda. L’ideale è essere vuoto di pretese e pieno di domanda.

Il brano di madre Teresa citato da amigagio delinea un’instancabile domanda: non rinunciare mai alla meta: la ricostruzione di un universo umano. In questo caso direi che l’umiltà coincide con una pienezza. un ideale di perseveranza che non ci è dato sostenere a lungo, ma solo di chiederlo. quando lo vedi in azione, vuol dire che sotto sotto... c'è qualcosa di divino all'opera.

Provo a citare una preghiera che fa il paio con madre Teresa (mi pare di Grandmaison)
“Santa Maria, Madre di Dio, conservatemi un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente.
Ottenetemi un cuore semplice, che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze;
un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione;
un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male.
Formatemi un cuore dolce e umile, che ami senza esigere di essere riamato, contento di scomparire in altri cuori sacrificandosi davanti al Vostro Figlio Divino;
un cuore grande e indomabile, così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal Suo amore con una piaga
che non rimargini se non in cielo.”

Vostro affezionato,
diavoletto di Maxwell
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#19    29 Marzo 2007 - 14:08
 
non l'avevo mai letta
grazie
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#20    29 Marzo 2007 - 20:10
 
@diavolomaxwell: In effetti sono tanto impegnato in questi giorni.
La gente mi fanno girare le scatole, specie alcuni datori di lavoro.
Pretendono solo, ti fanno lavorare 10 ore pagandotene 4 con la promessa che poi ti faranno il contratto.
In realtà vogliono solo mettertelo a quel posto ed io mi incavolo come una belva. Qualche volta gli rompo qualcosa in testa e me ne vado.

Satana esiste ed è l'altro.

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